Mariarosa Madella ci ha inviato queste sue riflessioni sulla mailing list "Le Donne", la prima mailing list femminile italiana giunta ormai quasi al suo quarto anno di vita e la cui Owner, Susanna Giaccai e' anche webmistress di GopherDonna, il sito della società italiana delle storiche.

Oggi "Le Donne" non è più l'unica lista femminile nel panorama della rete italiana; altre liste sono nate ed altre vanno nascendo con obiettivi diversificati e specifici.
Ciò testimonia della crescente vivacità e della voglia di fare sentire la propria voce da parte delle italiane in rete.



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Mariarosa Madella


Odi et amo - Lista LeDonne di Città Invisibile




Questo è uno sguardo assolutamente personale sull'esperienza della lista LeDonne di Città Invisibile.
Una lista che credo sia per molti versi piuttosto eccezionale, se non altro nel panorama italiano.
E' lo sguardo di una donna qualsiasi, navigatrice qualsiasi, frequentatrice qualsiasi di LeDonne, che non per questo pretende di erigersi a paradigma delle altre donne, delle altre frequentatrici del cyberspazio.


Incontro con la lista LeDonne


Incontrai la lista girovagando per i siti WEB: il nome di Susanna Giaccai, la owner, non mi era sconosciuto perche' l'avevo incontrata di persona in altra epoca e contesto, ed inoltre ero alla ricerca di un luogo dove poter discutere da un punto di vista di donne...
La lista era nata da poco, e all'epoca era ancora quasi esclusivamente una bacheca di informazioni su iniziative varie, la più parte all'estero.

Poi, piano piano, iniziò a vivacizzarsi, ad assumere una fisionomia, poi esplose in una girandola di voci e di interventi e di argomenti. L'ipotesi iniziale di un luogo di discussione sulla presenza femminile nel cyberspazio fu immediatamente travolta: le donne partecipanti avevano una così pressante urgenza di discutere, di riflettere su di se', sul proprio mondo privato e sulle notizie generali, sugli avvenimenti e sugli affetti...

Un bisogno di dire, di condividere con le altre che continua inesauribile dopo piu' di due anni, che rende la lista affascinante crogiolo in cui affiorano mille temi, dalla sessuazione del linguaggio alle violazioni dei diritti delle donne nel mondo, dall'esperienza della maternità (con le sue luci ma anche le sue ombre) a quella del conflitto madre/figlia, dalla percezione che ciascuna ha del mondo virtuale, alla riflessione su "quegli anni", gli anni del femminismo nelle piazze.

Racconti, riflessioni profondamente radicati nella vita di ciascuna, che come tutte le cose vive scompaginano certezze, propongono sfide alle ipotesi codificate.

Spunti di grande interesse che purtroppo nella maggior parte dei casi non riescono che ad essere accennati, senza riuscire ad essere sviluppati ed approfonditi.

Ecco, io credo che lo straordinario interesse della lista risieda proprio in queste due caratteristiche (o quanto meno: queste caratteristiche sono quelle che continuano a rendermela affascinante, nonostante periodiche indignazioni e delusioni): il fatto di essere testimonianza di un prepotente bisogno di dire, di dirsi, di esprimersi, ed il fatto di non riuscire a scavare nelle problematiche che continuamente si propongono.


Il bisogno di dire


Il bisogno di dire, che io credo trovi nel mondo "reale" sempre meno occasioni di essere soddisfatto, travolti come siamo tutti da impegni che si accavallano, inondati da informazioni che non lasciano il tempo neppure per la memorizzazione, deprivati dei luoghi dell'incontro, dello scambio e del dialogo, che fossero cucine (quante cucine "abitabili" esistono ancora?), salotti, mense aziendali, assemblee di partito o di sindacato.

Bisogno che forse assume aspetti particolari per le donne, passate nell'arco di pochi decenni dalla casa in cui viveva una famiglia, se non proprio allargata se non altro composta da tre generazioni, a situazioni di lavoratrici single o di madri "sole".
A questo vuoto sembra supplire la mail-list, una modalità di comunicazione che permette di gestirsi il tempo che le viene dedicato.

Ma la modalità di comunicazione prevalente nei luoghi misti del cyberspazio, modalità giovanil-maschile, arrogante, esibizionista, volgare e sopraffattoria spinge rapidamente al silenzio le donne che non siano eccezionalmente motivate.

Molte donne arrivate nella lista LeDonne hanno esplicitamente fatto riferimento a questo loro disagio negli altri luoghi del cyberspazio.
Credo che l'incapacità/assenza di volontà maschile di tener conto della modalità femminile di dialogo e la speculare incapacità /assenza di volontà femminile di pretendere che gli altri si facciano carico della questione rappresenti un problema importante, che se non risolto può creare nel mondo virtuale i ghetti che in quello reale con tanta fatica stiamo tentando di abbattere.


Incapacità di sviluppare le discussioni


Credo che vi sia una grossa responsabilitaí nel mezzo utilizzato: probabilmente una mail-list, con la sua natura quasi più vicina alla comunicazione verbale che non a quella scritta (senza peraltro raggiungere l'intimità ed il coinvolgimento di certi momenti di comunicazione verbale) non favorisce molto la riflessione, ma credo che vi siano anche altre cause.

Forse lo stessa fame di esprimersi di cui parlavo prima è troppo forte per permettere di assaporare il boccone finalmente trovato, forse il terribile "pensiero unico" che sta pervadendo il nostro mondo sta uccidendo la nostra capacità di riflessione.
Forse le cause sono anche specificamente interne alla lista.
Nata su di un progetto (parlare di donne e cyberspazio) che non è stato possibile portare avanti in modo rigoroso senza però rivederlo, nata all'interno di un gruppo di donne (e di uomini) sostanzialmente omogeneo per estrazione sociale, livello di scolarizzazione, appartenenza ideale se non politica, in un momento in cui a servirsi di internet era ancora sostanzialmente una elite socio/culturale, la lista sta vivendo una crisi derivante dal suo allargamento ad una serie di persone non più omogenee al nucleo iniziale. Uomini che non rispettano il patto non scritto che li voleva lettori silenziosi (patto che peraltro ha sempre provocato notevole disagio in alcune, tra cui la sottoscritta), donne che approdano alla scrittura in lista senza avere alcuna nozione di informatica nè di telematica nè di telematichese, ma solo un gran bisogno di comunicare, e che ingenuamente immaginano di trovare in un luogo denominato LeDonne disponibilità e comprensione, illusione che viene vissuta dalle più "anziane" come una pretesa insopportabile. Argomenti i più disparati che vengono vissuti come "off topic".
Un insieme di tensioni che non facilita la fase di riflessione approfondita.

Ma che a sua volta testimonia della vivacità e della ricchezza del popolo delle donne in rete, e, probabilmente, dell'esigenza che LeDonne non rimanga un caso isolato, ma che si possa inserire in una variegata offerta di liste di donne, nel cui ambito possa meglio definire e perseguire il proprio specifico progetto.



(Marzo 1999)





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