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Antonella Bukovaz e i "Tatuaggi"

di
Paola Musarra

Topolo' - foto P. Musarra
Topolo' - foto P. Musarra
Introduzione

Da anni attendevo che Antonella Bukovaz si rivelasse, che cedesse un po' di se stessa all'attenzione di chi, come me, ogni estate vedeva la sua figura elegante e schiva profilarsi leggera tra la folla a Topolò, il ripido paesino al confine con la Slovenia, "luogo di incontri sensibili" che da tredici anni ormai nel mese di luglio ospita manifestazioni animate da artisti di ogni parte del mondo: vengono a comunicare intensamente "qualcosa di sé".

Ma Antonella fino a quest'anno si limitava a trascorrere lieve da una piazzetta all'altra, affiancando Moreno Miorelli e Donatella Ruttar (sono loro che hanno "ideato" la Postaja Topolove) nell'organizzazione e nel complesso compito di rendere ospitali i luoghi, la gente, le case.

Di lei sapevo che insegna ai bambini della scuola bilingue italo-slovena di San Pietro al Natisone, che è coinvolta in interessanti sperimentazioni didattico-pedagogiche e che da anni si batte per promuovere la lingua e la cultura delle sue Valli.

Insieme a Gianni, il mio compagno, l'avevo incontrata come spettatrice al festival di poesia di Monfalcone. In una piccola osteria avevamo parlato a lungo, forse per la prima volta, davanti a un bicchiere di buon vino.

A Monfalcone' - foto P. Musarra
A Monfalcone - foto P. Musarra

Poi, l'anno scorso, nel mese di ottobre, Gianni ed io andammo a trovare lei e Moreno nella loro nuova casa di Cividale. Ci fermammo fino a tardi a parlare.

Nella vasta cucina fiorì spontaneamente dalle mani di Antonella una cena gentile. Le sue due bambine parlavano educatamente a turno con grazia infantile.

Mi accade spesso di rievocare la dolcezza di quella serata.

In cucina - foto P. Musarra
In cucina - foto P. Musarra
Sorprese

Ma ecco le sorprese di quest'anno. La prima è un piccolo libro di poesie, Tatuaggi (ediz. LietoColle, collez. Erato).

Raccoglie una trentina di liriche divise in tre sezioni ("tatuaggi", "in cucina", "sulla mano e sugli scontrini") e una Notizia sull'Autrice non meno importante.
E' arricchito da una breve prefazione di Guido Oldani e da alcune interessanti immagini di Antonella assai mascherate, realizzate da Gioia Danielis.

A.Bukovaz, Tatuaggi - ediz. LietoColle
A.Bukovaz, Tatuaggi
ediz. LietoColle

La seconda sorpresa è stata la presentazione delle poesie il 21 marzo di quest'anno al Teatro Petrella di Longiano (FC) nell'ambito della manifestazione "Eversione poetica", un progetto di Isabella Bordoni in collaborazione con Lelia Serra.

La terza sorpresa è stata una videoinstallazione con le poesie di Antonella, realizzata con l'aiuto di amici musicisti, in una cantina di Topolò durante la Postaja di quest'estate.

Il muro della cantina, con le sue screpolature e i suoi segni del tempo, era parte integrante dell'evento, come spesso accade in questo straordinario paese.

Muro - foto P.Musarra
Muro - foto P.Musarra
Sotto - Dentro

Vorrei accompagnarvi adesso in un mio percorso - del tutto personale - all'interno delle liriche di Tatuaggi (da ora in poi T) e delle poesie proposte a Longiano (da ora in poi L), che Antonella mi ha cortesemento messo a disposizione. Il numero dopo la T indica la pagina, in L invece la numerazione ha un valore puramente indicativo, per distinguere una lirica dall'altra.

Resisto alle pur seducenti suggestioni della quotidianità (il paesaggio, gli interni, le occasioni di scrittura) e vado subito alla ricerca di un nucleo poetico centrale. Non bisogna lasciarsi ingannare dal linguaggio semplice, apparentemente immediato: la poesia di Antonella Bukovaz è difficile e complessa, vuole e non vuole svelarsi, come le immagini di Gioia Danielis.

ponoc
san zakurila tapod me
od tekrat
potikam vsak dan
an ahtam
da se na umorim
Di notte
ho fatto fuoco sotto di me
da quella volta
lo alimento ogni giorno
e sto attenta
che non si spenga

