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Le vostre risposte

a cura di Paola Musarra



Paola Rosati, 68 anni, insegnante di scienze in pensione. E' stata per molti anni mia collega all'Istituto tecnico "Curie" di Roma (non cercatelo, non esiste più, è stato "fuso" con altre scuole). Paola insegnava geografia nelle mie classi: abbiamo condiviso alunni, presidi e colleghi, e soprattutto le mille ansie, i piaceri, gli entusiasmi e i doloridel mondo della scuola.

15.Premi un tasto e...

Roma, estate 1998

L'afaromana mi avvolge quando scendo dall'autobus che mi ha portato dal caos di Termini a Piazza Argentina. Ce la farà a piovere? Mi dirigo a passosvelto verso il luogo del nostro appuntamento. Al volo, uno sguardo alla splendente facciata della Minerva e all'elefantino che sostienebaldanzoso il suo piccolo obelisco.

Sonole cinque e mezzo quando arrivo in Piazza del Pantheon. C' uno stranochiarore nel cielo.
Vedo emergere dalla penombra del colonnato l'alta ed elegante silhouette di Paola Rosati. Non ci vediamo da più di tre anni. Viene verso di mecon le braccia sollevate e un sorriso che la coinvolge totalmente.
E finalmente piove.
Ci dirigiamo allegramente sotto la pioggia verso piazza Montecitorioe troviamo asilo in una affollata gelateria, in una nicchia appartata.
Un cameriere dall'aria mite prende le ordinazioni: misto di frutta, senza coccoper me, senza pistacchio per Paola.
Cominciamo a parlare.
Attraversiamo storie, volti, gioie e sofferenze, nostre e di comuni amici, con quella inimitabile capacità che hanno a volte le donne diintrecciare con delicatezza le proprie e le altrui vicende, colorandoledi umana partecipazione.
Si crea un piccolo silenzio.

Paola R.- (rianimando la sua raffinata "r" europea) E allora, che cosa mi volevi chiedere sul computer?
Io - Ah già. il computer... beh, mi sono incuriosita perché mi pare di ricordare chequando eravamo insieme a scuola non ti interessasse molto... così,quando mi hai detto che l'anno scorso ti eri iscritta all'Università della Terza Età per un corso base di informatica, e che contavi anche quest'anno...
Paola R. - Sì, hai ragione, mi ricordoche a scuola solo a te era piaciuto il computer dopo quel famoso corso aperto a tutti i professori che il preside aveva organizzato, ti ricordi?Con quell'ingegnere napoletano un po' pasticcione... Tu però avevi intravisto...
Io - Sì, da allora io ci ho sempre lavorato, ma tu?
Paola R. - Dunque io, dopo aver lasciato il Curie sono andata in un altro istituto tecnico. Lì, il presideaveva organizzato una cosa bellissima: gli scrutini al computer! Noi insegnanti digitavamo le nostre proposte di voto, poi si discuteva ampiamente, si arrivava al voto definitivo e infine.. premi un tastoe via, tutto pronto e stampato senza quello strazio di dover scriverea mano le pagelle!
Io - Già, mi ricordo che quello era un compito che toccava sempre a te, al Curie.
Paola R. - Poi ho utilizzato il computer a scuola per scrivere le relazioni, i programmi... le solite cose.
Nel frattempo mio marito era andato in pensione. Lui, dirigente, non aveva mai usato il computer, ma dopo il pensionamento ha cominciato a lavorarci e a divertircisi. Allora io gli ho chiesto (era un mio vecchio progetto) di procurarmi un programma semplice per archiviare i nostri libri di famiglia (ne abbiamo più di duemila sparsi ovunque).

