Le vostre risposte

a cura di Paola Musarra



Gerlinde vive a Berlino. L'ho conosciuta a Parigi parecchi anni fa: seguivamo un corso alla Chambre de Commerce et d'Industrie per l'insegnamento del francese commerciale (lei insegna francese e economia).
Ci incontravamo per caso a Parigi nei momenti liberi nei posti più impensati, tipo il piccolo museo degli automi musicali...
Abbiamo fatto amicizia, e l'amicizia dura.
Gerlinde aveva cominciato col dire: "Il computer non entrerà mai in casa mia!"
Poi però...

I primi tempi le scrivevo su Internet tramite Michael, un suo amico. Adesso ha finalmente un suo indirizzo personale (è una conquista!) e mi ha mandato, prussianamente rispettando il limite delle 20 righe, questa e-mail, che poi tradurremo pian pianino insieme.

12. Ich tu's hier aber trotzdem
di Gerlinde Bratzke

FROM: Gerlinde Bratzke
TO: pmusarra@bibli.it
SUBJECT: meDea

cara paola,

alla fine sono riuscita a trovare, leggere e stampare le tue pagine nella rete. Ne sono impressionata. Non so bene a che tipo di contributo pensi rispetto alla sezione "A vous!".

Ich werde nun auf deutsch meinen mühevollen weg zum computer schildern.
es hat mich geärgert, nicht damit ungehen zu können.
es waren männliche (!) kollegen, die mich angetrieben haben und vor denen ich mich nicht blamieren wollte.
einer dieser kollegen hat mir alle bisherigen (zwei) computer eingerichtet und mir in der letzten woche auch e-mail- und internet-zugang installiert.
für mich ist der computer ein werkzeug geblieben; ich habe zu ihm keinerlei libidinöse beziehung, ich benutze ihn mit der gleichen grundhaltung, wie ich auto fahre.
es gibt aber inzwischen bereiche, in denen ich auf den computer nicht mehr verzichten kann.
ich kann kaum noch mit der hand schreiben.
was e-mail angeht, so werde ich diese technik wohl, wo immer es möglich ist, nutzen.
Internet ist mir insofern suspekt, als ich angst vorm surfen habe und nicht weiß, welche kosten da auf mich zukommen.

ich wünsche dir und gianni schöne ferien

alle liebe gerlinde

C'è anche un Post Scriptum, ma ve lo leggerò dopo. Adesso avventuriamoci nella traduzione, in compagnia del mio dizionario e del mio (sempre più) pallido tedesco...
"meinem mühevollen weg ". Dunque, ho capito che descriverà il suo cammino (weg) verso il computer. Ma come è stato questo percorso?
Mi soffermo sull'aggettivo (mühevoll), che associo a qualcosa di negativo, vediamo cosa dice il dizionario Sansoni:

mühevoll a.

  1. faticoso, duro
  2. difficile, penoso

Ricordate?

"Ci passavo le notti" (Loretta)
"E' stata dura! Davvero una gran fatica." (Caterina)

Continuiamo:
"es hat mich geärgert..." = "mi ha scocciato, mi ha irritato il fatto di non saperlo maneggiare (umgehen)".
Anche questa volta le parole di Gerlinde suscitano echi:

"Con il computer... io ci litigo!" (Caterina)
"Se pensi a quanto lavoro ci vuole per una piccola cosa..." (Laura)
"Bisogna mettercisi!" (Gina)
"... sbagli, ti incaponisci e riprovi..." (Carla)

Teniamo presente il fatto che il contatto di Gerlinde con il computer è avvenuto in ambito scolastico, e che nella sua scuola si lavora molto in équipe:
"es waren männliche (!) kollegen..." Ho indugiato a lungo su questa frase. Per prima cosa mi ha attirato il punto esclamativo: "Sono stati i colleghi maschi a..." Che cos'è questo "angetrieben"?

antreiben v. t. irr.

  1. incitare, spronare, stimolare
  2. mettere in moto, avviare

Dunque sono stati i colleghi maschi a spronarla (non ti preoccupare, Gerlinde, questo è un sito di donne, ma non c'è preclusione per i maschi, a meno che non siano noiosi), a dare l'impulso:

Antrieb m.

  1. Impulso, stimolo, incentivo
  2. (mecc.) comando, azionamento, motore, propulsione

Bella lingua, il tedesco. Tra Gerlinde ed Elias Canetti, ritrovato e riamato a luglio al Mittelfest, sto meditando di rituffarmici. Ma non divaghiamo.