Questa lirica, l'unica bilingue, introduce in apertura del volume Tatuaggi il tema del "sotto"-"dentro".
Il tatuaggio entra "sotto" la pelle e scrive "dentro" il corpo:

non sto in piedi e la terra non manca
io però cerco un'altra materia
a sostenere la geografia che porto
tatuata sotto la pianta dei piedi
(T13)

Il tema del tatuaggio si addensa, acquista volume generando immagini inquietanti. Diventa un'impronta profondamente scolpita, un bassorilievo difficile da decifrare:

so di una donna che siede sulle cose
- piccoli oggetti - e lì sta seduta per ore
plasma i suoi strati negli incavi
li comprime su minuscoli rialzi
offre poi agli occhi segni precisi
tatuati nell'impedimento
del sangue che scorre
(...)
solo il canto delle poiane
ha codici di lettura
per un tale bassorilievo
(L11)

Ma perché è così difficile decifrare le impronte?

part. dalla copertina di A.Bukovaz, Tatuaggi - ediz. LietoColle
dalla copertina di Tatuaggi - part.

I segni impressi sulla pelle alludono forse a un "dentro" più profondo, nascosto, al quale rimandano - fuoco e sangue - immagini e sentori ancestrali di corpi curvi, accovacciati, accoccolati?

la superficie rivela
la profondità che cela
per questo mi annuso sovente
e non amo i profumi

dalla superficie traspare
una materia ancestrale
spostati i vuoti precipita il pieno
stava acquattato come un cheyenne
tra le braccia e il seno
(T36)

Sempre più profondamente si dovrà dunque scavare? Vibra l'attesa di un gesto risolutivo:

come la terra emana l'intimo odore dalla zolla divelta
offro il mio fianco
e attendo un gesto affilato
che apra un solco
dove aspirare e raccogliere la mia esalazione più segreta
(T17)

Ma forse c'è un'altra via (incruenta?), un passaggio: "basta essere semplice e geniale come la serratura di una porta" (T38) e la chiave... "è sul tavolo in cucina" (L9). Ben vengano i giochi d'amore, dolci o violenti:

quando mi vieni dentro
portati un pennello
imbianca le pareti
spalanca tutto
non dimenticarti
di lasciare la porta
aperta
(L17)

Rosa - foto A.Caselli
Una rosa - foto A.Caselli

C'è un prezzo da pagare: il "segreto" nascosto si dissolve, svanisce

(...)
come nelle sepolte ville romane
quando vi entrò il primo uomo e con lui
l'aria che in un attimo corrode affreschi e dorature
(L1)

Nel corpo resta la traccia dell'esperienza vissuta:

nella magnifica spossatezza
turbamento delle cose finite
porto i calchi nel corpo dilatato
e pago questo amore sconfinato
con la fragilità di ogni mio respiro
(L4)
Il "fuori", la "soglia"

Antonella celebra il ritorno alla superficie con un magnifico esorcismo, geniale intuizione: della "spietata - belva dentro in agguato - enorme -bianca- e nera la criniera" (T39) farà un falò...

Dalla discesa agli Inferi e dalla perdita degli antichi affreschi si riemerge con qualche rimpianto, certo, ma soprattutto con sollievo, sfatando il pregiudizio metafisico secondo il quale il "dentro" nascosto è più prezioso del "fuori".

Sulla soglia tra il "dentro" ormai esorcizzato e il promettente "fuori" è tempo di scoprire (ri-scoprire?), un po' scontrosamente, la poesia:

per anni ho avuto pensieri che non ho scritto
e adesso che li scrivo
che differenza c'è?

dalla soglia della mia casa
getto un osso al cane
(T24)

Il paesaggio, i luoghi, gli oggetti familiari, il contesto comunicativo e soprattutto il corpo, forma vivente, acquistano un senso nuovo e invitano ad una consapevole Selbstdarstellung (come direbbe Hanna Arendt citando Portmann), cioè ad una esibizione di sé come individualità piena che fa attivamente sentire, vedere e udire la sua presenza: "ogni cosa che può vedere vuole essere vista, ogni cosa che può udire richiede di essere udita, ogni cosa che può toccare si offre per essere toccata" (H.Arendt). La rosa si abituerà ad essere guardata...

A. Bukovaz - foto P. Musarra
A. Bukovaz - foto P. Musarra

Hanna Arendt, La vita della mente, il Mulino, Bologna 1987, pp.110-111.
Adolf Portmann, Le forme viventi. Nuove prospettive della biologia, Adelphi, Milano 1989.

mise en page:
paola musarra