Le vostre risposte

a cura di Paola Musarra



Arriviamo contemporaneamente davanti a Bibli. Sono le undici.

8. Caterina e Sirio

Sirio ha accompagnato Caterina in macchina da Fiumicino. Caterina ha diciotto anni appena compiuti; avrebbe potuto prendere il trenino da sola, ma alla mamma non piaceva l'idea di spedirla nella bolgia della Stazione Termini.

Io - Mamma ha ragione, Caterina: sei troppo caruccia, te se màgnano!

Caterina è morbida, dai colori chiari. Sirio è bruno, solido. Da Bibli fa caldo, l'aria condizionata ancora non fa effetto, il bar è chiuso. Ci sediamo all'ombra nel cortiletto, tra le piante maltrattate dal pesante luglio romano. I ragazzi hanno rinunciato al mare per venire. Mi sistemo a capotavola. Sirio si siede all'altra estremità del tavolo rettangolare e Caterina si siede vicino a lui, lasciando vuote tutte le sedie accanto a me.

Io - Beh, che fate? Tutti ammucchiati all'ultimo banco?

Si spostano ridacchiando, Caterina alla mia sinistra. Sirio accanto a lei.

Io - Dunque, tanto per chiarire - perché immagino che stiate pensando "Ma che vuole questa?" - tutto è cominciato con una domanda: "Che cosa caratterizza il tuo rapporto con il computer?" Mi aspettavo alcune brevi risposte in venti righe, invece...
Molte donne erano prontissime a fare magari dei discorsi generali, diciamo generico-teorici, su argomenti tipo pregi e difetti delle nuove tecnologie, il cyberspazio... cose così. Ma in presenza di una domanda tanto personale ("il tuo rapporto con il computer"), solo poche coraggiose - e comunque tutte più grandi di te, Caterina - si sono "esposte".
E così è venuta fuori una cosa completamente diversa (altro che venti righe, 'amo sforato!), qualcosa tipo "Miniritratti al computer"...
Perché vedi, io mi ostino a chiedere qual è il TUO rapporto con il computer, che cosa ci fai TU..
- Mi ci diverto! sbotta Sirio, poi quasi si pente, guarda Caterina di sotto in su:
-
Scusa, l'"intervista" è la tua...

Sirio ha appena finito gli esami di maturità. Caterina deve ancora fare il quinto anno. Sono nella stessa scuola (Istituto tecnico commerciale), stesso indirizzo: programmatori.

Caterina (preoccupatissima) - Ma io non mi sento rappresentativa per la categoria alunni!
Io - Non ti preoccupare: tu rappresenti te stessa, e se qualcuno vuole dire altre cose, è padrone di farlo!

Il professore di Economia Aziendale di Caterina è Paolo Di Santo, il mio amico di computer con il quale ho fatto tanti programmi.
Guardiamo le fotocopie di "Le donne, il computer ed io" (fa ancora troppo caldo per andare sul computer).

Io - Ecco, sono partita da queste considerazioni... "Sospese tra il pessimismo e l'audacia... Eppure vorrebbero..."

Caterina legge con grande attenzione.

Io - Ti ci ritrovi, Caterina? Ti sembra di poter condividere queste riflessioni?
Caterina - Beh sì, io... La mia esperienza al computer è legata all'ambiente scolastico - quest'anno abbiamo lavorato per il Progetto - perché a casa non ci sono computer. E i miei amici sono poco interessati, tranne lui (guarda Sirio).

Sirio sembra essere nato con un computer in mano, felice di condividerlo con padre e fratello.

Caterina - ... lui lo manipola, lo smonta...

Lo sogguarda, sospesa tra l'ammirazione e l'ironia, e lui si controlla perché l'"intervista" non è sua (così lui crede...).

Lui - Il mio primo computer è stato un Commodore 16.
Io - Con il registratore? Come il mio (ormai famoso) Atari!
Lui - Aveva dei giochi, però anche qualche programmino, che poi io modificavo.
Io - Beh, sì, anch'io -

Ma pensiamo a Caterina.

Io - Caterina, e a scuola? I compagni come sono?
Lei - Figuriamoci, tutti sapientini!
Io - E Paolo Di Santo? Come avete lavorato al Progetto?
Lei - Eh, il professore mi ha fatto lavorare, mi ha dato un manuale HTML da studiare... E' stata dura! Davvero una gran fatica. Però adesso qualcosina la so fare anch'io. Insomma alla fine ero soddisfatta... anzi avrei voluto... Sì, il professore è bravo, ha molta fantasia, e poi anche lui ha lavorato tanto...

Ho perso Sirio.

Io - E tu Sirio, che cosa farai adesso? Hai già deciso?
Lui - Intanto, il servizio militare. Non penso proprio di andare all'Università. Vorrei entrare nella Guardia di Finanza, perché è un bel corpo, e poi...
Io - ... e poi ci sono i computer!

Sirio dovrà viaggiare, ma la prospettiva non lo spaventa, anzi.

Io - Caterina, come mai sei approdata all'indirizzo programmatori?
Lei - Beh, in realtà io volevo fare il liceo classico, però i miei genitori hanno preferito iscrivermi all'Istituto tecnico.

E Caterina è brava in tutte le materie.

Lei - I professori sono importanti, possono influenzare il piacere con cui fai le cose. Io vorrei lavorare in banca, mi piace l'economia. E in banca...
Tutti - ... ci sono i computer!
Io - Ragazzi, facciamo un test psicologico. Lo abbiamo fatto come cavie anche io e Paolo e abbiamo dato esattamente le stesse risposte. Dunque, prima domanda: il computer è... Su, coraggio, il computer è...

Si schiariscono la voce, tergiversano, attaccano con risposte tipo "tema in classe". Alla fine, ottengo:

Domande Caterina Sirio
1. Il computer è... ... informazione ... piacevole
2. Il computer è... ... difficile ... utile
3. Con il computer io... ... ci litigo! ... mi ci diverto

Vogliono sapere come abbiamo risposto io e Paolo:

Il computer è... bello
Il computer è... un amico
Con il computer io... mi ci diverto.

E Caterina? Non si diverte?

Io - Sei triste, Caterina?
Lei - Sì.. no... è solo che... non avevo mai riflettuto...

Mi ricordo di certi momenti passati a scuola con gli alunni, quando affrontavamo qualche argomento serio, e io non avevo certezze da dare, ed era più onesto rimanere così a guardarsi, a pensare al futuro.

Sta per scadere il ticket del loro parcheggio. Non faccio nemmeno in tempo a offrirgli un gelato.

Loro - Abbiamo avuto una multa, l'altro giorno!

Li accompagno alla macchina, ci salutiamo.
Più vicini? Più lontani?