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Il nuovo libro di Gianni Tomasetig

La "copertina" di Pietro Comastri:
la scherma come dialogo

di
Paola Musarra

Roma, dicembre 2012

   Sabato 8 dicembre il nuovo libro di Gianni Tomasetig Scherma e teatro - Dialoghi con Luca (CISU, Centro d'Informazione e Stampa Universitaria, Roma 2012, edizione fuori commercio) è stato presentato al Palazzo dei Congressi all'Eur, in occasione della Fiera "Più libri, più liberi". Sono intervenuti con l'Autore, in un simpatico clima di amicizia, Enzo Colamartini, che dirige il CISU, Rosalba Conserva, che ha creato e anima il Circolo Bateson, una cara amica, Rosanna Angelelli, che da anni segue con attenzione la scrittura di Gianni, e Anna La Rocca, che ha letto una sua poesia, scelta da Gianni per il proprio libro.

   Io invece ho voluto parlare della copertina del libro, elaborata al computer da Pietro Comastri a partire da un'incisione di Raffaello Schiaminossi che illustra un trattato di scherma del Seicento, il Gran simulacro dell'arte e dell'uso della scherma di Ridolfo Capoferro da Cagli.

   La creatività e l'attenta lettura del testo di Pietro Comastri (che cura la grafica delle Edizioni CISU - Gianni ed io lo chiamiamo Pietro il Grande) si rivela in alcuni particolari. Per prima cosa, in omaggio al titolo, per evocare il teatro, ha aggiunto all'immagine un serico velario, che continua sul retro e sembra abbracciare le note biografiche dell'autore.

La copertina del libro di Gianni Tomasetig, Scherma e teatro - Dialoghi con Luca


   Sono davvero in un teatro i due personaggi? Osserviamo attentamente lo sfondo...

Dalla copertina del nuovo libro di Gianni Tomasetig, Scherma e teatro - Dialoghi con Luca


   La "quarta di copertina" così recita: "A tratti, riemergono dalla memoria le amate colline dell'infanzia...". Il delicatissimo sfondo collinare che intravediamo dietro i due personaggi sembra evocare il paesaggio delle prealpi Giulie. Si tratta dunque di uno scontro schermistico in piena regola, di uno scontro su terreno!

   Ma è qui che Pietro ha avuto una felicissima intuizione: ha AVVICINATO i due personaggi, creando una distanza che non è (non è più, non è ancora) quella del duello, ma è quella del dialogo. Due dialoganti, dunque, come mostra il gesto della mano del personaggio di destra.

Dalla copertina del nuovo libro di Gianni Tomasetig, Scherma e teatro - Dialoghi con Luca


   C'è ancora tempo, allora, per evitare lo scontro, per risolvere le vertenze in sospeso, per conoscersi meglio...

   Il punto centrale del libro di Gianni è secondo me proprio la sua teorizzazione di un insegnamento della scherma di alto valore pedagogico, praticato a fondo con i suoi allievi dell'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica: una disciplina violenta e mortale che comporta l'uso delle armi viene responsabilmente utilizzata per una migliore conoscenza del proprio avversario e di sé: "Dopo il duello, io non sarò mai più lo stesso...". Ritrovarsi con una immagine nuova di sé, in una visione dinamica dello scontro: l'avversario non va mai sottovalutato (la mano è pronta sull'elsa della spada), va guardato negli occhi e studiato senza preconcetti.

   Quando il giovane Luca prende in mano per la prima volta una spada "vera" si rende conto di avere in mano un'arma micidiale, è il suo "punto di svolta". Dovrà sviluppare un maggior senso di responsabilità e soprattutto esercitare sulle proprie azioni e reazioni un continuo controllo, come quello che si pratica nelle arti marziali orientali.

   E forse questo insegnamento potrebbe esserci utile anche nei nostri (si spera non cruenti...) "duelli" quotidiani...

mise en page:
Paola Musarra

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