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Editoriale per l'Anno Nuovo


di
Paola Musarra


Se ne è andato il 2004, sporco, fangoso, corrotto, funesto.

Tentando di riordinare gli eventi trascorsi (che rischiano di cadere nell'oblío, presi a spallate dall'attualità), ho avuto la sensazione che appartenessero tutti ad un'area semantica precisa, che va dalla cancellazione (diciamo pure dall'annientamento) all'autocancellazione.

Tra queste due polarità si è andata progressivamente addensando nel corso dell'anno una costellazione di termini tutti riguardanti dinamiche a doppia entrata di dominanza/soggezione, anche appartenenti ad ambiti assai diversi:

  • l'ecosistema di cui siamo parte;
  • i rapporti con culture altre;
  • la politica;
  • le relazioni interpersonali ravvicinate (coppia, famiglia, amicizie, lavoro...).
Proverò a delimitare questa nebulosa di parole, partendo da un primo aggregato:
annientare - cancellare - minacciare
ignorare - rimuovere

Qualcuno/qualcosa è stato annientato, cancellato, minacciato, ignorato, rimosso: foto, speranze di pace, fragilità delle membra, dignità dei carcerati, nomi dei morti, quel dialetto, piccoli sogni, diritti umani, le scarpe nuove, una cultura remota, quaderni, facce, atolli, donne, una zuppiera, segni premonitori, voci, dita, radici...

... senza nome...

L'ammasso di macerie e di corpi indistinti è diventato il simbolo di una distruzione senza nome (Falludja? Phuket? gli olivi della Palestina? Beslan? Abu Ghraib? quella bambina?) che tutti si affrettano o si sono affrettati a dimenticare.

Se ci addentriamo nell'area semantica, troviamo un altro grumo di parole:

disprezzare - mortificare - emarginare - disorientare

Emergono dalle viscere dell'anno trascorso i ricordi di tradimenti, miseri complotti, clamorose ingiustizie, zizzania, tracotanza, interessi privati, scempio, corruzione, ripetute violenze, orgoglio soffocato nel pianto.
Andiamo ancora più avanti:

fagocitare - divorare - assimilare - deformare - appiattire

Il "muro" fagocita le sorgenti, parole aliene divorano parole antiche, il serpente assimila la sua preda, il mare deforma la costa, la paura appiattisce le consapevolezze.

Disperatamente, si cercano modalità di sopravvivenza:

adattarsi - adeguarsi - mortificarsi - colpevolizzarsi
SOPPORTARE
(Ben conoscono le donne questa trappola sacrificale, così gradita al trono e all'altare...).

Oppure? Forse ci sono altre modalità, apparentemente migliori:

fuggire - sottrarsi - nascondersi - mimetizzarsi
AUTOCANCELLARSI

Una colata di cemento, una mano di vernice, una giacca nuova, un'altra lingua/donna/terra, un telefonino nuovo.
Ma poi? Paura, insicurezza, sempre in bilico su uno stretto crinale senza certezze. La grande ruota è sempre pronta a rimettersi cigolando in moto, e tutto può ricominciare:

annientare - cancellare - minacciare -

A meno che...

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mise en page: 
pmusarra

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