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Circolo Bateson - Vacanza-studio 2013
Ripensando a Badia

di
Gianni Tomasetig

La diga - foto P. Musarra
Introduzione

Anche quest'anno un gruppo di studiosi ha partecipato alla vacanza studio del Circolo Bateson, trasferendosi per una settimana a Badia Prataglia, una piacevole località di montagna del Casentino, distante pochi chilometri dall'Eremo dei monaci camaldolesi.

Erano presenti non solo i "romani" ma anche numerosi appassionati del pensiero di Bateson provenienti da varie parti della penisola.

In ogni società, in ogni comunità sorgono spontaneamente gruppi di persone che perseguono scopi e coltivano interessi di vario genere: bocciofili, cacciatori, appassionati di francobolli, imprenditori, politici...

Ma il Circolo Bateson raccoglie un gruppo atipico di persone: qui non ci si arricchisce e non si fa alcuna scalata verso promozioni di alcun genere. Il Circolo non prevede alcun vincolo interno, non ha nessun bene patrimoniale, non possiede nemmeno un proprio piccolo sottoscala...

I suoi componenti si riuniscono in genere a Roma in casa di Rosalba Conserva (che tiene saldamente in mano le "redini" del Circolo) per leggere e interpretare le opere di Gregory Bateson.

Bateson è stato un intellettuale fuori del comune. Non ha mai accettato vincoli di nessun genere e forse per questo è stato ignorato dal mondo accademico. Si è tuttavia interessato a molteplici argomenti umani e scientifici, dalla biologia all'antropologia, dalla psicologia allo studio dell'ecosistema.

E' stato il marito di Margaret Mead: ricordo di aver studiato i lavori dell'antropologa all'Università di Urbino nei lontani anni Settanta, quando ero iscritto alla facoltà di sociologia.

Bateson ha scritto diversi libri, che tuttavia non rivelano verità assolute, valide per tutti e per sempre: più che risposte rassicuranti, ti imbatti in continue domande, che generano altre domande, in una continua ricerca che nasce da un incessante confronto con te stesso, con gli altri e col mondo che ci circonda. Il presente e il futuro vanno costruiti insieme, nel rispetto delle proprie e delle altrui idee.

Va detto che il terreno del confronto non è sempre un morbido prato ricoperto di fiori profumati... e le risposte esistenziali non sono sempre a portata di mano.
Ma non per questo il percorso è meno affascinante.

A Badia

Torniamo a Badia Prataglia.
L'amministrazione locale (un pensiero grato va all'eccezionale disponibilità di Graziano Agostini, Sindaco di Poppi) ci ha messo a disposizione per i nostri incontri una bella sala al centro del paese.

Graziano Agostini - foto P.Musarra
Graziano Agostini - foto: P.Musarra

Immaginate la scena.
Siamo seduti in un ampio cerchio con al centro uno spazio vuoto, che in qualche maniera rappresenta un grande contenitore del sapere di noi tutti, una specie di agorà dove da ognuno di noi confluiscono raggi di conoscenza.

E' una vera e propria palestra, ma non c'è alcuna competizione: c'è l'esposizione libera non solo del pensiero di Bateson ma anche, per ciascuno di noi, del proprio pensiero che scaturisce dal bagaglio di studi e di esperienze maturate nella quotidianità. E ciò non è banale.

Ed ecco che i raggi di conoscenza si mescolano, si intrecciano e poi le idee ritornano verso ciascuno di noi arricchite, modificate, riplasmate dal confronto con gli altri.
Facciamo le valigie rafforzati, con maggiori consapevolezze culturali ed esistenziali.

Ma non è tutto.
Ho notato - e la cosa mi ha affascinato - che le persone, quando si trovano a proprio agio, "secernono" non solo capacità culturali, teoriche, ma anche abilità e conoscenze gestuali, motorie, musicali... che altrimenti resterebbero compresse, latenti: in ognuno di noi c'è molto di più di quello che noi stessi pensiamo di possedere.

Quando l'ambiente e il gruppo sono disponibili nei confronti degli altri, dalle persone si sprigiona una irresistibile gioia di vivere e di comunicare. In tal modo diventiamo portatori di un pensiero libero, che si irradia all'esterno, alle persone che frequentiamo o che incontriamo per caso.

E questa forse è una finalità politica (del tutto inconsapevole) del Circolo Bateson: rendere il mondo meno triste e disumano.

mise en page:
paola musarra