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Storie di pipistrelli 2

Dai gabbiani ai pipistrelli
di
Marco D'Amico



aprile 2012

Giovedì 15 marzo la “Storia di un orfano di pipistrello” (della quale vi ho già parlato su MeDea), è stata presentata al Museo Civico di Zoologia di Roma. Erano presenti: la Direttrice del Museo, Carla Marangoni, Bruno Cignini, del Dipartimento Ambiente del Comune di Roma, Francesca Manzía, responsabile del Centro Recupero Fauna Selvatica del Bioparco di Roma e, naturalmente, Alessandra Tomassini e Marco D'Amico, autori del documentario.
Su questo evento vi consiglio di leggere il resoconto di Tamara Mastroiaco sul sito "Il cambiamento".
Io invece ho chiesto a Marco D'Amico, da sempre amico dei gabbiani, di raccontarci il suo incontro con Alessandra Tomassini e con i pipistrelli. Buona lettura!

Paola Musarra

Marco D'Amico - foto P.Musarra
Marco D'Amico
foto: P.Musarra
Vola solo chi osa farlo!
Luis Sepùlveda.

Eccomi qui a scrivere di viaggi, passioni, incontri. A scrivere di gabbiani e pipistrelli. Quando tu, Paola, me lo hai chiesto mi son detto: “ora cosa scrivo?” E dire che scrivere è il mio mestiere! L’ho sempre fatto, l’ho sempre voluto, fin dai tempi del giornalino ciclostilato in terza elementare. Sono quindi arrivate le medie e le superiori all'Istituto tecnico "Pierre e Marie Curie" di Roma dove, grazie alla passione e alla preparazione di prof speciali come te, ho imparato una cosa fondamentale: la curiosità è lo spirito di tutto! Ed essere curiosi vuol dire saper affrontare la vita con passione e voglia di apprendere, sempre e comunque, da tutto e da tutti.

Di qui al viaggio, il passo è stato breve. Trasformare la passione per i viaggi in un lavoro è stata invece una fortuna, frutto però della determinazione del sottoscritto. Quella determinazione che mi ha portato ad “incrociare” la mia strada e la mia vita con quella di Licia Colò, da sempre sinonimo di viaggi, natura ed animali (sono anche Direttore responsabile del sito "Animali e animali"). Gli animali, è bene dirlo, sono da sempre un’altra mia grande passione. Una passione sfociata in un amore viscerale per il gabbiano, simbolo di libertà, fierezza, acume e testardaggine.

Ho iniziato ad amarli grazie a Richard Bach e al suo inarrivabile Jonathan Livingston, è ovvio. Un capolavoro, per me poesia pura!

Qualche anno più tardi è stata una frase a folgorarmi: “vola solo chi osa farlo!” La lessi nella quarta di copertina di Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepùlveda. Da quel giorno, anche se nei momenti cruciali tendo ingenuamente a dimenticarlo, ho voluto fosse questo il mio motto.

Dei gabbiani amo tutto: come si librano nell’aria, la fierezza dello sguardo, il loro grido. Starei ore ad ascoltarli!

Io giro molto per lavoro: osservo, assimilo, scrivo. Di aneddoti legati ai gabbiani potrei raccontarne tanti... Ma le emozioni più forti le ho provate e le provo ogni volta ad appena due passi da casa, al Centro Habitat Mediterraneo LIPU di Ostia: un’oasi sorta dieci anni fa nel luogo dove il 2 novembre 1975 venne ucciso Pier Paolo Pasolini. Là dove c’era una discarica, dal 2001 è stata creata ricreata una laguna mediterranea dove nuotano e nidificano oltre 250 specie di uccelli e tra questi c’è ovviamente lo splendido Larus michahellis, volgarmente detto Gabbiano Reale.

Periodicamente vengono organizzate delle liberazioni di gabbiani ed altri uccelli che sono stati precedentemente curati. Io ho avuto la fortuna e l’onore di partecipare più volte a questi eventi, ma ricordo ancora come fosse ieri la prima volta – una decina di anni or sono - in cui ho avuto modo di far volare dalle mie mani un gabbiano reale.

Archivio D'Amico
anche Marco vola!

Un’emozione intensa, fortissima che ho racchiuso in un pensiero che mi fa piacere condividere con voi: “Senti che freme perché percepisce l’odore del mare. E’ tra le tue mani, gli batte forte il cuore. Poi lo lasci: un battito d’ali e il gabbiano vola via leggero, felice! Un gesto di un secondo che però ti rimane dentro una vita”.

E i pipistrelli, direte voi? Che c’entrano?

I pipistrelli, ovviamente, li conoscevo e, odiando le leggende metropolitane, ho anche sempre attaccato con veemenza chi sostiene, non conoscendoli, che sono ciechi, succhiano il sangue, portano le malattie, sono topi volanti, appartengono all’ordine degli uccelli e si attaccano ai capelli... anche se io dovrei essere l’ultima persona a poterlo dimostrare!

Marco D'Amico - foto P.Musarra
... si attaccano ai capelli...

Tutte balle, insomma! Poi un anno fa ho conosciuto Alessandra Tomassini, una delle maggiori esperte di recupero di pipistrelli in Italia. Di lei mi ha colpito la competenza, la determinazione e soprattutto la passione con la quale porta avanti questa sua “missione” nei confronti di un mammifero da sempre odiato e bistrattato, che però vive sulla terra da oltre 52 milioni di anni.

Ho imparato a conoscerla, mi ha trasmesso il suo entusiasmo, la sua tenacia e mi ha definitivamente conquistato quando ho visto il sorriso sulle sue labbra e nei suoi occhi, quando tiene in mano un piccolo di pipistrello, lo allatta, lo cresce, gli insegna a volare, gli dona la libertà, ma prima gli fa capire che là fuori il mondo è difficile e se non si è forti si soccombe, si muore! E lei si adopera per far sì che questo non accada. E’ questo ciò che fa Alessandra, ormai da anni. I pipistrelli sono una parte importante della sua vita.

Alessandra Tomassini - foto P.Musarra
Alessandra al Museo Civico di Zoologia
foto: P.Musarra

Alessandra, come tutte le ragazze della sua età, di sogni ne ha tanti e molti di questi riguardano i pipistrelli. Questa passione, questi sogni, pian piano ha saputo trasmettermeli e io non smetterò mai di ringraziarla per questo. Oggi, insieme, stiamo provando a realizzare parte di questi sogni, per aiutare i nostri amici pipistrelli a vivere meglio, ad essere finalmente amati sconfiggendo l’ignoranza e le maldicenze nei loro confronti.

Per questo abbiamo realizzato il documentario di 25 minuti “Storia di un orfano di pipistrello” (tu, Paola, ne hai parlato a gennaio su MeDea), per il quale ho coinvolto anche il mio regista, il burbero Paolo Laici, forse per una volta felice di non aver sempre a che fare con i gabbiani...

Il documentario, come dicevo, è il primo progetto sui pipistrelli che ho concretizzato assieme ad Alessandra. Di sogni da realizzare ne abbiamo ancora tanti, perché siamo due belle “teste” e ci accomuna la passione per i pipistrelli e, chissà magari un giorno, anche per i gabbiani... Anche perché, a 44 anni mi piace ancora pensare che se si incontrano le persone giuste - e io l’ho incontrata - a volte i sogni si realizzano!

Siti:
il sito dell'orfanello volante: www.pipistrellus.it
il sito sull'anno del pipistrello: www.yearofthebat.org
il sito del centro LIPU di Ostia: www.lipuostia.it

Se invece volete parlare di gabbiani con Marco D'Amico... per continuare



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