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"Tolleranza zero"
di
Paola Musarra


Roma Eur, dicembre 2008

Piove, sono le cinque del pomeriggio di un venerdì di dicembre, è quasi notte.
Dopo aver girato per ore fra gli stand della 7a Fiera della Piccola e Media Editoria all'Eur sono esausta.
Mi ammucchio sul sedile della Metro B. E' una vettura nuova, di quelle con i vagoni comunicanti e i sedili disposti lungo le pareti. E' abbastanza pulita dentro ma i vetri sono tutti graffiati.

... con i vetri graffiati...


C'è poca gente. Di fronte a me proprio vicino all'entrata c'è una signora infagottata in un impermeabile imbottito, con il cappuccio che le incornicia il viso grassoccio e scontento.

A una fermata sale un uomo bruno, alto e robusto. Ha con sé un carrello e tiene fra le braccia una grande fisarmonica nera, con una scritta in lettere d'argento (alcune mancano, ma se ne distingue la traccia): PI(e)R(ma)RIA.

Mentre armeggia con il carrello mi predispongo con pazienza all'ascolto devastante di "Roma nun fa' la stupida stasera" o di "My way", massacrate da uno strumento destinato ad altre sonorità.

E invece no.

Dal carrello parte un sobrio accompagnamento ritmico e le mani dell'uomo cominciano a danzare con incredibile agilità sulle tastiere creando un ricco e iridescente cristallo sonoro.

... iridescente...


Dal fondo del vagone un africano sporge la testa per guardare meglio l'artista che è proprio davanti a me e suona come in trance.

Incontro lo sguardo della signora grossa. Mi sorride stringendo le labbra e spalancando gli occhi come un bambino davanti a un dolce, poi comincia a frugare nella sua grande borsa gialla.

Ma all'improvviso, a una fermata, fa irruzione un sorvegliante con un berretto a visiera, afferra l'uomo per una spalla urlando "Fuori!" e lo tira verso l'uscita.

Il cristallo s'infrange.

Io non riesco a trattenere un "No!" tanto squillante quanto inutile mentre la donna scuote la testa e lascia ricadere le monetine nella borsa.

La metro riparte. Nell'aria vibrano ancora frammenti del cristallo sonoro.

... frammenti...



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