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Altre Voci 2000
emi a mantova

A Mantova con Emi

... e con Patrizia D'Agostino
e Manuela


redazione e mise en page:
Paola Musarra


Da quattro anni si svolge a Mantova il "Festivaletteratura", una manifestazione che, grazie alla collaborazione di enti pubblici e privati e di un piccolo esercito di volontari, consente a un vasto pubblico di incontrare a distanza ravvicinata scrittori e scrittrici, nella straordinaria cornice di piazze e monumenti dell'area mantovana.

Per avere maggiori informazioni sugli incontri, i percorsi e gli eventi artistici che quest'anno hanno attirato a Mantova numerosi spettatori dal 6 al 10 settembre, potete consultare il sito del festivaletteratura.

Se invece volete la cronaca pungente di una breve "incursione" di Emi a Mantova, seguite la penna di Patrizia D'Agostino...


La cronaca di Patrizia

Mantova, giovedi 7 settembre ore 10,30
Il festival della letteratura di Mantova è un'occasione magnifica per riabbracciare la mia amica Emi che mi viene incontro di bianco vestita con una borsa piena di Infoperle.

Naturalmente si va insieme ad ascoltare Luisa Muraro che ci parla della cronaca nel chiostro del museo diocesano e, già che c'è, presenta il suo ultimo libro, La folla nel cuore, una raccolta di articoli di commento a fatti di cronaca.
La introduce una devota Annarosa Buttarelli [che ha recentemente pubblicato con Laura Boella un testo sull'empatia. n.d.r.], l'ascoltano una sessantina (ma forse più) di donne e una decina di uomini.
Luisa Muraro è una donna intelligente che sa calibrare le parole, anticipare le obiezioni e accattivare il pubblico; riesce a dare all'incontro quel tono tra il colto e il confidenziale che tanto si addice allo spirito del festival.
C'è anche la giusta dose di demagogia: bisogna che la cultura e la salute siano sottratte ai meccanismi del mercato. Che si prendano tutto il resto, ma non la cultura e la salute!
E noi, entusiaste e un tantino plebiscitarie, applaudiamo dimenticando di aver pagato un biglietto di lire 6000 per assistere a un'ordinaria promozione editoriale che avviene ancora gratuitamente in molte librerie italiane.

(continua)



In redazione ci siamo chieste: "Ma che cosa avranno recepito le donne presenti di tutto questo discorso sui fatti di cronaca, la gente comune, il cuore...?" Ebbene, erano molto disorientate. Sentiamo Manuela, che ha scritto a Emi qualche giorno dopo l'incontro:"... la Muraro ha detto che "siamo perdute", perché il nostro atteggiamento mentale è quello massificato che ormai esprime solo sentimenti coatti, cioè artefatti in qualunque misura, o superreali e quindi patologici o comunque di indifferenza da difesa, atteggiamento comunque sottoreale che ci porterà a perdere il contatto con il nostro tempo. (...) Vedo la filosofa argomentare con grinta, sospendersi per piccole pause quasi da recitazione, enfatizzare il pensiero senza concluderlo per renderlo ancora più lievitato di una cultura che viaggia lontana da noi. (...) Osservo gli interventi e scopro che anche qui, dove le domande sono state chiarissime, le risposte sono rimaste evasive, (...) assisto al ritiro della mia volontà di intervenire..."
Ma è proprio vero che siamo "incapaci di sapere persino se ancora sentiamo qualcosa"? Riprendiamo la cronaca di Patrizia D'Agostino...


(seconda parte)

Durante il dibattito Emi, ribattezzata proditoriamente Gilda dalla Muraro, non si trattiene: è da quando la conosco che scoppia pubblicamente e devo dire che è sempre un'emozione!


Cosmica di Rosmari' Torrens

Basta con gli atteggiamenti passivi: là dove è possibile le donne devono conquistarsi la loro cronaca, essere protagoniste di percorsi, offrire un'informazione che sia comunicazione, scambio; nella stampa ufficiale, dietro alla cronaca, c'è il potere di chi seleziona i fatti perché diventino notizie e stabilisce perfino il numero di righe dell'articolo [v. il convegno di Napoli in Cronache Napoletane n.d.r.].
Dobbiamo chiederci perché nella cronaca istituzionale "le donne piangono", perché si parla sempre di donne violentate, sfruttate, assassinate e suicide.
Il fascismo occultava i fatti sanguinosi mentre oggi i crimini occupano interi telegiornali, ma l'effetto è lo stesso: creare impotenza, fatalismo, la sensazione di non poter incidere sulla realtà, la rassegnazione.
Non c'è da sorprendersi se è venuto meno il coinvolgimento nei fruitori delle informazioni: dover partecipare emotivamente a tutte le disgrazie che ci vengono quotidianamente somministrate è devastante, ottunde il nostro senso critico e produce la paralisi.
Ora, non si tratta tanto di ricercare una obiettività che non esiste ma di sviluppare la capacità di far emergere momenti e percorsi di soggettivazione uscendo dalle pastoie di un atteggiamento di registrazione passiva della realtà.
Dobbiamo essere sobrie e non ubriache di dolore e disperazione per capire cosa vogliamo, dove vogliamo andare e dove il potere vuole portarci.
Continuando a parlare anche dopo il dibattito di tutto ciò io ed Emi ci siamo allontanate dal chiostro e siamo incappate in una squisita torta al cioccolato.


Paola R. - ehi, ma questa torta io la riconosco...
Paola M. - non ti preoccupare, è fresca di giornata!
(acquerello di Paola Rosati)



pat d'ago



luigi a mantova Intanto Luigi, che ha accompagnato
in macchina a Mantova Emi afflitta
da un ginocchio dolorante
(le gare, le gare!),
si prende seraficamente una vacanza
e naviga spensierato in battello
sul Mincio e sul Po...




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