Gopherdonna


Susanna Giaccai


GopherDonna in web






La primavera 1993, un collega mi aveva parlato di Internet; mi disse "dobbiamo entrare in Internet"e mi aveva vagamente accennato a reti di calcolatori, a informazioni disponibili, "a navigazione".

Ero curiosa ma, allora, era quasi impossibile trovare notizie su Internet nei tradizionali strumenti a disposizione: riviste professionali, periodici ecc.... Acquistai un grosso volume in inglese che parlava di TCP/IP (una cosa che doveva avere a che fare con Internet) e mi addentrai nella sua lettura, ma lo abbandonai poco dopo.
Se Internet era una cosa così in espansione, come diceva il mio collega, doveva anche essere comprensibile e quel libro non lo era di certo.

Finalmente un collega dell'Università europea mi fece fare una "navigata" di prova; rimasi entusiasta! Alla fine mi dette le bozze di un libro su Internet che stava per pubblicare: le divorai in due giorni, ora avevo le idee erano più chiare. Alcune settimane dopo riuscii ad avere un modem e un collegamento ad un centro di calcolo.

Seguendo pedissequamente i comandi che mi aveva indicato un'amica (atx3 b1 13 m1, atdt, erano per me scritte assolutamente incomprensibili, ma funzionavano!), una mattina inizio la navigazione: con istruzioni abbastanza semplici mi sposto dal calcolatore del centro cui ero collegata ad un altro sempre a Firenze e da quello poi seguendo il men, arrivo a Pisa e poi di lì, con un balzo, passo nel Minnesota a verificare la "mamma di tutti i gopher".

Lì infatti è stato inventato nel 91 il Gopher, un programma che consente con un'interfaccia molto semplice ed intuitiva di visualizzare sul proprio schermo i menu di elaboratori sparsi in tutto il mondo.

Era la fine di agosto, ed ho passato due mesi navigando moltissimo. Mi spostavo da un campus all'altro, da una rete civica all'altra, consultavo cataloghi negli USA o a Taiwan ecc...

Ero come tutti, affascinata da questo strumento. E iniziavo ad essere sommersa dalla posta delle liste di discussione. Come tutti i principianti, anch'io avevo commesso l'errore di iscrivermi a troppe liste. Ogni giorno dai 20 ai 30 messaggi da leggere in inglese, e spesso in puro slang americano!

Ma molti contenevano informazioni interessanti che mi consentivano di scoprire nuove risorse, nuovi archivi. Essendo una bibliotecaria ben presto mi posi la domanda: come posso usare questo strumento per migliorare i servizi all'utenza della biblioteca?

Mi serviva un utente cavia da sommergere di informazioni "raccattate" in rete, con cui verificarle, con cui calibrare la ricerca ecc..... Chiesi ad Annarita Buttafuoco, storica e Presidente dell'Unione Femminile Nazionale di Milano, di sottoporsi a questa prova. Iniziai quindi a sommergerla di carta e di fax con le informazioni che via via recuperavo, scandagliando soprattutto i siti americani.

Alla fine del 1993 in Italia gli utenti di Internet erano pochi e soprattutto circoscritti al mondo della ricerca scientifica; nel resto dell'Europa c'era qualcosa di più, ma la barriera linguistica era in certi casi insormontabile.

Dopo alcune settimane, sotto l'egida dell'Unione Femminile Nazionale e la Società Italiana delle Storiche, nacque l'idea di costruire GopherDonna, un servizio informativo italiano che indirizzasse verso le risorse presenti in Internet utili alle storiche.

Non era certo un'invenzione, ma un'esigenza che nasceva dall'analisi dell'esperienza dei servizi di Women's Studies americani; molte università americane infatti avevano messo a punto servizi informativi destinati alle/agli studenti per fornire accesso sia alle risorse interne (elenco dei corsi, bibliografie, recensioni, cataloghi) che a risorse simili presenti in altre università. GopherDonna era una novità per l'Italia.

Ed era in parte un'anticipazione rispetto alla reale presenza di donne italiane in rete. Il servizio era infatti quotidianamete consultato, ma quasi prevalentemente da siti fuori dell'Italia.

Alle straniere infatti dava accesso a una serie di informazioni sia specifiche (attività e corsi, elenco di riviste femministe italiane, Centri donna, informazioni sulla società delle storiche) che generiche (cataloghi on line di biblioteche italiane) che risultavano per loro di grande interesse.

Molti i siti di women's studies stranieri hanno infatti inserito un legame dalle loro pagine verso GopherDonna.

GopherDonna, aperto il 15 marzo 1994, è stato anche uno strumento per far conoscere Internet alle donne italiane; se ne è parlato su riviste (Agenda della Società italiana delle storiche, Noi Donne, Paese delle Donne, Madreperla, Internazionale, Biblioteche oggi), in lista di discussione italiane e americane.

Da Natale 95 è stata messa a punto la nuova versione ipertestuale WWW Le informazioni sono organizzate adesso in modo pi chiaro data la flessibilit delle pagine scritte con il linguaggio HTLM: la essenzialità del Gopher, ove erano solo consentite maiuscole o minuscole e un men gerarchico, si apre all'estrema duttilità dell'ipertesto.

Adesso è quasi solo la fantasia il limite!

Contemporaneamente Internet sta avendo un grande sviluppo in Italia: nell'estate 95 si sono aperte la pagine di DWPress, qualche mese dopo anche il Paese delle Donne è apparso in rete, dall'autunno 95 si è aperta la pagina Donna nel sito di area democratica La città invisibile e da dicembre 95 la rete Lilith ha tre pagine ospitate in questo sito.

La rete civica di Milano ha molti spazi dedicati alle organizzazioni di donne; la rete PeaceLink ha un'area di discussione di donne che sta diventando abbastanza frequentata e luogo di accese discussioni.

La natura di Internet, quale potente accesso democratico all'informazione, ha permesso nell'ambito delle tematiche femminili, oltre ai più strutturati servizi di Women's Studies, l'apertura di molti siti femministi: i costi sono relativamente bassi, è possibile anche trovare ospitalità in siti democratici e progressisti.

Dobbiamo cercare, in Italia, di attuare alcune forme di cooperazione per economicizzare sui costi delle risorse umane: un'Agenda delle iniziative gestita collettivamente potrebbe essere una prima idea da realizzare, una lista di discussione sulla quale confrontarci, aiutarci, scambiarci le informazioni ecc...., potrebbe essere un'altra.

Ma sono convinta che la tecnologia di Internet potr offrire in futuro anche altre possibilità di collaborazione e di crescita comune che per adesso non intravediamo.

Lo spazio Internet inizia a far gola ai grossi gruppi monopolistici. In questo senso è necessario contrastare le logiche di monopolio è in corso una campagna organizzata da La città Invisibile contro il TUT della Telecom), spingere i Comuni a farsi garanti dell'accesso dei cittadini alla rete a basso costo, offrendo anche spazi e voce alle associazioni (interessante in questo senso del Comune di Torino), è necessario insomma far prevalere l'interesse degli utenti su quello dei monopoli!





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