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Leggere "Il dolore e l'esilio"


di
Paola Musarra


Guido Crainz, Il dolore e l'esilio. L'Istria e le memorie divise d'Europa, Donzelli, Roma 2005, euro 11,90.

Ho conosciuto Guido Crainz all'IRSIFAR (Istituto romano per la storia d'Italia dal fascismo alla Resistenza) quando era ancora un giovane studioso. Ho sempre apprezzato la sua gentilezza (per me questa parola ha un valore profondo: sono davvero pochi gli uomini gentili) e la finezza delle sue analisi.

Guido Crainz, Il dolore e l'esilio

Sentiamo come ci presenta il suo lavoro:
"Questo non è un libro di storia. E' un piccolo quaderno di suggerimenti, di consigli di lettura: rimanda ad altre narrazioni e ad altre ricostruzioni storiografiche. Mescola realtà e immaginari, nella convinzione che la traccia di un sogno, o di un incubo, non sia 'meno reale di quella di un passo, o del solco di un aratro sulla terra' [la citazione è tratta da G.Duby, Il sogno della storia, Garzanti, Milano 1986, p.42]. Suggerisce un percorso, uno dei tanti possibili, per affrontare un nodo più generale. Cerca di comporre un'antologia di sguardi, di far dialogare parzialità differenti. Prende spunto e occcasione del dramma di un'area specifica - l'area del nostro confine orientale conteso, nei due dopoguerra del XX secolo - e pone domande: domande sul 'dolore degli altri' [la citazione è tratta da S.Sontag, Davanti al dolore degli altri, Mondadori, Milano 2003].
(Guido Crainz, op. cit. p.5)

Un piccolo quaderno, dunque, quasi un "breviario da tenere sempre in tasca" (così lo ha definito il mio compagno, che ben conosce quel confine orientale).

E' un libro che sa interrogare e interrogarsi senza arroganza nell'evocare voci diverse, voci "altre":
"'Altre', infatti, distanti da noi, sono apparse spesso alla sensibilità - o all'insensibilità - nazionale le diverse vittime che hanno vissuto in quell'intricato crocevia: italiane, slovene, croate. Questi consigli di lettura si propongono solo di indicare un percorso che ce le faccia sentire meno 'altre': un percorso che ci aiuti, anche, a collocarle nel più ampio e tragico scenario di cui fanno parte."
(ivi, pp.5-6)

E' di fondamentale importanza la ricostruzione del contesto: a che cosa rimandano gli eventi descritti, a che cosa deve spingerci la rievocazione di un dolore così a lungo rimosso?
"Questa storia lacerata rimanda (...) ad una più grande rimozione. Ci fa capire anch'essa l'esigenza e l'urgenza di un confronto reale fra le differenti memorie di un'Europa che nel Novecento ha vissuto in modo diverso due guerre e due dopoguerra, e ha conosciuto opposti totalitarismi. Un confronto fra memorie individuali e collettive, passioni e ragioni, studi ed emozioni. Un orizzonte che dia dignità e diritto di cittadinanza ai differenti vissuti, chiedendo ad essi unicamente il rispetto dell''altro'"
(ivi, p.6).

Leggendo il libro vi sorprenderete vedendo quanti eventi e quanti personaggi sono stati frettolosamente cancellati o malamente seppelliti: l'incendio del Narodni dom e le foibe, il campo di Gonars e l'eccidio di Porzûs, il generale Roatta e i duemila operai di Monfalcone...

Si intrecciano voci di storici e di scrittori, di uomini e di donne: sono tutte "voci di straordinaria sensibilità, capaci di farci comprendere le radici e i contorni di un dramma"(ivi, p.17).

Ma su tutto aleggia l'orrore della guerra, che si veste di amor di patria e di nobili ideali ma è sempre generatrice di inaudite nefandezze

La patria - Archivio Musarra

Mentre scrivo viene trasmesso il terribile video con Giuliana Sgrena umiliata e implorante, costretta a dire con la forza ciò per cui si era sempre battuta...

La guerra è anche questo.

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mise en page: 
pmusarra

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