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Da "Poetanza mista":

Nostalgico spezzatino

con
Paolo (Di Santo) e Paola (Musarra)


Paola - Ahiahiouhahiahiiii...!

Paolo - Beh? Che ti succede?

Paola - Lo spez-za-ti-no...

Paolo - E allora? Che problema c'è?

Paola - I pezzetti... così piccoli...

Paolo - Ma dài; il DNA è sempre lo stesso... E poi sono addirittura estratti dalla stessa raccolta di poesie!

Paola - Sì, ma... insomma, il tuo sadismo non ha limiti!

Paolo - Quale sadismo, scusa? Non mi avevi forse detto che questo poeta è "il più amato dagli italiani (e dalle italiane)", che era il più facilmente riconoscibile...

Paola - D'accordo, ma ricombinati così, i suoi versi... io provo un certo disagio, ecco.

Paolo - Come sei sensibile! io invece penso che i lettori e le lettrici di MeDea si metteranno al lavoro senza troppi tentennamenti...



immagine elaborata


Io mi rammento del viver mio la primavera
allor che all'opre femminili intenta,
o tenerella,
tu solevi così menare il giorno,
quando, con tanto amore,
io solitario
porgea gli orecchi al suon della tua voce
ed alla man veloce.
Che pensieri soavi!

Dolcezza mia,
compagna d'ogni mio vago immaginar,
ove sei che più non odo la tua voce sonar?
Mio dolce amor,
pur tu solinga, dimmi, che fai?
Assai palpitasti!
Ancor non sei tu paga?
Che pensieri immensi
che dolci sogni...

Godi, fanciullo mio:
implacato desìo
- e quante volte! Io son distrutto... -
di piacer è gran guadagno!
Altro dirti non vo',
mia lacrimata speme.
Fugaci giorni,
chi rimembrar vi può senza sospiri?



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