The traditional distance
between people and machine
has become harder to mantain"
Sherry Turkle (1)
http://www.provincia.ve nezia.it/medea/gab/turkle.htm
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In Italia la fase eroica di Internet si è conclusa e il quadro delle donne online si è andato delineando e chiarendo rispetto alle problematiche individuate nel primo cartaceo Info@perla, marzo 1996.
In rete la stampa delle donne ha scelto modalità diverse a secondo del tipo di informazione offerta.
La maggior parte delle testate ha comunque preferito non disdegnare il nuovo mezzo e trasferire on line senza abbonamento, secondo lo spirito della rete, gli articoli cartacei riproponendo il prodotto madre.
Non esiste ancora un giornale concepito ad hoc per il nuovo mezzo
anche se le weblettrici sono in costante aumento.
In questo anno in compenso, Centri di documentazione, associazioni, librerie delle donne si sono lanciate in rete e i siti web si sono estesi a macchia d'olio.
Un notevole input è venuto dal progetto del Centro documentazione di Bologna che nel giugno '96 ha attivato con il contributo del Comune un server interamente gestito da sistemiste e ha dato la possibilitàospitare associazioni, gruppi, donne singole desiderose di esprimersi on line.
Nel gennaio '97 i risultati del questionario della ricerca telematica di Info@perla"chi sono, cosa vogliono, cosa esprimono le donne italiane on line" hanno offerto elementi di riflessione sulla presenza femminile nella realtà cibernauta in Italia. La fisionomia della "navigatrice" rivela che lavoro o ricerca sono i principali motivi di collegamento a Internet mentre chatline e forum vengono frequentati ancora poco.
Nel complesso, le donne mostrano maggiore interesse per le potenzialità informative del mezzo più che quelle comunicative e di divertimento.
Nello scorso mese di marzo, dedicato tradizionalmente alla donna, diversi giornali e riviste (2), dai classici femminili a quelli specializzati nei temi di Internet, hanno pubblicato articoli relativi al fenomeno delle donne in rete e analizzato i loro siti. Una costante risulta la maggiore attenzione ai contenuti che alla grafica, niente fronzoli nelle pagine web semplici e facilmente leggibili. Una scelta o una difficoltà ad usare i linguaggi sempre più sofisticati? L'analisi è da approfondire, ma resta indiscusso che le donne si stanno attrezzando per "navigare" e si stanno interrogando secondo la scuola di pensiero cyberfemminista sulle modificazioni dell'immaginario e dell'organizzazione sociale che la comunicazione digitale sta determinando.
Raccogliendo l'invito di Rosi Braidotti http://www.let.ruu.n l/womens_studies/rosi/author.htm ad attraversare in modo dinamico, con continui e lucidissimi ri-aggiustamenti, i complessi problemi del "gender-gap" nei confronti della cultura tecnologica, senza mai sottovalutare il rischio che si creino vecchi ordini o vecchie leggi sempre in agguato, i contributi del nuovo cartaceo Info@perla 97, nella diversità delle molteplici esperienze e competenze, offrono occasioni di confronto e riflessione critica sui diversi possibili livelli di partecipazione in rete.
(1) Sherry Turkle, "Life On The Screen: Identity in The Age of Internet"
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| Info@Perla |