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Pittura e poesia

Alba

di
Paolo Di Santo
Testo
e acquerelli di
Paola Rosati


Roma, ottobre 2013

Paolo Di Santo è stato un mio giovanissimo collega, insegnavamo nella stessa sezione in un Istituto tecnico, lui tecnica professionale amministrativa, io scienze, chimica e merceologia, geografia economica.

Paolo aveva studiato in un valido Liceo di provincia, dove aveva acquisito una solida cultura classica, con la quale avrebbe potuto insegnare lettere meglio di molti colleghi...

Facemmo amicizia durante gli estenuanti collegi dei docenti nei quali si discettava per ore e ore se fosse meglio lasciare entrare gli alunni in ritardo in classe durante tutta la prima ora di lezione e disturbarla mille volte, ovvero farli entrare tutti insieme alla seconda. Un vero problema dei nuovi piani didattici: ognuno sosteneva la propria tesi, con il profondo piacere di ascoltare il propagarsi della propria voce nel silenzio della sala. Ognuno diventava un piccolo parlamentare e ben presto i professori venivano suddivisi in progressisti e "conservatori".

Per non morire di noia, facevamo il gioco di creare dei "nonsense" con i cognomi degli alunni delle nostre classi. Ne uscivano creazioni divertenti, e li leggevamo agli alunni di quinta quando lasciavano l'istituto, mentre loro facevano le nostre imitazioni.

Paolo fu il primo che si affiancò a Paola Musarra per introdurre nelle classi l'uso del pc. A quei tempi si lavorava in DOS (e i figli di Windows non possono nemmeno immaginare quanto fosse complicato!).

...lavorare in DOS...

Andata in pensione persi le tracce di Paolo finché, sempre tramite Paola Musarra, sorse nuovamente sul mio orizzonte come..

... un Poeta.

Gli chiesi se potevo illustrare la sua prima poesia on-line su Medea, "Tramonto".

La seconda, "Alba", mi provo anche a commentarla.

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Alba è quasi un susseguirsi di quattro haiku, e su tutti risuona il silenzio della luce incerta dell'alba e la morbidezza che si può quasi toccar "con mano".

Silenzioso il volo della foglia che il vento, risalendo la valle, fa ondeggiare leggera come una piuma fino a che non raggiungerà tutte le altre che l'hanno preceduta al suolo, fra i tronchi degli alberi.

acquerello di Paola Rosati

Silenziosa la goccia di rugiada che si è condensata nel cuore nero della notte e sta incerta sul ramo del cespuglio dove brilla come un diamante alle prime luci, e, anche se cadrà il suo suono sarà silenzio.

acquerello di Paola Rosati

Silenzioso il coniglio affacciato all'uscita della sua tana, muove le orecchie e scruta il silenzio tutto intorno, indeciso se uscire ad affrontare i pericoli del nuovo giorno o attendere una luce più sicura.

acquerello di Paola Rosati

Ma il più silenzioso di tutti è il gufo, l'uccello notturno, pronto a ghermire la preda piombando su di essa con il suo volo senza suono, ed è lui il più morbido di tutti con il corpo rivestito di piume tenerissime e i giganteschi occhi gialli aperti nella notte, che attendono il sorgere dell'alba per chiudersi, nel morbido cavo dell'albero.

acquerello di Paola Rosati

Ed ecco ora il testo della poesia.

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Alba

Alba
di Paolo Di Santo

Sono la foglia danzante
sospinta dalla brezza della valle

sono la goccia tremula di rugiada
ad un ramo sospesa

sono il coniglio uscito dalla tana
a pulire la pelliccia

sono il gufo immobile
che fissa il sole bianco nella foschia dell'alba.

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