torna a medea



L'8 marzo di Rosalia
"... Si riparte da zero ..."


di
Giuseppe Cossuto




Giuseppe Cossuto, traduttore e scrittore, ha già scritto per MeDea Le mie Albanie e Declinazioni mediterranee sull'8 marzo.
Oggi ci propone la giornata di Rosalia... con una domanda finale alle quale siete invitate/i a rispondere.
P.M.


Rosalia si svegliò rotta d'anima peggio del solito. Guardò il sole bianco che accecava: bello. Guardò il mare verdognolo che le suggeriva la fuga: romantico. Solo che quel sole oramai le feriva la pelle, e quel mare non superava mai la soglia del bagnasciuga per portarsela via.

Quindici anni fa avrebbe voluto cambiare il mondo, ora faceva fatica a non farsi cambiare da lui. Non sapeva bene se andasse a dormire alle cinque del mattino o se si svegliasse a quell'ora, tanto l'insonnia e le preoccupazioni l'angosciavano.

... l'insonnia ...
... l'insonnia ...

Vedeva la gente ballare in Puglia e lei era al centro del vortice della Taranta. Quando arrivavano le torme di turisti ballerini, si rifugiava nel ricordo della nonna, e dei pensieri non troppo politically correct che la vecchia le aveva trasfuso.

E così si ritrovava a sentirsi distante. La tarantola non la mozzicava o, almeno, era talmente assuefatta al morso, da non cadere più in trance.

Anni e anni passati in battaglie sociali, nell'organizzare, nel discutere e nell'esaminare il ruolo della donna nella società meridionale, l'avevano completamente svuotata.

Quando il mare e il sole si fanno muro solido, basta poco che diventino prigione. Una prigione invisibile agli altri, che la guardano dall'esterno. E così Rosalia andava avanti, oramai da anni, giorno dopo giorno, anno dopo anno, 8 marzo dopo 8 marzo, sempre con il sole in faccia ed il mare attorno.

Se i pesci nel mare vengono pescati e gli uccelli nel cielo vengono cacciati, le donne come Rosalia vengono isolate. Sono troppo intelligenti, troppo tolleranti, troppo combattive e troppo concilianti. Sono "troppo" per un mondo dove la normalità è inscrivibile nella norma dell'ipocrisia.

Il "troppo" di Rosalia si rivelava al mondo nel suo programma per una radio locale. Una radio con uno stile consolidato. Certo, fosse stata una barricadera, di quelle che "niente va bene e maschio padrone" avrebbe magari avuto più possibilità di fare politica nei partiti, essere eletta, avere un salario fisso. Ma lei no, ostinata, continuava a raccontare di donne speciali: la badante rumena, Emma Goldman, l'operaia morta di tumore, e così via. Una volta raccontò pure la storia di Ruby, attirandosi l'odio di non poche donne della nomenklatura. Non che parteggiasse per la tipa, ma voleva almeno che se ne discutesse fuori dagli stereotipi.

Quell'8 marzo però era in crisi. Non sapeva proprio cosa cavolo raccontare che non fosse ridondante, ammorbante, consueto. Ogni cosa le sembrava stanca, avvilita. Il suo corpo di donna aveva interiorizzato tutto il malessere generato da ipocrite situazioni di vita, da una guerra di trincea che durava oramai da decenni.
Non si poteva avanzare di più, si dovevano mantenere le posizioni acquisite e conquistate da altre ad ogni costo. Rosalia ci pensava e ci ripensava mentre il sole ed il mare la rendevano simile a quello che era quel mattino: una ragazza sui quarant'anni in canottiera con la testa appoggiata sul tavolo mentre la caffettiera da 5 reclamava il suo intervento.

Si fece forza, accese il computer, controllò la posta. I soliti proclami, i soliti auguri con mimose. Manco più la voglia di leggerli o aprire le lettere seguenti.

...la tazza grande...
... la tazza grande ...
Prese il caffè in una tazza grande. Le veniva da piangere dallo sconforto. Quasi quasi marcava visita alla radio. Del resto erano decenni che stava in trincea, in prima linea. E non era mai cambiato niente. Niente di niente. Anzi la sua vita sembrava andasse sempre più lentamente, inesorabilmente a confondersi con sole e mare, come fosse un tutt'uno con i manifesti dell'ente turismo.

Apre facebook, controlla i messaggi. In uno trova una canzone. Link a Youtube...

Le piace. Mangia un dolce. Decide di farsi bella. Manda un sms con un "Grazie" a chi le aveva inviato la canzone. Salta sulla bicicletta e fa una lunghissima corsa sul bagnasciuga. Arriva in radio felice e trafelata. I colleghi la guardano come se fosse una pazza. Una collega con kefia verderame le chiede: "Che ti è successo?"

Rosalia la guarda, le fa un sorriso e le risponde: "Porto notizie dal fronte: oggi si parla di staffette, oggi si ricomincia da capo".
Pino Cossuto

E adesso rispondete a questa domanda: "Qual'è secondo voi la canzone che ha ridato la carica a Rosalia?".
Attenzione: non è necessario "indovinare", dovete proporre una "vostra" canzone, una "vostra" musica...
Inviate le vostre risposte a MeDea, complete di link a Youtube, possibilmente.
Coraggio, stanno arrivando le prime risposte!

P.M.


torna all'inizio di questa pagina

mise en page: 
pmusarra

torna a medea