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Il mio giocotest

di
Paola Musarra


dalla Carte du Pays de Tendre
dalla Carte du Pays de Tendre


1. Introduzione

"Sì, a questo primo gruppo appartengo anch'io. Ho provato anch'io a giocare, cioè a sperimentare personalmente le difficoltà.

"Voi direte: ma il giocotest lo hai preparato tu, tu hai scelto le parole, hai scritto il regolamento, non vale!

"E invece vi assicuro che anch'io nel "giocare" ho passato i miei guai...

"Le parole le avevo prese un po' a caso da glossari, indici analitici e titoli dei libri di Gregory Bateson, poi le avevo integrate con altre parole scelte qua e là nei libri che sto leggendo in questi ultimi tempi, infine le avevo mescolate ben bene come un mazzo di carte per spezzare vicinanze casualmente significative.

"Ebbene, quando ho tentato, seguendo alla lettera le istruzioni, di associarle in base ad un qualsiasi "criterio" (in qualche modo dettato dalla mia volontà), mi sono accorta che si trattava di un'impresa per me impossibile.

"Era come cercare di disporre in fila per ordine di altezza o in base al colore degli occhi un centinaio di scolaretti indisciplinati durante la ricreazione...

"E allora ho deciso di 'lasciarle fare'.

"In un primo momento si sono formate due squadracce che si guardavano in cagnesco e si sputavano addosso tirando calci; poi si sono formati piccoli sottogruppi di guerriglieri che si spostavano velocissimi da una parte all'altra, creando lo scompiglio.

"Infine mi sono accorta che c'era una parola che stava chiamando a raccolta intorno a sé tutte le altre, una specie di 'attrattore'. Questa parola era 'apprendimento'.

"Ma la cosa strana è che le altre parole si avvicinavano non nella loro nudità, ma rivestite di frasi argomentate: si avvicinavano 'parlando'.

"E' stato allora che ho capito che cosa stava succedendo. Io sono un'insegnante di lingue, per me le parole nude non esistono. Voglio chiarire bene (a me stessa) questa affermazione.

"Tutti (o quasi) sanno che una retta è formata da infiniti punti. Domanda: quanti punti stanno TRA un punto e l'altro della retta? Risposta: infiniti punti.

"Tornando al giocotest: se accosto due parole, che cosa c'è tra una parola e l'altra? Risposta: lo spazio per infiniti 'nessi', che uniscono o separano, rafforzano o indeboliscono, affermano o negano, precisano o sfumano... In altri termini, le parole hanno bisogno di essere immerse in un tessuto argomentativo, hanno bisogno di essere agite, vissute. Questo tessuto, può, certo, essere solo sottinteso, ma io ho preferito renderlo esplicito costruendo un dialogo con tre interlocutori che esprimono punti di vista diversi. Nessuno dei tre mi rappresenta. O forse, tutti e tre...

"Il dialogo comprende TUTTE (la 'tigna', si dice a Roma...) le parole del gioco. E' stato messo in scena al Seminario dal Circo Bateson. I luoghi (18 su 51) vengono evocati dagli interlocutori.


2. Il giocotest
A - … E’ inutile, devi rassegnarti all’idea che tu non vivi nella totale LIBERTA’: tu comunque agisci in un CONTESTO, all’interno di una CORNICE, devi rispettare dei CONFINI, delle GERARCHIE… Buongiorno, professore! (Insegna filosofia qui al LICEO). Ci sono delle coordinate che ci condizionano, pensa allo SPAZIO e al TEMPO!

C – A proposito, alle 11 parte la mia CORRIERA, vieni anche tu, B?

B - No, io me ne torno a CASA… qualcuno mi aspetta… e poi ce ne andiamo al MARE!

A e C – Ah… Beh…

A – Dunque, parlavo dei condizionamenti. Il LINGUAGGIO stesso, per esempio, è una CONVENZIONE. Le METAFORE dell’ARTE, della LETTERATURA (e anche della MATEMATICA, lo abbiamo visto qui all’ AUDITORIUM, durante il festival) in parte ci liberano, ma le PAROLE che usiamo non le abbiamo inventate noi, ci sono dei VINCOLI…

B – Nessuno lo nega, per carità. Io dico però che nel momento stesso in cui si crea una RELAZIONE, c’è COMUNICAZIONE. E allora nell’INTERAZIONE intervengono i nostri SENSI, per non dire il SESSO…

C – Ma dài… E’ un’ossessione!