Ho usato questo programma sul suo vecchio computer con il Dos e Windows 3.1 (adesso ne abbiamo uno con Windows 95).
Sai, io conoscevo il sistema di classificazione Dewey, così... Beh, perché ti meravigli? Un'insegnante deve sapere certe cose. Poi a me piace riordinare, classificare, organizzare i dati.
Ho inventato delle sigle a più cifre per la classificazione dei libriall'interno della nostra casa: puoi individuare subito la stanza, il mobile,il mobiletto, lo scaffale... Ah, dimenticavo: alla fine della sigla c'è anche una lettera: "P" (come Paola) oppure "J" (come Jacopo,mio marito), perché sai, i libri sono una cosa strettamente personale! E così prendevo la scaletta, mi arrampicavo... e ho organizzato"la biblioteca di casa Barberi":
Poi ho classificato i dischi, le ricette di cucina...

Io - Bravissima!
Paola R. - Sarà, però vedi, diciamo la verità Paola: in fondo io mi limitavo ad immettere dati,insomma, ero poco più di una dattilografa.
Io - Scusa, ma non sono d'accordo: i datili organizzavi tu, e il sistema di classificazione sui mobili e mobilettidi casa...
Paola R. - Sì, ma quello lo potevo fareanche senza computer! E con il computer? Beh, ero molto umiliata di questamia incapacità di fare qualcosa di diverso dalla semplice immissione di dati in un programma. E poi il mio PC aveva presto rivelato deilimiti, sentivo che era superato. Allora l'anno scorso mi sono decisa e misono iscritta all'Università della Terza Età.
La mia insegnante del corso era una donna straordinaria (si illumina),una professoressa di latino e greco.
Stavo in una classe di venti persone...

Io - Ehi, questo si chiama entusiasmo!Mi puoi dire esattamente che cosa ti piaceva, ti divertiva?
Paola R. - Ah, guarda, te lo dico subito: fare l'alunna!Fare i compiti... Il mio compagno di computer era un giovane infermiere del Santo Spirito, ci aiutavamo a vicenda, abbiamo preparato lettere, inviti, c'era da impaginare...

Da quando è andata in pensione Paola fa volontariato presso l'Associazione Italiana Persone Down. Le chiedo se anchelì usa il computer.

Paola R.- Certo, e anche lì ho cominciato lavorando come una dattilografa, per lo schedario. Ma adesso uso un data base avanzato, uno strumento di lavoro eccezionale. Quando debbo, ad esempio, preparare le liste dei partecipanti alle attività, tipogite, ecc. - beh, io ci avrei messo una vita, e invece con il computer...Luogo di destinazione? Premi il tasto, e via! Età? Premi il tasto, e...

Paola si anima, "preme il tasto" più volte sul tavolino, tutto il suo corpo comunica energia ed entusiasmo. Ed io ricordo gli alunni trascinati dalla sua verve, quando scendeva dalla cattedra e roteava con grazia intorno ad una sedia per comunicare, mimandoli con tutto il corpo, i segreti del sistema solare... Indimenticabile!

Io - Insomma, il computer per te è...
Paola R. - Il computer è uno strumento di lavoro e... (abbandonandosi con slancio) e se proprio vuoi saperlo,io lo stimo e lo ammiro moltissimo!

Nella soffice luce diffusa della saletttail cameriere passa con calma, portando sul vassoio due coppe ricolmedi un gelato verde fluorescente. Sarà di menta?

Io - E Internet?
Paola R. - Jacopo adesso ha Internet, e lì dentro ho anch'io la mia casetta, con l'e-mail. Ma sai, alla mia età non c'è nessuno con l'e-mail, tutte le mie amichecoetanee non sanno nemmeno cos'è il computer. Ma io non mi arrendo, sai. Intanto ho usato il computer per mandare un fax alle suorine di Venezia: ho prenotato la stanza per la mia irrinunciabile settimana di relax. E poi voglio imparare a muovermi nella Rete, per vedere se c'è qualche mostra interessante, un bel museo... Così mi sono iscritta di nuovo all'Università per quindici incontri di due ore: quest'anno, Internet!
E il docente questa volta è un uomo...
Ti terrò informata!

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