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Un arduo cammino



Perdere e ritrovare confini

di
Paola Musarra


Roma, 24 aprile 2017
Stamattina, pensando al titolo del seminario organizzato a Viterbo dal Circolo Bateson con AltreMenti (20 e 21 maggio 2017), mi è venuta voglia di dare forma a risonanze vicine e lontane.

Il titolo (con sottotitolo) del seminario di Viterbo è questo: "Crepe e spiragli. Fratture epistemologiche e tracce di nuovi modi di vivere e di pensare".

Fratture... Ricordate i miei "Pensieri autunnali"?

Al termine della vacanza-studio 2016 del Circolo Bateson a Badia Prataglia eravamo stati invitati a condensare in una o più parole l'esperienza vissuta. E io non avevo potuto fare a meno di pensare a ciò che era successo "nel frattempo" durante la nostra vacanza: il terremoto.

In albergo, il televisore in sala da pranzo trasmetteva continuamente immagini della tragedia e...

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Dentro di me una "frattura" mi costringeva a tener conto di un più ampio contesto.

E questo è ciò che Bateson ci invita a fare, quando ci sollecita a sentirci parte di una vasta unità, che va oltre la sfera individuale, nella consapevolezza del legame profondo che ci unisce a tutto ciò che vive. E che muore.

Straordinario Bateson che ci invita a percorrere un così arduo cammino e che non cerca mai risposte definitive e rassicuranti, ma "apre" le domande, divertendosi a mettere in dubbio le proprie affermazioni e lasciando spesso spazio a punti di vista contrapposti, come nelle dispute rabbiniche, nel Talmud...

L'invito a superare i limiti della sfera individuale è molto chiaro (Mente e natura, p.177):
"Esiste una linea o una specie di sacco così che si possa dire che 'dentro' la linea e l'interfaccia ci sono 'io' e 'fuori' c'è l'ambiente o qualche altra persona? Con quale diritto facciamo queste distinzioni?"
Distinzioni che creano esclusioni, contrapposizioni, dualismi... Eppure, per istinto o inconsciamente, ogni essere umano (e forse anche ogni cane, dice Bateson) sa che (Una sacra unità p.349):
"i dualismi di mente e corpo, di mente e materia, e di Dio e mondo, sono tutti in qualche modo falsi."

Il punto di osservazione cambia incessantemente e i confini esterni e interni a noi si perdono - e si ritrovano, ma profondamente trasformati (Verso un'ecologia della mente p.506):
"Il ganglio individuale di canali che io chiamo "me" non è più così prezioso perché quel ganglio è solo una parte di una mente più vasta."

In questa prospettiva anche la morte assume un aspetto diverso (ibidem):
"le idee che sembravano essere "me" possono anche diventare immanenti in voi. Possano esse sopravvivere - se sono vere."

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Opere citate:
  • Gregory Bateson, Mind and Nature, 1979
    (trad. ital. Mente e natura, Adelphi, Milano 2004, 12a ediz.)
  • Gregory Bateson (a cura di R. E. Donaldson), A Sacred Unity, 1991
    (trad. ital. Una sacra unità, Adelphi, Milano 1997)
  • Gregory Bateson, Steps to an Ecology of Mind, 1979
    (trad. ital. Verso un'ecologia della mente, Adelphi, Milano 2002, 19a ediz.)
Su MeDea vedi anche: Approssimativamente

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