B – Non c’è da scandalizzarsi: sto parlando di AMORE … e non mercenario, è inutile che guardi quell’ ALBERGHETTO… Noi riceviamo INFORMAZIONI fondamentali proprio dalla PERCEZIONE del ®corpo, o meglio, dell’APPARENZA del corpo dell’altro. Il neonato, ad esempio, è un grande OSSERVATORE, esercita una continua RICERCA… Passiamo dai GIARDINETTI… Buongiorno signora, come sta il giovanotto? Piri piri… Visto? E’ proprio grazie all’OSSERVAZIONE, alle EMOZIONI, al GIOCO dell’IMMAGINAZIONE che la MENTE del neonato si apre, comincia a stabilire CONNESSIONI, a operare ABDUZIONI… Le IMMAGINI, le FORME, si articolano in NARRAZIONI, poi in STRUTTURE, in DESCRIZIONI che lentamente fanno emergere MAPPE dal TERRITORIO. Questo è l’ APPRENDIMENTO!

A – Beh, non esageriamo… Scusate, vado un attimo qui all’ EDICOLA, oggi c’è un inserto… Dicevo, non esageriamo: nel caso del neonato, io parlerei semplicemente di fasi di TRANSIZIONE per ADATTAMENTO e/o IMITAZIONE!

C – Ma no, dette così sono COSE senz’ANIMA… Non è solo questo! E’ la CREATURA SPIRITUALE che rivela il MISTERO della CREAZIONE! L’IDENTITA’ della sua PSICHE si manifesta attraverso il PENSIERO che emerge dall’INDETERMINATO, dal DISORDINE e cerca la VERITA’. Il SOGGETTO tende verso l’INFINITO, verso la TRASCENDENZA!

B – Guarda che non c’è bisogno di scomodare la METAFISICA. La CONOSCENZA è INNOVAZIONE, CAMBIAMENTO per ®tentativi ed ®errori anche dovuti al CASO, sì, proprio così, la CASUALITA’ e la PROBABILITA’ hanno un ruolo. La SCIENZA spiega l’EVOLUZIONE senza ricorrere alla RELIGIONE, al MISTICISMO, all’IRRAZIONALE, alla SUPERSTIZIONE…

C – Alla SUPERSTIZIONE?!? Ma che dici? Guardati intorno, guarda laggiù la COLLINA con l’antico CASTELLO che si affaccia sul LAGO… E la FORESTA, con la MONTAGNA in lontananza… Ascolta la voce del FIUME che si dirige là, oltre le mura, verso il piccolo CIMITERO, dove riposano i nostri morti… Vorresti forse negare la REALTA’ del SACRO?

B – E tu prova a darmene una DEFINIZIONE che non ricada nei vecchi DUALISMI… Altro che UNITA’!

A – Lasciamo stare questo discorso… proprio qui, davanti alla CHIESA... E poi, la FEDE è un fatto strettamente personale, per alcuni è una NECESSITA’. Parliamo piuttosto di ETICA, di COSCIENZA, di GIUDIZIO…

C – Ah, anche su questo ho molto da dire!

B – Non lo metto in dubbio! E allora parliamo di RESPONSABILITA’ delle SCELTE nella PRASSI quotidiana. La LOGICA della POLITICA e dell’ECONOMIA presuppone un PROGETTO elaborato dalla RAGIONE e quindi una VOLONTA’ di AZIONE ispirata ad una precisa INTENZIONALITA’…

A – Ma allora stai parlando di una FINALITA’ cosciente e rigida?

B – E tu, prova a parlare a un sindacalista di RELATIVITA’ e di FLESSIBILITA’ e vedi come reagisce… Scusate vado un attimo dal SALUMIERE… Salve, Augusto, mi ha preparato i panini? Grazie! E tu che ne pensi, C, di questo discorso? Vedo che non reagisci…

C – Eh, l’ANGELO della SPERANZA sembra aver perso le ali… Tuttavia, la TRANSDISCIPLINARITA’…

A e B – Aiuto! Non vorrai ricominciare col PLEROMA?!?

C – Ma andate a comprarvi un vocabolario in LIBRERIA, ignoranti…

Parole aggiunte®: corpo, tentativi, errori, più il tessuto connettivo del dialogo. Luoghi: 18 su 50

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redazione e mise en page: 
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