torna a medea


Una sfida


di Margherita Trusgnach


Non sempre, quando parli con qualcuno "di fuori", hai l'impressione che abbia capito esattamente cosa significa vivere qui.

Vivere qui, nelle nostre magnifiche Valli del Natisone, terra di frontiera, confine ufficialmente riconosciuto ma mentalmente inesistente per chi non accetta divisioni tra popoli che hanno in comune la stessa lingua e le stesse tradizioni, è sicuramente un vivere diverso da altri luoghi.

Nelle Valli - foto P.Musarra

Qui nelle Valli, le barriere, sono sempre state diverse: un confine molto caldo che divideva il mondo dell'ovest da quello dell'est, le divisioni politiche ancora più radicate proprio a causa di questo dannato confine, le barriere sociali che è sempre stato più facile abbattere andandosene, piuttosto che superarle sul territorio. Questa situazione ti invita ad andartene.

Se però resti qui, non puoi vivere senza conoscere la storia di questi luoghi. La insistente difesa della Patria italiana (difesa da che?), gli odi e le divisioni al nostro interno, la pressione a rinnegare le proprie radici, la propria cultura, la propria lingua... ebbene, tutto questo non è normale.

Non dovrebbe essere normale, eppure....

Eppure hanno fatto di tutto per annullarci. Per estirpare le nostre radici e farci credere che era un bel morire...

Con molti, per anni, il gioco ha funzionato: Italiano, italianissimo! Sloveno, comunista! (ahi ahi andrai all'inferno, e se non credi all'inferno, non troverai lavoro!) La violenza psicologica inflitta per anni ha lasciato un segno indelebile. Opporsi costava caro. Eppure...

Nel 1969 si costituisce formalmente il nostro circolo culturale. Si trattava di formalizzare quanto, da diverso tempo, veniva portato avanti da diversi giovani appoggiati da alcuni preti.

Sì, esistevano alcuni preti (subito etichettati come filo-comunisti) che si battevano per reintrodurre in chiesa le preghiere nella nostra lingua, i nostri canti, tutto quanto è stato tramandato per generazioni e che improvvisamente per ordini "dall'alto" veniva proibito.

Anche loro, i preti, hanno avuto vita durissima per aver avuto il coraggio di opporsi alla linea ufficiale della chiesa e per aver continuato a sostenere le attività del nostro circolo.

... il nostro circolo culturale...

Il nostro circolo (si chiama Rečan, si legge con la c dolce) è attivo ormai da oltre trent'anni, ha un grande seguito e nonostante i problemi inimmaginabili che ha dovuto superare è riuscito nello scopo di operare un risveglio culturale. Certo grazie anche alle donne che nel circolo hanno sempre trovato spazio e hanno avuto un ruolo importante; direi che la spinta delle donne, sia nell'azione che nella creatività, è stata molto significativa.

Margherita - foto P.Musarra

Non voglio però annoiarvi troppo. Vi dirò solamente che tra le altre attività (e ce ne sono diverse) il circolo organizza, dal lontano 1972, un Festival della canzone delle Valli del Natisone. Le canzoni (testi e musiche) sono sempre inedite.

E' grazie al Festival che molte persone hanno iniziato a scrivere "poesie" e, cosa ancora più difficile, lo hanno fatto nella loro lingua slovena. Dovete sapere che qui nelle Valli solo vent'anni fa è nata la prima, e a tutt'oggi unica, scuola bilingue (privata e solo da alcuni anni riconosciuta). Quindi l'approccio alla scrittura slovena è stato sicuramente una sfida. Una sfida vinta.

Attraverso le canzoni ognuno poteva esprimere, tranquillamente, il proprio pensiero. Inizialmente c'era molta diffidenza, ma poi la gente si è fatta coraggio e ad oggi abbiamo oltre 400 canzoni! Un bel successo!

L' argomento più "gettonato" è sempre stato l'amore (e non è mica facile parlare d'amore!). Non sono però mai mancati argomenti di carattere sociale: la piaga dell'emigrazione, il ruolo delle donne, temi politici affrontati con ironia...

Per voi, nuove amiche di MeDea, ho scelto una canzone scritta da Marina Cernetig nel 1980. Vi faccio leggere il testo, sperando di non averlo rovinato troppo con la traduzione!

Hai chiuso una porta

Belle parole, vero? Pensate al valore dirompente che questo testo aveva nel 1980, quando poche donne avevano il coraggio di divorziare...

Se vorrete, vi farò conoscere altri testi, cercherò di tradurli in italiano, anche se, nella nostra lingua, non sono solo testi, ma vere poesie...

torna su
torna indietro

mise en page: 
pmusarra

torna a medea