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Per "Pasticcio infernale"

Nota critica introduttiva

di
Paola Musarra


L'insigne studioso di problemi danteschi Onofrio Cacciavillani sostiene (Bollettino dell'Accademia degli Sconsiderati, LXXV, pp. 828-912) di aver ritrovato il manoscritto originale di una composizione giovanile dell'Alighieri nella quale si adombra un rapporto erotico del Poeta con il suo maestro Brunetto Latini.

Su Brunetto latini è ancora in corso una annosa querelle tra specialisti (si veda a questo proposito l'esauriente sito di Giovanni dall'Orto). Per lungo tempo ci fu solo la testimonianza di Dante (che relegò il Latini all'Inferno - XV canto - tra i sodomiti) e un'ambigua frase di Giovanni Villani, che così lo definiva: "Fu mondano uomo (...), cominciatore e maestro in digrossare i Fiorentini...".

Ci fu in seguito, tuttavia, il ritrovamento di una esplicita canzone d'amore ("S'eo son distretto inamoratamente") rivolta da Ser Brunetto a tal Bondié Dietaiuti.

Ma quale fu il suo rapporto con Dante? Corre voce che alcuni studiosi, emuli di coloro che hanno analizzato il DNA di Caravaggio e - recentemente - di Monna Lisa, si stiano organizzando per estrarre campioni incrociati di DNA dai resti di Dante (conservati a Ravenna) e da quelli di Brunetto Latini (conservati in Santa Maria Maggiore a Firenze),,, Seguiremo la vicenda con grande attenzione.

Nel frattempo siamo venuti in possesso di una copia del manoscritto ritrovato dal Cacciavillani. La composizione appartiene al periodo della violenta contesa di Dante con Forese Donati e dei pungenti scambi con altri poeti del suo tempo. Siamo rimasti colpiti dalla presenza di numerosi stilemi (addirittura di interi versi!) che Dante riutilizzò più tardi nel comporre il Divino Poema.

Sono aperte, evidentemente, tutte le ipotesi interpretative: il componimento è davvero opera di Dante o di un suo più tardo imitatore?

C'è addirittura chi sostiene (si veda Arnulfo Sottraccini in Annali di Riflessioni Metatemporali, XXXV, pp. 75-86) che si tratti di un "ignobile pastiche" (p.77), composto dal ben noto irriverente Autore della "Poetanza mista", tal Paoluccio da Santu Fili...

Non siamo in grado di dirimere la questione. A voi l'ardua sentenza!

Da "Poetanza mista":

Pasticcio infernale

di
Paolo Di Santo


immagine elaborata


Nel dritto mezzo del campo maligno
mi ritrovai per una selva oscura.
Lo mio maestro, ed io dopo le spalle,
soli eravamo e senza alcun sospetto.
Elli si mosse e poi, così andando,
poi ch'ebbe sospirato e 'l capo scosso,
guardommi un poco e poi, quasi sdegnoso,
mi disse: "Perché se' tu sì smarrito?"

Poi ch'ei posato un poco il corpo lasso
io cominciai: "Poeta che mi guidi,
tu se' lo mio maestro e 'l mio autore,
se' savio: intendi me' ch'io non ragiono."
Di subito drizzato gridò: "Come?!"
(però con ambo le braccia mi prese...)
"Parlami, e soddisfammi a' miei disiri:
Amor mi mosse, che mi fa parlare!"

Io ch'era d'ubidir disideroso
"Miserere di me!", gridai a lui,
"la tua loquela ti fa manifesto...
Non hai tu spirto di pietade alcuno?
Ben dovrebb'esser la tua man più pia!"
E poi che la sua mano a la mia pose,
mi mise dentro alle segrete cose...

Ahi quanto a dir qual era è cosa dura!
Quanti dolci pensier, quanto disío,
e quanto più dolor che punge a guaio...
Mi prese del costui piacer sì forte
che la verace via abbandonai.
La bocca mi baciò tutto tremante
e caddi, come corpo morto cade.



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