Christa Wolf a Venezia, primavera 1997
Appunti a voce di un incontro
Pensieri e Parole per Medea

a cura di macri puricelli

La nascita di Medea
Medea, quando
Colei che conosce il buon consiglio
Medea, corpo di madre
Il sacrificio
Medea, una struttura polifonica
Corinto, Colchide, le due Germanie
Medea, Cassandra: giustizia alle figure femminili?
Medea e Pasolini
Medea e il presente
Processo di autoconoscimento
Il mio ottimismo/pessimismo
L'utopia


La nascita di Medea
"I giornalisti vorrebbero credere che un libro si basi su premesse filosofiche. Non è questo il caso.
Il fatto è che un giorno ho "visto" Medea. Ho "visto" la sua figura. Lo stesso accadde con Cassandra.
Figure come quelle di Medea e Cassandra nascono dalle esperienze che l'autrice di trova a vivere in quel momento.

Medea, quando
Ho cominciato a interessarmi a Medea nel 1990. Lo stesso anno in cui la DDR stava sparendo dalla storia. Ho cominciato a domandarmi perché nella nostra società tutto viene consumato e nello stesso tempo si va sempre alla ricerca di un capro espiatorio.
I miei primi appunti su Medea sono del 1991. Di lei conoscevo come tutti la versione di Euripide: la barbara che viene dall'Oriente, che infiammata d'amore per l'argonauta Giasone lo aiuta a rubare quel vello d'oro che l'aveva spinto fino alla sua patria, la Colchide, sul Mar Nero, il limite orientale del mondo conosciuto allora. Con lui Medea fugge, sbarcando alla fine a Corinto, il punto occidentale del Mediterraneo. Là Giasone si volge alla figlia del re Creonte e vuole sposarla. Medea viene esiliata dalla città. Ma, narra Euripide, folle di gelosia e di orgoglio ferito uccide la figlia del re, quindi i propri figli.
Non potevo crederci.
Mentre pensavo a Medea, mi venne in aiuto il caso. Una studiosa di Basilea, curatrice del sarcofago di Medea presso il museo locale mi spedì un suo articolo dal quale risulta che Euripide per primo attribuisce a Medea l'infanticidio mentre fonti antecedenti descrivono i tentativi di Medea di salvare i tre figli portandoli nel santuario di Era.

Colei che conosce il buon consiglio
E' questo il significato del nome Medea. Alcune fonti ritengono che la figura di Medea sia di origini divine e che nel corso della degradazione delle divinità femminili sia stata trasferita sulla terra come maga e guaritrice.

Medea, corpo di madre
Euripide fa dire a Giasone: "Se esistesse nascita diversa, completamente senza donna, come felice sarebbe la vita...". Medea è l'esempio del sovvertimento dei valori concomitante al formarsi della nostra civiltà che ha fatto sì che non la vita sia emersa in primi piano ma la fascinazione della morte e delle cose morte nell'obiettivo di una riproduzione priva del passaggio obbligato nel corpo materno.

Il sacrificio
Fin dall'inizio pensavo che Medea fosse troppo legata alla vita per aver voluto uccidere i propri figli. Ritorna qui la teoria del capro espiatorio: la mia Medea nasce anche dal mio desiderio di scrivere contro questa teoria. Non potevo credere che una guaritrice, un'esperta di magia, originata da antichissimi strati del mito, da tempi in cui i figli erano il bene supremo di una tribù, doveva uccidere i propri figli.
Corinto doveva scontare troppe morti, troppo sangue versato fra le sue mura e ha trovato in Medea un perfetto capro espiatorio.


Medea, una struttura polifonica
Non si è trattato di costruire varie voci attorno a una verità, ma un cerchio attorno a Medea fatto con le voci degli altri per poter afferrare la verità su Medea stessa. E in questo coro appare la consapevolezza che nessuno conosce la verità completa su se stesso. Dalle diverse voci possiamo scoprire dove sta la menzogna.
Medea è la figura che più delle altre si avvicina alla verità.

Corinto, Colchide, le due Germanie
Mi divertiva l'idea che Medea fosse una "barbara" che veniva dall'Est. Arrivata nell'Occidente di Corinto. La ricca e dorata Corinto non tollerava la superba guaritrice, consapevole del proprio valore, che indaga sul delitto sul quale si fonda anche questa città: esseri umani sacrificati al potere di idoli e al vitello d'oro. Per questo la donna doveva essere calunniata, umiliata, distrutta.
Era inevitabile il confronto con le due Germanie.
Ma era un'idea troppo banale che un po' alla volta è sfumata.
E' vero c'è un "sottotesto" che corre in Medea/ il sangue versato e il capro espiatorio venuti alla luce con il processo di riunificazione delle due Germanie. E in questo processo assieme a problematiche economiche, politiche e sociali c'era il problema dell'identità.
Ai cittadini dell'ex DDR è stato chiesto di abbandonare la propria.

Medea, Cassandra: giustizia alle figure femminili?
Nono si tratta di questo. Piuttosto mi sono chiesta quanto la storia e la cultura patriarcale abbia avuto bisogno di cambiare il disegno di queste figure femminili. Voglio ricostruire le motivazioni per cui il patriarcato ha voluto demonizzare Cassandra, Medea e tante altre.
Incontrai Cassandra all'inizio degli anni Cinquanta. Lei ricevette il dono della veggenza dal dio Apollo che però vuole possederla. Lei si difende e gli sputa in bocca. Apollo allora deciderà che lei sì potrà vedere ma nessuno le crederà

Medea e Pasolini
Non c'è alcun legame fra la mia Medea e quella di Pasolini. Ho voluto risalire alle fonti antecedenti Euripide. E le fonti tutte parlano di una donna che non uccise i suoi figli. Perrché allora Euripide ne diede quella versione? Corinto ha forse pagato Euripide per addossare le loro colpe a Medea? Nonostante tutto questa tesi non mi convince.

Medea e il presente
L'esperienza degli ultimi anni mi ha convinto quanto sia difficile contemplare che esistono altre e tante concezioni della morale. Fu uno scontro di diverse concezioni della morale anche fra la DDR e la Repubblica tedesca. Bisognerà sempre chiedersi come possano interagire. Ma ora la vicenda è chiusa: una morale ha vinto sull'altra.
La morale di Medea è legata al suo vivo interessamento alle relazioni, all'aspetto vivo della vita. Corinto invece andava sempre più verso la fascinazione della morte.

Processo di autoconoscimento
E' con grande difficoltà che un essere umano che non voglia mentire a se stesso può vivere questo processo in forme storiche e politiche.
Noi non pensiamo solo, ma sentiamo.
Sempre di più mi rendo conto di quanto sia fragile lo strato di razionalità dietro cui ci nascondiamo noi figli dell'Illuminismo e del Positivismo: può rompersi facilmente dietro ogni forma di fanatismo.

Il mio ottimismo/pessimismo
Negli ultimi anni non sono certo diventata più ottimista. Ma ho figli e nipoti, quindi cerco di avere una visione meno dura e meno triste della storia.

L'utopia
E' la convivenza non distruttiva con gli altri, tutti.



Sulla figura di Medea vedi anche "Medee e Cybernaute" in Altre Voci '97


Torna inizio pagina

Altre Voci '97 I Altre Voci '98 I Altre Voci '99



Torna a Medea