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Vacanza-studio 2016 del Circolo Bateson
Eretici?

di
Gianni Tomasetig


foto: Amelia Caselli
Introduzione

Il professor Sergio Manghi, sociologo, che con la psicologa Maria Rosa Ceragioli ha presieduto la riunione conclusiva della vacanza-studio, ha suggerito ai convenuti di sintetizzare in una o due parole l'essenza di tutti gli incontri.

L'elenco delle parole che sono state proposte è molto ricco e variegato, non esprime solo le tematiche trattate, ma anche gli stati d'animo di chi le ha vissute.

Dentro di me due parole si sono manifestate con maggiore insistenza: fascinazione e eresia.

Fascinazione

Per me la settimana trascorsa a Badia Prataglia è stata piena di fascino. Il paese, situato ad una altitudine di oltre 800 metri, è piacevole e salubre, circondato da foreste ben curate, alcune addirittura lasciate intatte e protette contro la mano rapace dell'uomo.

Il Prosindaco Riccardo Acciai, con la collaborazione di Cinzia Andreini, psicologa e psicoterapeuta, sempre pronta a mettersi a nostra disposizione in ogni circostanza, ci ha consentito di svolgere i lavori in una bellissima sala conferenze.

All'Albergo "La Foresta", poi, dove sono stato accolto con Paola, la mia compagna, è stato come essere a casa... Ma no, che dico: molto ma molto meglio che a casa (la ribollita non la sappiamo fare...).

E i batesoniani?

Sono stato affascinato da tante personalità, ricche di un sapere ben digerito, non solo appreso attraverso intelligenti letture, ma ben assimilato e consolidato dalla prassi quotidiana.

In queste persone ha trovato un terreno disposto ad accoglierlo il pensiero di Bateson, questo straordinario "dilettante" di altissimo valore umano e scientifico, che non si è fatto sedurre e tanto meno irretire da una sola disciplina universitaria, ma spostandosi dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti ha conosciuto, attraversato e sperimentato i più stimolanti campi del sapere del XX° secolo, dalla biologia all'antropologia, dalla psicologia all'ecologia.

Ma veniamo alla mia seconda parola.

Eresia

Immaginate un gruppo di eretici, ispirato da un pensatore originale, fuori dagli schemi, a lungo ignorato dal mondo accademico.

Un gruppo che disdegna le autostrade dell'ortodossia ben asfaltate, ricche di indicazioni e di paline SOS, utili non solo per segnalare qualche incidente, ma anche per far arrivare in poco tempo l'aiuto necessario se qualcuno si sente stanco o insicuro.

Sulle autostrade dell'ortodossia ci si può rilassare, dedicandosi a svaghi suggeriti dai grandi mass media, senza impegnare neuroni e sinapsi in sforzi eccessivi, anzi: meno si pensa, meglio è, tutto è già predisposto e scontato.

Gli eretici invece devono muoversi su percorsi accidentati da affrontare stoicamente, senza lamentarsi. Lo smarrimento e l'incertezza sono i loro compagni di viaggio: le rare indicazioni stradali sono incerte, a volte contraddittorie e alla fine il loro lungo percorso non sarà premiato da una "verità" certa e rassicurante, magari garantita dai luminari del momento, ma da domande che generano altre domande...

Qualcuno potrebbe chiedere: "Ma chi ve lo fa fare? Perché percorrere sentieri incerti e insidiosi, fatti di pietre aguzze?"

Attenzione: l'eretico prova momenti di vera gioia e compiacimento nel rapporto con gli altri, con se stesso e con il mondo che lo circonda: le relazioni, lo studio dell'ecosistema...
Per lui "divertirsi" vuol dire "di-vergere", abbandonare le verità scontate con l'aiuto di una razionalità non riduttiva e di una adesione personale che è il frutto di un percorso esistenziale più libero, meno condizionato. Non rivoluzioni sanguinose né distruzioni totali per creare "un mondo nuovo", perfetto: è ben consapevole del fatto che sulle ceneri del passato le ideologie salvifiche fanno presto a edificare robuste carceri.
Buon senso, quindi, e consapevolezza dei propri limiti.

Ma è davvero questo il ritratto dell'eretico? Sempre così mite, arioso e disponibile?

L'ecologo dispotico

Nel 1970 Bateson partecipò a un convegno sulla "Ristrutturazione dell'ecologia di una grande città". I partecipanti al convegno dovevano incontrare i pianificatori urbani, ai quali avrebbero dovuto illustrare la teoria ecologica. Da un lato quindi persone e istituzioni rigide, dall'altro un gruppo di... ecologi "eretici" impegnati a sostenere la flessibilità anche nella pianificazione di una grande città (è evidente la contraddizione di termini).

In "Ecologia e flessibilità nella civiltà urbana" (Verso un'ecologia della mente, Adelphi, Milano 2002, pp.538-550), Bateson ci parla del dilemma dell'ecologo, impegnato a "creare flessibilità" in un sistema che è stato programmato per divorare tutta la flessibilità esistente...

Ed ecco il suo illuminato consiglio (p. 541) (i corsivi sono miei):
"l'ecologo deve (...) esercitare una certa autorità per conservare la flessibilità già esistente e quella che può essere creata. Su questo punto (...) le sue raccomandazioni debbono essere dispotiche."

Un ecologo dispotico! Questa non ce l'aspettavamo! Ma allora noi che cosa siamo?

Ecologi dispotici?
Eretici flessibili?
Ortodossi perplessi?
......

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Per i documenti della vacanza-studio vedi l'Archivio sul sito del Circolo Bateson.
Di Gianni Tomasetig vedi anche Ripensando a Badia"
mise en page:
paola musarra