torna a medea
 


Piccole storie autunnali
di
Paola Musarra



1. La libreria

Roma. Libri, carte e riviste stanno prendendo il sopravvento nella mia casa. Decido di comprare un'altra libreria, ma dove la metterò? I muri sono tutti occupati... Prendo accurate misure. C'è ancora un posto nello stanzino dove si ammucchiano valige, scarpe e vecchi giornali.

Parto alla ricerca della libreria ideale, con il foglietto delle misure in mano: altezza due metri, profondità trenta...

... il foglietto con le misure...


E la vedo. E' lei. Da Upim, proprio vicino casa. Piccola e dignitosa, misure giuste, brunetta e servizievole. E' un colpo di fulmine, la voglio subito. Riesco a farmela portare nel pomeriggio.

Il fattorino è puntuale, me la depone all'ingresso: "E' solida, sa? Sono mobiletti fatti bene, è di rovere!" e le dà dei colpetti per saggiarne la stabilità. Sorride contento della mancia e se ne va.

Finalmente sole. Con mani frenetiche la libero dagli ultimi brandelli di carta da imballaggio. E' lì, davanti a me, nel suo nudo splendore.

E poi succede.

Succede che rifiuta categoricamente di andare nello stanzino. Faccio diversi tentativi, tutti infruttuosi. Dopo un estenuante lavoro di sgombero le libero un posto vicino alla scrivania del nonno. Sembra che le piaccia.

Mi siedo in poltrona e la guardo. E' serena. Prima o poi dovrò trovare il coraggio di riempire gli scaffali.









2. Alla Quadriennale

Roma, Palazzo delle Esposizioni.
Un video. Siamo all'areoporto. Un gruppo di extracomunitari, prevalentemente uomini, di età diverse, si avvia verso la scaletta di un aereo. Salgono lentamente. L'audio registra andirivieni di aerei, atterraggi, decolli. Nell'aria nitida si stagliano le sagome che in lenta processione affollano la scaletta. L'inquadratura stringe sui loro corpi, poi sui loro volti. Sguardi opachi - forse solo un giovane per un attimo esprime un'amara consapevolezza - , facce che raccontano storie, inquadrate con inesorabile precisione. Un piccolissimo grumo di capelli ricci si agita al vento su un collo bruno.

Poi l'inquadratura si allarga, molto lentamente. Sullo sfondo, aerei vanno e vengono.
La scaletta, come un relitto sperduto, mostra il suo carico silenzioso, immerso in una quieta disperazione.

Perché l'aereo non c'è.

-----------------------------


Il video di Adrian Paci, Centro di Permanenza Temporanea, ha vinto il primo premio alla 15a Quadriennale.









3. Lo scalpellino di Pietrasanta

Traggo questa storia dai miei appunti sulla vacanza-studio del Circolo Bateson a Vallombrosa. Non ricordo più dove l'ho letta o ascoltata, aiutatemi voi, in modo che possa citare la fonte.



... chiamò uno scalpellino......


Un signore doveva spostare un enorme masso che ingombrava la sua proprietà. Gli dissero di chiamare uno scalpellino di Pietrasanta, che arrivò con un suo martelletto, studiò la pietra, dette qualche colpettino qua e là, poi si mise seduto ad aspettare.
Dopo un po' il masso si frantumò in mille pezzi.









4. Memoria e vecchiaia

Per due sere a Vallombrosa ci ha allietato il cantantee Riccardo Azzurri con la sua tastiera magica. Di lui abbiamo saputo che fa musicoterapia agli anziani.

Tornata a Roma leggo numerosi articoli sul cervello e le malattie degenerative della vecchiaia, legate alla perdita della memoria.

... la perdita della memoria...


Ripenso a quello che è successo nella mia mente quando Azzurri ha tirato fuori dalla scatola magica quella canzone che fa:" Come è delizioso andar - sulla carrozzella...".

Prima di tutto ho scoperto che quella canzone IO LA SAPEVO TUTTA A MEMORIA, anche se da mille anni non la cantavo. Era lì, da qualche parte, intatta.

Ma non è tutto. La canzone si è tirata dietro, riemergendo, un... mosaico di neuroni? Diciamo semplicemente una nebulosa di suoni, voci, immagini della mia infanzia: il rumore delle ruote sui sampietrini ritmato dagli schiocchi della frusta, l'odore dei sedili screpolati di pelle nera e degli escrementi del cavallo, la gioia di mia nonna, per la quale la carrozzella di tanto in tanto era una delle piccole godurie irrinunciabili, come il maritozzo con la panna, la gita a Napoli, il gelato al Grand'Italia... Ricordo che preparava con grande anticipo i soldi da dare al cocchiere, frugando nella sua borsetta nera.

Forse ascoltando Azzurri ho stimolato la produzione di neurotrofine, confermando le speranze di Rita Levi Montalcini. O più semplicemente ho seguito i consigli per la vecchiaia del novantatreenne regista Monicelli: "C'è una cosa sola da fare, divertirsi!".

-----------------------------


Rita Levi Montalcini ha fondato l' EBRI, European Brain Research Institute. Il sito è www.ebri.it









5. Nella foresta

Azzurri mi ha raccontato una storia durante la cena "sociale" a Vallombrosa (noi del Circolo Bateson abbiamo cenato con lui e con i giovani padroni dell'Albergo La Foresta).

Riccardo vive in una casa nel bosco. Una sera sente i cani abbaiare, stanno per sbranare un cinghialino piccolissimo. Li caccia via e prende in braccio l'animaletto tutto tremante. Gli parla piano, lo accarezza. E dopo un po' si accorge che il cinghialino si addormentato.

... un cinghialino...


-----------------------------


Il sito dell'Albergo La Foresta è: www.albergolaforesta.it

Il sito del Circolo Bateson, per maggiori particolari sulla nostra vacanza-studio, è: www.circolobateson.it.


all'inizio

mise en page:  
Paola Musarra  


torna a medea