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Le vostre risposte

a cura di Paola Musarra



Gabriella Maggiulli, 55 anni, è nata in Puglia, vicino Taranto, ma vive a Roma da molti anni. E' una socia di Bibli, la libreria di Trastevere dove hoil mio account per Internet.
Gabriella ha fatto molti lavori di traduzione. Adesso si occupa prevalentemente della libreria.

14. Dietro lo sguardo

Roma, estate 1998

Sono nel salone grande di Bibli,sto lavorando al computer.
Una luce bianca piove dal lucernario.
Carlo sistema dei libri sugli scaffali.
Gabriella passa indaffaratainsieme ad Agnese (un'altra socia) e mi saluta sorridendo.
L'abitoazzurro e la collana fanno risultare l'abbronzatura.
Si avvicina e cominciamo aparlare... del rapporto con il computer (lo so, sto diventandoun pericolo pubblico, me ne rendo conto).

Gabriella: Il mio primo contattocon il computer? Attraverso i figli. Io ho due figli maschi, uno a lettere,l'altro ad architettura, quindi per loro il computer... io facevolavori di traduzione, capisci, e per me passare dalla macchinada scrivere al computer è stato comodissimo, non possonegarlo, però...
Io: Però?
Gabriella: Però, lavoraresu questa macchina che ti corregge sempre, che rivela ogni tuopiccolo errore, che interviene continuamente... E' "il primodella classe", capisci?

Capisco. Anche Gianni diceche lui "un maestrino" dentro casa sua non ce lo vuole...

Io: Quindi, se ho capito bene,per te il computer è un oggetto utile, ma non lo ami.
Gabriella: (si siede inuna poltroncina accanto a me) Beh, diciamo che nonlo amavo, però poi è successo che...

Mhm, la cosa sembra interessante:interrompo il collegamento Internet.

Gabriella: Un giorno uno dei mieifigli è venuto dietro le mie spalle mentre lavoravo, haguardato il computer e ha detto "Mamma, questo computer èvecchio, sarebbe ora di cambiarlo."
Io: E lo hai fatto?
Gabriella: Me ne sono ben guardata!Perché vedi, in quel momento - non so come dirlo - insommaho scoperto che lui invecchia, invecchia "prima", capisci?E allora gli ho voluto tanto bene.
Adesso lo uso poco, o comunquein modo diverso: solo raramente faccio delle traduzioni, ci lavorosoprattutto qui in libreria per il catalogo e per aiutare i clienticon gli account.
Ecco, questo lato è moltointeressante: qui il computer per me diventa un mezzo per incontraregli utenti.
Io: E come sono questi utenti?
Gabriella: Guarda, a parte alcunianziani, si tratta soprattutto di giovani. Non c'è quasinessuno della fascia che va dai trenta ai cinquant'anni.

Facciamo delle ipotesi: forsei/le trenta-cinquantenni si collegano a Internet dal posto dilavoro, oppure è la fascia del rifiuto?

Gabriella: I giovani sono quasitutti stranieri che vivono a Roma e usano la posta elettronica.Abituati ai loro velocissimi collegamenti, come prima cosa - soprattuttogli americani - dicono: "Non funziona!". Non hanno pazienza...
Sì, sono simpatici: lisento ridacchiare o lanciare esclamazioni davanti alle e-mailche ricevono, però...
Io: Però?
Gabriella: Beh, una cosa mi hacolpito: vengono qui in libreria, ma non guardano mai i libri!

Io: Insomma Gabriella, perte il computer è... che cosa?

Gabriella: (si concentra)Io ho due facce: una pratica - e devi essere pratica, se fai questolavoro (si guarda intorno) e una interiore. La mia facciapratica ne apprezza la comodità e l'utilità, mala mia faccia interiore non ha un buon rapporto con il computer.
Io: Perché?

Gabriella: Perché vedi,il computer "copre".

Voglio capire meglio. Pensoa Sherry Turkle, ai giochi di ruolo... Intanto Agnese si affacciapreoccupata: c'è tanto da fare! Poi si ritira.

Gabriella: Il computer èuna macchina. Certo, molti si scaricano e si sbloccano esprimendosiin un certo modo su Internet, ma secondo me quasi sempre "sela raccontano". Ecco perché parlo di maschera.
Io: Hai bisogno della presenzafisica?
Gabriella: No, no, di fisico nonc'è proprio niente: io ho bisogno di guardare "dietro"i miei interlocutori.
Io: Gli occhi...?
Gabriella: No, semmai lo sguardo...ma nemmeno: "dietro" lo sguardo.

E in quel momento mi accorgoche mi sta guardando ma non mi vede. Sta vedendo qualcosa, qualcuno"dietro" il mio sguardo.

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