MeDea
Altre Voci '99
Infoperline

Infoperline 1999

a cura di Paola Musarra



Con Maria Grazia Mattei inauguro la nuova serie di Infoperline.
A novembre ho fatto un viaggio a Padova e a Venezia per incontrare le MeDee. A Mestre c'era Opera Totale.
In quei giorni ho intervistato Giuseppe O. Longo e ho fatto alcune considerazioni sul simbionte...
Ho anche intervistato Maria Grazia Mattei, che di Opera Totale è direttrice artistica.

1."Sono un'esploratrice fisica"

testi e immagini di Paola Musarra

sabato 28 novembre 1998, ore 11

Giuseppe O. Longo, in ottima forma,ha appena finito il suo incisivo intervento al Teatro Toniolo di Mestre. Dopo una breve presentazione, Leonello Tarabella inizia la sua performance.

Mi infilo tra due tende di velluto. A sinistra c'è un cartello: "Al palcoscenico - Vietatol'ingresso". Salgo una breve rampa di scale, qualcuno va a chiamare Maria Grazia.

Sono in un piccolo ambiente dalle pareti bianchissime. Un tavolo con qualche rivista, alte lampade metalliche a stelo, il rosso di un estintore.
Un'ampia apertura rivela una consolle con due tecnici immersi nella penombra: fanno segnali ad un loro collega, che non vedo.
Sullo sfondo, un rettangolo luminoso: sul palcoscenico vedo Tarabella di profilo che suona il suo pianoforte inesistente.

Arriva Maria Grazia e si sistema obliquamente, in modo da poter controllare ciò che avviene in teatro.

M.G. - Scusami, sai, ma tra poco devo andare a presentare Studio Azzurro!
Io - Non ti preoccupare, non perderò il filo! Senti, con te vorrei parlare di una certa idea di computer e di un certo modo di lavorare al computer.
Da questo tuo osservatorio privilegiato ci stai proponendo delle esperienze in cui gli artisti hanno un rapporto profondo con la tecnologia. Un rapporto a volte inquietante e forte, a volte leggero e ironico, comunque sempre caratterizzato da un atteggiamento di scoperta, di sperimentazione, è così?
M.G. - Sì, nel rapporto con le nuove tecnologie la sperimentazione artistica ha un ruolo fondamentale,perché è meno timorosa. E poi in questi quattro anni, c'è stata un'evoluzione: c'è un rapporto più disinvolto con le macchine, siamo usciti dalla fase della fascinazione tecnologica.
Ci sono team di artisti con competenze differenziate, che lavorano insieme in modo euristico... è tutto da tenere d'occhio, da seguire con attenzione.

Si sentono gli applausi, Maria Grazia scompare. Riappare nel rettangolo luminoso, suscita e accoglie le domande del pubblico. E anche il pubblico è cambiato: ci sono molti giovani, vogliono sapere, fanno domande.
Quando Maria Grazia torna, glielo faccio notare.

M.G. - E' vero, c'è stata un'evoluzione anche nel pubblico: all'inizio c'erano solo pochi specialisti,adesso c'è un'apertura, gente che viene da tutte le parti, per informarsi, per intervenire criticamente...
Io - E questo aumenta il coinvolgimento, mi pare di capire che c'è più attenzione per gli aspetti linguistico-comunicativi. E aumenta anche la responsabilità.
M.G. - Certo! Del resto, la sperimentazione artistica ha sempre coinvolto nella sua elaborazione la dimensione sociale.

Il dibattito con Tarabella è finito. Maria Grazia corre a presentare Studio Azzurro, poi torna da me. E' arrivato il momento di fare la famosa domanda...

Io - Ieri, mentre presentavi "OperaTotale", scorreva sullo schermo alle tue spalle il tuo impressionante curriculum (sbarra gli occhi, non se n'era accorta).
Allora, è proprio il caso di chiederti: ma che ci fai "tu" con il computer? Come ha cambiato la tua vita?

M.G. - (ride) Ah, questa mi piace! Sì, beh, non ci faccio niente di creativo, sai, non creo immagini o... più che altro ci faccio tutto il pre-lavoro: il computer è per me una macchina che mi aiuta a organizzare,a predisporre, a non disperdere... e poi è un anello che mi collega con mezzo mondo.
Vedi, io mi interesso a tutto quello che si fa "con" e "intorno" al computer, quindi viaggio molto, sono una "esploratrice fisica"!
Ma a volte questi viaggi sono una delusione.
Io - Perché non trovi quello che ti aspettavi?
M.G. - Sì, può succedere.E il computer, facilitando i contatti preliminari, mi aiuta a evitare spostamenti inutili, è prezioso.
Io - Come vedi il futuro, Maria Grazia?
M.G. - Ci sarà uno sviluppo di forme ipermediali sempre più raffinate, ci muoveremo tra immagini e suoni, con apparecchiature capaci di captare e riprodurre il movimento, la voce, le emozioni.
Io - E la scrittura?
M.G. - La scrittura su video? No, solo messaggi rapidi, essenziali.
Per le comunicazioni più complesse - per esempio, questa nostra conversazione - ci saranno (e ci sono già) videoconferenze con interfacce umane tridimensionali, incontri in ambienti virtuali su misura...

Saluto Maria Grazia. Attraverso la platea nella semioscurità. Sullo schermo, un corpo volteggia in aria tra gli alberi, mentre una voce recitante di bambino evoca paurose leggende, accompagnato da un coro.

Mentre mi avvio verso la stazione, penso alla mia ostinazione nel voler evocare kansei allineando parole sullo schermo.

A Padova, le MeDee mi stanno aspettando:per il momento nessun avatar mi può sostituire.

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Le donne, il computer ed io

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