Le vostre risposte

a cura di Paola Musarra



Elena Proietti ha 29 splendidi anni ed è laureata in matematica. Voleva dedicarsi all'insegnamento, però mentre seguiva un corso su Internet a Venezia ha trovato lavoro e tanti amici a PoloEst (non sapete che cosa è PoloEst? Ma allora non avete letto le "Cronache miranesi"!). Poi Elena si è sposata e si è trasferita a Roma, dove è stata subito assunta da una importante società informatica.

4. Sotto il pergolato

Le avevo chiesto: "Hai scritto le "venti righe"...?" E lei mi ha detto: " Dimmi piuttosto, quando ci vediamo?" Allora sono andata a prenderla durante la "pausa pranzo" e adesso siamo sedute sotto il pergolato di una trattoria romana con il menu scritto sulla lavagnetta: pasta e fagioli, bucatini... gnocchi di patate, sì, prendiamo questi.

Mentre aspettiamo, il sole filtra attraverso le foglie, disegna cerchietti sulla tovaglia e accende qualche lentiggine sulla pelle di Elena, che è già andata una volta al mare.
Mi sembra, ma forse è solo un'impressione, che i suoi occhi verdi stiano guardando con lieve apprensione i fogli che ho messo accanto a me sul tavolo per prendere appunti. Dapprima tergiversiamo, poi...

Elena - Il mio rapporto con il computer è molto strumentale, sai. E' un rapporto strettamente legato ad esigenze di lavoro, ecco. Gironzolo un po' in Internet, poi c'è l'e-mail... tutto qui.

Si ferma. La guardo. Gnocchi di patate in arrivo. Dopo una lunga divagazione su altri argomenti le chiedo quale è stato il suo primo contatto con il computer (tecnica da analista con lettino).

Elena - Mio fratello, che fa statistica economica (adesso è professore associato), aveva un portatile... con il DOS. Poi, all'Università per gli studenti di matematica c'erano solo dei computer vecchissimi. C'era una rete interna, una LAN, sai, ma era riservata agli informatici - noi non potevamo proprio entrare in quella stanza! La tesi, l'ho fatta sul 286 di mia sorella archeologa. Sì, c'era Wordstar, però il professore voleva che scrivessimo la tesi con un trattamento testi che secondo lui era il migliore (in realtà, era semplicemente quello che usava lui, non mi ricordo nemmeno il nome del programma), una cosa terribile, pensa che non c'era la possibilità di scrivere le formule, ti rendi conto? Una tesi di matematica... Le dovevo aggiungere tutte dopo, a mano.

Simpatizzo. Mi ricorda l'Apple IIe che avevamo a scuola, che non aveva gli accenti. Eh già, ma io sono un'insegnante di francese... Li dovevamo aggiungere dopo, a mano (tutto sommato, un ottimo esercizio per gli alunni).
Faccio notare a Elena che i suoi primi contatti con il computer sono stati tutt'altro che entusiasmanti, anzi direi quasi uno schifo. Ma è stato davvero così?

Elena - Beh, in realtà... mio fratello sul suo computer aveva anche i giochetti... Space Invaders...
Paola - Space Invaders! Io mi sono comprata un orologio con Space Invaders. Però dopo un po' avevo capito il trucco e non mi divertivo più.
Elena - A me piaceva soprattutto Asteroids. E poi è arrivato Tetris!
Paola - Tetris, il massimo! A scuola noi professori andavamo tutti a giocare a Tetris con il tecnico durante le ore di buco. Troppo bello!
Elena - Perché vedi, io ho sempre avuto una simpatia per i tasti... Anzi, posso dire che amo il computer e ci lavoro per ore senza sentire la stanchezza, proprio per la tastiera...
Paola - ... che fa clac clac! E' quel rumore che mi piace da morire, perché...

Vi risparmio una lunga e appassionata digressione estetica a due voci su tasti e tastiere. Intanto arrivano peperoni e cicoria ripassata in padella. Mi strozzo con il peperoncino e l'aglio della cicoria, ma tanto Elena è ormai lanciata.

Elena - ... E poi come regalo di laurea ho avuto un 486! Ci ho montato un sacco di programmi, per fare cartoncini e disegni, per le foto... E' stato bellissimo! Intanto io stavo studiando, stavo preparando il concorso per l'insegnamento, quando ho saputo che a Venezia c'era quel corso su Internet. Sai, nel 1994, era già Web! E poi c'è stato il lavoro a PoloEst, le BBS, le reti civiche... Per me è stata una svolta importante scoprire che l'informatica poteva essere al servizio dei cittadini.
E poi la posta elettronica. Anche questa è stata una svolta. Io non ho mai amato scrivere. Sai, quando ti interessi di matematica (e a scuola si sottolinea questa contrapposizione con i "letterati"), non hai nessuno stimolo che ti porti a scrivere qualcosa di tuo. Lo sai che io non ho mai scritto lettere? Eppure avevo degli amici lontani... niente. Invece con l'e-mail ho trovato la mia dimensione. Perfino le lettere ufficiali si alleggeriscono: i rapporti di lavoro sembrano meno formali, se sono ingentiliti da qualche "faccina"...

Non avevo pensato a quest'uso delicato degli "emoticon"... Intravedo nuove possibilità per una scrittura al femminile svincolata dalla gabbia formale del linguaggio accademico spersonalizzato e spersonalizzante. Donne, spezzate il giogo!

E per finire arrivano i gelati: crema per Elena, per me fragola e limone.