""und vor denen..." Qui, in un primo momento, ho dato una traduzione errata e superficiale. Avevo interpretato la conclusione della frase sui colleghi maschi come: "... e su questo non ho niente da rimproverarmi". E invece (non avevo visto il "wollte") vuol dire: "...e davanti a loro non volevo fare figuracce", notazione di grande onestà intellettuale.

Insomma questi suoi colleghi maschi berlinesi si sono comportati bene e uno di loro, apprendiamo, le ha installato i suoi (finora) due computer e più recentemente l'e-mail e l'accesso ad Internet.

Non posso non ricordare a questo punto la gioia, l'ansia e l'emozione all'arrivo di ogni nuovo computer: l'apertura degli scatoloni, il groviglio dei fili, gli amici (maschi, sì: Bruno, Paolo) con il cacciavitino in mano...
Io mi agito, loro rimangono calmi.
Io sono ipertesa e tendo a drammatizzare ("Oddìo, non si vede niente!"), loro trovano le soluzioni pratiche immediate.
E perché? Perché si sono esercitati a lungo a casa, combinando macelli sui loro computer, massacrandoli e poi rimettendo insieme i pezzi.
Noi femminucce invece teniamo bene da conto le robine per non rovinarle e non vogliamo nemmeno sapere che c'è nella pancia del computer. Eppure di pance ce ne intendiamo. Mah.

Comunque, una volta diminuita la pressione, a livello di software possiamo combattere ad armi pari. E siamo tutti contenti perché ognuno di noi pensa di essere il migliore (e forse ha ragione...).

"Gli uomini, il computer ed io..." Avete notato che stanno avanzando in primo piano alcune figure maschili (Sirio, Luigi), mentre prima gli uomini apparivano soltanto in filigrana (il padre di Loretta, i mariti di Carla e Macri, i figli di Gabriella...) ?

Ma torniamo a Gerlinde e chiediamoci con quale stato d'animo ha affrontato l'invasore che, con la complicità degli uomini, si è introdotto in una cittadella molto ben difesa. Che voglia fargli capire che deve stare al suo posto? E infatti...

"für mich ist der computer ein werkzeug geblieben"

Werkzeug n.

  1. utensile, attrezzo, strumento
  2. arnese
  3. mezzo

Null'altro che un utensile, un arnese: cosa ha creduto di fare questo bifolco che si è introdotto in casa? E se credete che non ci siano allusioni sessuali ("Il computer è un maschio, è LUI" dice Patrizia) , ascoltiamo ancora Gerlinde:

"ich habe zu ihm keinerlei libidinöse beziehung..." = "non ho con lui nessun rapporto libidinoso, lo uso così come guido la macchina."
Non vi sembra di sentire Altre Voci?

"io ti uso, tu funzioni e ci rivediamo domattina" (Macri)
"voglio decidere io quando e come usarlo" (Loretta)
"io uso il computer per quel poco che può servire a me" (Gabriella)
"il mio rapporto con il computer è molto strumentale" (Elena)
"... la scoperta del risparmio di tempo" (Rosella)

Poi magari, insistendo un po' vien fuori che queste stesse persone ci passano le notti, hanno con lui rapporti intimi e completi, adorano la tastiera (!) e soprattutto sono soddisfatte: "a me sta bene così" (Gabriella), "è una roba di grande felicità" (Rosella).

E Gerlinde?

Forse si è resa conto di essere stata un po' dura e cerca di trovare al povero computer qualche merito, facendo apparire il primo "aber" (= tuttavia...):

"ci sono tuttavia ambiti (campi, settori), in cui io non posso più fare a meno (verzichten) del computer". Oh-oh. E non è tutto: "ormai non riesco quasi più a scrivere a mano."

E' lecito supporre maliziosamente che la bianca principessina sia scesa più d'una volta dalla sua torre d'avorio per trascorrere la notte con il robusto stalliere. Keine libidinöse beziehung?

"Quanto all'e-mail, intendo proprio sfruttare a fondo questa tecnica" Bene.
Per quanto riguarda Internet, c'è ancora un po' di paura di navigare, paura dei costi...
Ma non c'è da preoccuparsi. E sapete perché? Perché c'è un bellissimo Post Scriptum:

"P.S. die kleineschreibung ist im deutschen übrigens immer noch nicht erlaubt; ich tu's hier aber [il secondo "aber"...] trotzdem."
"P.S. scrivere in tutte minuscole continua ad essere vietato in tedesco; ma io qui lo faccio lo stesso!"