MeDea
Altre Voci '98
Infoperline '98

Le vostre risposte

a cura di Paola Musarra



Loretta Ramazzotti ha 43 anni. Da ventun anni ha lasciato Roma e la casadei genitori per l'Italia del Nord.Vive a Milano e viaggia continuamentein macchina per motivi di lavoro. Sin dal 1981 è stata responsabiledi vendita per diversi settori (pubblicità, libri, prodotti farmaceutici). Nel 1991 ha cominciato a lavorare per una importante multinazionale che opera in campo ospedaliero, svolgendo funzioniorganizzative che hanno preparato il suo attuale inquadramento nelmarketing come project leader per un gruppo di prodotti.

2. La collana di Loretta

Paola - Come hai fatto a trovare un parcheggio libero proprio qui sotto casa? Ah, hai portato il computer... Ma è pesante!
Loretta - No, è la borsa che pesa, mi porto sempre dietro un po' di libri. Ecco, adesso ti faccio vedere il salvaschermo che ho scelto.
Paola - Ehi, ma sono i disegni di Leonardo... E questa che cos'è?Una macchina da guerra o un'astronace? Se ne vola via...

Ridiamo. Loretta è contenta, sta per traslocare. Nella sua voceieri al telefono (io sono molto sensibile alle voci) ho colto allegriae vitalità e quel pizzico di... come definirla? "soddisfazione di sé" che rende le donne assolutamente irresistibili.

Paola - Mi hai portato le "venti righe" di risposta alla domanda?
Loretta - Beh, veramente... sai, avevo preparato qualcosa, ma fatto stache quella domanda mi ha suscitato una serie di... Insomma, non avevo mai avuto l'occasione di riflettere sui miei rapporti con il computer - main realtà forse dovrei dire sui miei rapporti con il lavoro, conl'azienda, con me stessa.
Paola - Ti capisco, sai, il computer scatena queste riflessioni. E'capitato anche a me a scuola: il computer mi ha costretto ad analizzare, quasi a "scomporre" il mio modo di insegnare, ad interrogarmi su quelloche volevo da me stessa, dagli alunni..
Loretta - Sì, vedi: diciamo che adesso il computer si inserisce con naturalezza nel mio ruolo, soprattutto per quei settori come l'analisidi vendita e la preparazione delle presentazioni, che non presuppongono un rapporto faccia a faccia con la gente. Però...
Paola - Però?
Loretta - Però... insomma, mi sono resa conto che per me è essenziale proprio il rapporto faccia a faccia, in cui sono veramente mestessa.
Paola - Nel rapporto faccia a faccia (pensavo alla mia vita di prof) ci si mette in gioco continuamente, è una sfida.
Loretta - Sì, e io amo le sfide. Non mi piacciono i posti di lavoroin cui si sta sempre immobili nello stesso ufficio, con gerarchie darispettare e infinite cautele... Per sentirmi libera io debbo muovermi,avere stimoli, cogliere i cambiamenti, debbo vedere le persone, andare sul posto...
Paola - Per esempio?
Loretta - Per esempio, pensa al passaggio dalle USL alle ASL: una miriade di indizi, di mutamenti che bisogna saper cogliere al volo...

Loretta gioca con la chiusura d'oro della sua collana, che è fattadi tanti fili intrecciati dal verde pallido al verde scuro.

Loretta - ... ho bisogno di incontrare, conoscere gente. Vedi questa collana?L'ha fatta una mia amica orafa che lavora a Udine. La chiusura me l'avevanoregalata i miei, ma era troppo pesante... Lei l'ha tutta traforata, ha aggiunto i fili colorati, così è più leggera e mi piace.

Ci siamo trasferite davanti al mio computer. Mentre parliamo prendo rapidamente appunti e sullo schermo appaiono parole di cui ci riappropriamo con lo sguardo. Dalla strada salgono gli schiamazzi dei corteiper i Mondiali di calcio, in una Roma subtropicale.

Paola - Ma tu quando hai avuto i primi contatti con il computer?
Loretta - ... A parte mio padre che è stato sempre appassionato (lo sai che va a fare informatica all'Università della Terza Età?)... ma comunque io ero diffidente... Dunque, la mia prima esperienza è stata con un P-30 della ditta: lo chiamavo "il frullatore", ci passavo le notti... Era il 1992, 1993. Con un modemlentissimo mi collegavo ad una rete dell'azienda per il forecast, sai, le previsioni di vendita. Finché si trattava di consultazione, OK, ma se volevi fare qualche modifica erano guai, la linea cadeva sempre...
Paola - Oddío, mi ricorda un tremendo Atari con il quale ebbi a chefare tanti anni fa, al tempo dei primi corsi di sensibilizzazione all'informatica organizzati dal provveditorato. Invece del dischetto aveva un registratore con la cassetta, che io non riuscii mai ad attivare. Così ogni volta che lo mettevo via si cancellava tutto e dovevo riscrivere di nuovo il programma... Ci disegnavo delle aurore boreali con i colori, senza scoraggiarmi, anzi "pe' tigna"!
Loretta - Se è per questo nemmeno io mi sono scoraggiata. Appenaho potuto mi sono comprata un PC con i soldi miei, un 286 con la stampante.Anche su quello ci passavo le notti... E poi finalmente ho cominciato adusare dei programmi meno monotoni e molto più attraenti per lepresentazioni. Sono affascinata dai disegni, dai colori, dall'impatto visivo. E il computer è diventato sempre più potente. Prima un 486, adesso un Pentium con il CD...
Paola - ... e ci passi le notti...

Loretta stringe le labbra, solleva le sopracciglia e piega un po' la testaverso la spalla.

Loretta - Diciamo che però la mia spinta è verso l'esterno.
Paola - Ma allora questo computer ti fa un po' paura... o ti piace troppo?E se ti dicessero: "Non lo puoi usare più?"
Loretta - No no, ma che stai scherzando? Non ne potrei fare a meno, ormai.Però... ecco, sento che può diventare un'esperienza troppo totalizzante.
E' come Internet. Da un paio d'anni uso l'Intranetcon l'e-mail per motivi strettamente di lavoro, e solo da poco Internet,ma con una certa diffidenza: e tutte le cose e le persone? E il divertimento? Per me il computer non può diventare un elemento che mi obbliga ad aumentare il tempo di lavoro: voglio decidere io quanto e come usarlo. La spinta èdecisamente verso l'esterno, prepotentemente verso il "fuori".
Paola - Già , il "fuori" e il "dentro": ne ho parlato un po' al convegno di Mirano. Forse è per questo che per Internet ho preferito prendere un account da Bibli invece di mettermelo in casa, dove il computer, anzi i computer occupano già uno spazio notevole.

Loretta - Sì vedi, il fatto è che io nel mio tempo libero voglio le mie piante, lamusica, la pittura (Cézanne è il mio pittore preferito)...l'enogastronomia...
Paola - E' vero: tu sei un'esperta di slow food!
Loretta - No, esperta no: nel tempo libero, niente troppo seriamente! Voglio solo dire che il computer deve stare al posto suo, perché io... ho bisogno della gente e delle cose.

Sulla chiusura traforata della collana distinguo una figura umana, una ruota,forse un carro? un cavallo? un albero? Tra i fili multicolori scintilla unasottile traccia dorata.

Inizio
MeDea
Per ritrovare Loretta...