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Introduzione
di
Paola Musarra

Mi chiedono a volte (e me lo chiedo io stessa) come nascono le collaborazioni "esterne" a MeDea. E' un sito non profit, tutti lavorano gratis, non abbiamo niente da vendere, abbiamo solo idee da scambiare e diffondere sulla base di passione e interessi comuni.

E poi c'è il Caso, al quale piace giocare, creando incontri e scoprendo affinità.

dadi

In casa di comuni amici musicisti ai Castelli Romani incontro per la prima volta a cena Corrado Veneziano e sua moglie Paola Ricci. Si sono trasferiti da circa cinque anni dalla Puglia a Roma. Corrado è ricercatore all'Università, attualmente insegna Linguistica all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico", dove il mio compagno ha insegnato per diciassette anni Scherma storica ai futuri attori.

Si parla di teatro, naturalmente. E della Puglia. Paola ha lavorato alla Regione Puglia, che ha intensi rapporti con l'Albania (su MeDea vi abbiamo parlato del progetto INTERREG).

Ma non è la sola scoperta che faccio: Corrado ha scritto un lavoro teatrale (nel quale Paola ha recitato) sull'affondamento dell'imbarcazione albanese speronata da una unità della Marina italiana al largo di Otranto il Venerdi santo del 1997. Un episodio da (quasi) tutti dimenticato.

A questo punto MeDea e il Progetto Albania entrano prepotentemente nel discorso, scocca la scintilla. Dopo qualche giorno, Corrado mi spedisce il suo lavoro e altri scritti. Il dado è tratto.

dado

Ci rivediamo per un'altra squisita cena insieme agli amici musicisti da Paola e Corrado, nella loro bella casa romana. C'è un pianoforte, scopro che Paola suona il violoncello e che Corrado dipinge, i suoi quadri raccontano storie di una cultura impegnata che mi sembra di poter condividere. La presenza della figlia maggiore (la più giovane l'avevamo conosciuta ai Castelli) aggiunge grazia all'incontro.

Si parla molto di musica, naturalmente. Dopo le battute su Pavarotti e i ricordi e i giudizi musicali, ci lasciamo con la sensazione di avere ancora tante cose da dirci.

Arriviamo così al terzo incontro, a cena nella mia trattoria preferita. Questa volta con me e Gianni ad accogliere i Veneziano c'è Bruno Flores, lemure crepuscolare, che si rianima come Dracula alle prime luci artificiali della sera (anche lui si è emozionato leggendo il lavoro di Corrado e non vede l'ora di incontrarlo).

Approdiamo al tavolo con vista sulle pentole, tutti triturati (tranne Bruno che dorme di giorno) dalle peregrinazioni nel traffico natalizio romano. Per fortuna ci rianimano il sorriso dei ragazzi Camerucci, proprietari del locale,(due di loro sono stati miei alunni, ebbene sì), e le loro prelibatezze.

Come vecchi amici ci scambiamo assaggi ("Ci porti un altro cucchiaio?"), brindiamo, accavalliamo racconti fin quasi all'una di notte: "Ma insomma, MeDea che cos'è?"; "E a te come è venuta l'idea di 'Passaporti'?".

paola e corrado

Scopriamo che alle spalle del lavoro sull'affondamento di Otranto c'è una lunga militanza di esperienze teatrali impegnate. Ricordate la ragazza di Fasano morta bruciata molti anni fa? In una rappresentazione tutta basata su documenti autentici (è la caratteristica dei lavori di Corrado) Paola ha interpretato la parte della vittima: in platea, in prima fila, c'era la madre della ragazza...

Un altro lavoro ha riguardato gli "accordi" di Rambouillet (ah, quel dolce nome...), con i documenti originali recuperati fortunosamente da Paola su Internet...

"Tutto nasce" dice Corrado "dal mio desiderio di mettere insieme l'arte e la cronaca, il teatro e l'impegno politico".

Nasce così anche "Passaporti", rappresentato a Brindisi, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, e poi in Albania, a Tirana, a Durazzo, a Valona (da Valona era partita quella nave...), alla presenza dei familiari delle vittime e di una rappresentanza non ufficiale (ma molto coinvolta) della Marina italiana.

Ma che cos'è "Passaporti? Lasciamo la parola a Corrado.

"Passaporti"



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