Donne in democraziatelematica - Esperienze indiretta
di
Renata Cibin
Intervento tenuto al Convegno "Amministratrici in rete".
Ca' Nani,Venezia, 1 marzo 1997
Il titolo pone, da subito, il concetto di democrazia dandolo per acquisito, ma mai come in questa mia esperienza di amministratrice io ho sentito l'esigenza di ripensarlo, ridefinirlo, magari con altre donne, altre amministratrici: non è questo il caso.
Se ad esso aggiungo il concetto di "telematica" mi viene in mente che in rete non ci sono editori e censori e questo mi appare potenzialmente democratico, ma so bene che il linguaggio non è mai neutro o neutrale.
Forse vuol dire che informazione e comunicazione sono beni primari ma non mi basta: la cittadina non è pura fruitrice di servizi.
Allora penso ad una parità di accesso per le donne ma so che esse hanno meno tempo, meno soldi, meno interesse per la macchina di cui, anzi, hanno problematizzato il rapporto, ed inoltre non hanno il gusto del giochino per bambini ricchi e giovani viziati.
Poi mi sovviene di quelle ragazzine esperte navigatrici e capisco di non intendere, come dovrei, le più giovani ma l'unica immagine che concepiscoè quella della loro solitudine e della loro fragilità che le espone, ancora una volta, ancor di più, alle insidie dei pirati di
questa nostra navigazione di fine millennio.
Ci sarà un Ulisse donna che faccia di questa esperienza la misura del proprio simbolico o, meglio sarà questo non-luogo, non-centro l'approdo di quel soggetto nomade femminile che proprio in questa struttura a sé congeniale,dicono molte donne e lo penso anch'io, può trovare il trionfo della relazione, della rete appunto?
E' una sfida interessante e stimolante, per me ancora tutta concettuale, nella quale molte altre già si cimentano e con soddisfazione. Determinante l'apporto delle anglosassoni che pongono il quesito su un genere senza corpo o un corpo senza genere e ci invitano a ripensare l'unità mente e corpo.
Potrà migliorare la comunicazione donna/uomo, da sempre problematica? Che ne sarà della comunicazione fra donne che ha mostrato di essere tanto efficace anche in assenza di strumenti informatici? Penso agli epistolari, ai volantini anche scritti a mano, a lingue criptiche come quella cinease di recente scoperta.
Bisogna mettere in rete il nostro occhio sul mondo altrimenti sarà l'ennesima rivoluzione tecnologica che ci propone un ruolo di secondo piano o, al più, l'omologazione come il servizio militare...
Come amministratrice ho sostenuto la passione di una donna che lavora nell'ufficio istruzione che ha per proprio conto costruito alcune pagine di servizio e vedo il suo entusiasmo,verifico l'utilità della posta elettronica, ho provato con lei la soddisfazione di dare opportunità ad alcuni giovani di iscriversi ad università lontane senza dispendio economico, che di questi tempi non è poco.
Ho commissionato a un giovane informatico alcune pagine di cultura che tuttavia necessitano di aggiornamento. Forse sarà l'occasione perché il Comune formi una/un tecnico in grado di costruire ed aggiornare pagine che poi il/la cittadina potranno consultare con un semplice P.C installato nell'ingresso del Municipio.
Sarà un'occasione per creare nuove professionalità e per rendere più efficace l'operato dell'amministrazione e più trasparente il rapporto con la cittadinanza.
Inoltre opererò per creare in biblioteca un punto di navigazione a tariffa oraria per distribuire una opportunità (oggi sono una trentina i miranesi personalmente allacciati ed è ancora dispendioso )e, magari, ottenere per il Comune un rientro economico.
Tuttavia, se mi chiedo che cosa ha tutto ciò a vedere con un nuovo mondo per le donne devo affidarmi alla fiducia ed alla passione delle care amiche che mi hanno invitato a questo convegno!
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