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Dall'educazione sentimentale all'educazione digitale?

Il libro-diario di una giovane navigatrice di Internet

Testo e impaginazione di Gabriella Alù




J.C. HERZ "I surfisti di Internet"

I Canguri/Feltrinelli, 1995

Traduzione di Giuliana Giobbi

copertina libro

Se Flaubert vivesse oggi, forse, chissà che invece de "L'educazione sentimentale" non scriverebbe un romanzo dal titolo "L'educazione digitale"?

Avventurarsi in Rete infatti equivale oggi, in qualche modo, a quello che nell'ottocento era quell' "iniziazione al mondo" che veniva, di norma, affidata al lungo viaggio, rituale che ogni famiglia appena appena economicamente benestante faceva intraprendere ai propri giovani rampolli.

A volte, il viaggio significava solo il trasferimento dalla provincia alla grande capitale, Roma, Londra, o Parigi (come nel caso di Federic Moreau).Ma significava sempre, e comunque, confrontarsi con società, stili di vita, codici culturali, emozioni e sensazioni mai sperimentate prima. Oggi questo viaggio lo si fa anche attraverso la Rete e, quando una persona ha sperimentato la navigazione telematica, non sarà mai più la stessa di prima.

E' anche per questo, crediamo, che Internet e la realtà virtuale cominciano oggi ad avere un proprio immaginario narrativo fondato sul vissuto personale. I libri che parlano della realtà virtuale cominciano a non essere più patrimonio esclusivo della saggistica o della manualistica o, per quanto riguarda la narrativa, del genere fantascientifico.

Il romanzo autobiografico "I surfisti di Internet" di J.C. Herz costituisce uno dei primi e dei migliori esempi di questo nuovo filone letterario.

surfista In questo libro, che nel retrocopertina viene giustamente definito "viaggio picaresco all'interno della Rete", la Herz descrive in prima persona, con molta ironia ma anche con molta veridicità e serietà le diverse fasi cui quasi sempre si va incontro quando ci si decide a navigare in Rete.



Ricchissimo di pagine nelle quali qualunque navigatore/navigatrice sicuramente si troverà ad identificarsi con le esperienze della protagonista,"I surfisti di Internet" ci racconta in maniera molto gradevole e spiritosa tutte le avventure del frequentare IRC e chat line, mailing lists e Usenet, il mondo sterminato del Web e cosa vuol dire poter usare la posta elettronica.



Ma la levità dello stile non significa superficialità nei contenuti.

Nel libro vengono infatti toccati puntualmente tutti i temi "forti" connessi alla problematica della realtà virtuale di cui sinora abbiamo letto soprattutto in testi di psicologia o di sociologia: il problema del tempo e dello spazio virtuale, gli effetti che, sulle modalità di comunicazione, ha la inesistenza dei corpi fisici; l'affascinante tematica delle identità multiple, l’effetto dell’ overdose di informazioni, il concetto di "dentro" e "fuori" la Rete...

La Herz, quando ha scritto questo romanzo, aveva appena 23 anni. Oggi fa parte del comitato di redazione della rivista "Wired"



Ottobre 1997


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