Le vostre risposte

a cura di Paola Musarra




9. A Brenzone: Rosella

Rosella Simone, 53 anni, giornalista free lance, è nata ad Alassio e vive a Milano.
E' qui a Brenzone sul lago di Garda per un corso di vela alla "Compagnia delle Derive" (istruttrice: Ermenegilda Uccelli-Gravone).
Io sono ospite con Macri Puricelli di Ermenegilda (Emi) e Luigi, per una riunione delle meDee.
Rosella ha detto che mi vuole intervistare per una sua inchiesta sulla vecchiaia (ahi!), e poiché tutt'e due riteniamo che il baratto non sia stato affatto soppiantato dalla carta di credito, le ho chiesto in cambio di rispondere all'ormai famosa domanda: "Che cosa caratterizza... il tuo rapporto con il computer?"
Ad una giornalista si chiede normalmente di scrivere, ma Rosella è in evidente fase di disintossicazione da computer, perciò ho accettato il suo invito a mangiare una pizza in riva al lago e a... parlare.

Rosella - Per me il computer è stato la scoperta del risparmio di tempo... La carta carbone, il bianchetto... tutto scomparso. I pezzi li scrivi, sposti i blocchi, correggi, e poi li spedisci: è una roba di grande felicità!

E' il terzo giorno del suo corso di vela: il primo giorno era pallida e tesa, il secondo ancora un po' tesa, stasera è abbronzata, rilassata e sorridente.
Ordiniamo una pizza "Brenzone" e una "Peschiera".

Rosella - Il mio primo computer era un Toshiba.
Io - Quello che si era ubriacato? Racconta un po'...
Rosella - Sì, pensa: una sera scrivevo al computer, fumavo e bevevo una coppa di vino bianco. Me ne è caduta qualche goccia sulla tastiera, appena due gocce, non ci ho nemmeno fatto caso, ma poi...
Ho provato ad azionare i tasti del cursore. Cursore a sinistra: niente. Cursore a destra - e lì è partito da solo come un pazzo!
Senti, non vorrei dirlo, ma credo che mi abbia fatto una dichiarazione...
Ha allineato prima tanti cuoricini, poi il segno "uguale" e poi una successione di "1"; infine ha tirato fuori una serie di faccine sorridenti.
Decifrando il messaggio:

 
  ti amo
sei unica
sono felice

Il più bello è stato quando... sai, il correttore ortografico? Una volta stavo scrivendo un servizio su Milingo, l'esorcista. Lui poverino non conosceva la parola Milingo, naturalmente. Allora, tra le possibili varianti, che cosa mi ha suggerito? "Maligno"...

Ci lanciamo in una digressione su computer, frigoriferi e pianoforti che ci hanno in qualche modo manifestato le loro emozioni. Poi...

Rosella - Poi una volta sono partita per sei mesi, con il portatile nello zaino, un Mac questa volta. Un po' pesantino, ma ne valeva la pena.
Io - Ti portavi dietro la creaturina con le pile...
Rosella - Sì, e l'attacco, le spine... il modem è interno... Ero in Albania, a Valona, a casa di un imprenditore italiano. Dovevo fare una corrispondenza quotidiana per Liberazione: le finestre con i bazooka... Beh, ogni giorno alle cinque mi collegavo, e immancabilmente il servizio partiva. E' stata un'esperienza stupenda!
E poi in Kossovo: sono ancora in contatto con alcuni studenti universitari, che mi mandano notizie per e-mail. Qui non ho il computer, perciò ho dato l'indirizzo di posta elettronica di Emi.

Attacchiamo con entusiasmo le nostre pizze. La sera scende calma sul lago.

Rosella - Il computer, vedi, è come una finestra che si apre. Ricordo un carcerato a Rebibbia; gli avevo chiesto brutalmente: "Che cosa si prova a stare qui dentro rinchiusi per tanti anni?" E lui, indicandomi il computer, "Vedi? Questo è il mio giardino segreto..." Adesso sta facendo un compact.
Ah, mi viene in mente che ho anche altri amici in carcere a Opera, che stanno registrando interi libri per i ciechi.

Parliamo per un po' delle possibilità che oggi offrono gli strumenti multimediali, delle sintesi vocali, dei masterizzatori. Adesso Rosella è diventata più pensosa.

Rosella - ... perché vedi, io il computer non lo so usare...
Io - Come?! Ma se ci hai fatto tutte queste cose!
Rosella - Sì, ma io lo uso sostanzialmente come una macchina da scrivere.
E poi io faccio dei servizi per i giornali, capisci? Quindi ci sono dei tempi e delle misure da rispettare (tot battute...). E poi ci sono i costi (qui è il mio lato ligure che viene fuori): è bello essere free lance, ma se vuoi mandare un servizio via e-mail da dove ti pare, la telefonata è ovviamente a tuo carico...

Ci scambiamo alcune dritte per spendere meno, giocando "on"/"off line".

Io - Ma allora tu che cosa ci vorresti fare con il computer?
Rosella - Non so, forse... mi piacciono la grafica, i colori...
Io - O forse scrivere un libro sulle tue esperienze...?
Rosella - Ma sai, con gli editori, sono rogne!
Io - Allora un libro colorato su Internet, così, per il piacere di raccontarti!

Rosella accende una sigaretta, studiando attentamente la brezza per non affumicarmi.

Rosella - ... una cosa che mi manca al computer sai cos'è? La grafia delle persone. Non la vedi più.
Io - Hai ragione. Tempo fa Bruno, un mio caro amico di computer, mi ha portato un dischetto. Sull'etichetta aveva scritto "Bruno-Paola", ed io mi sono resa conto che era la prima volta che vedevo la sua grafia...
Rosella - Capisci, è lo "svelamento", è il corpo...

Le dico che ho affrontato in parte questo problema dell'assenza del corpo in "Le donne, il computer ed io" e gliene parlo un po'. Vedo che mi ascolta seria, osservandomi acutamente. Quando smetto di parlare...

Rosella - E Dio?

La guardo a mia volta allibita. Poi, improvvisamente, ho un'intuizione:

  1. Le donne, il computer ed io
  2. Le donne, il computer e Dio
Ci sganasciamo dalle risate. Le spiego che, con il mio accento romano, se avessi voluto pronunciare la frase B, avrei messo per lo meno quattro "D" iniziali alla parola "Dio"...

Io - Per il momento, mi basta me-DDDea!

E adesso tocca a me. Abbiamo preso anche il gelato (yogurth e nocciola), non c'è più scampo. Rosella tira fuori il registratore. I miei sessantun anni aspettano con trepidazione di essere intervistati.