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P e r   L e l e


di
bruno flores


A chi non conoscesse Lele propongo questa breve presentazione ( da me parafrasata )
che egli fa di se' stesso nelle pagine di Linguistica Applicata, sua materia di insegnamento,
nel sito della Facolta' di Lingue e Letterature Straniere dell'universita' di Bologna.


Lele ( nell' ufficialita' Raffaele Cocchi ) nasce a San Giovanni in Persiceto (Bologna) il 15/7/1942, dopo aver faticosamente conseguito il Diploma di Maturità Scientifica con interruzioni varie, per insofferenza nei confronti di un sistema scolastico che non condivideva, ed aver trascorso un anno negli USA, dove ottenne lo High School Equivalency Diploma a New York con l'intenzione di frequentare la Cooper Union School of Architecture, nell'anno accademico 1966-67 si iscrive alla Facoltà di Magistero dell'Alma Mater Studiorum Università degli Studi
di Bologna, e al contempo lavora in fabbrica ( lo Zuccherificio ) e in Svizzera come cameriere, dedicandosi anche al restauro dei mobili antichi. Si laurea nell'anno accademico 1970-1
in Lingue e Letterature Straniere Moderne (indirizzo letterario, con una tesi di laurea in letteratura americana).

foto archivio Cocchi:Lele e le ragazze dello zuccherificio
("quel paradiso perduto che e' stato lo Zuccherificio")

Subito dopo la laurea vince un borsa di studio presso l'Istituto di Lingue della Facoltà di Magistero, diventando in seguito contrattista e infine ricercatore confermato (L18B) presso il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere Moderne, ruolo che mai tradira', con affidamento di Linguistica applicata dal 1993.

Diventa socio fondatore dell'AISNA (Associazione Italiana di Studi Nord-Americani), dell'AISA (Associazione Italiana di Studi Australiani), dell'AISC (Associazione Italiana di Studi Canadesi) e dal 1983, dopo un anno alla Brown University (Provdence, R.I.) dove studia linguistica computazionale con Henry Kucera, fonetica fisiologica e acustica con Philip Lieberman, filosofia con Roderick Chisholm, semiotica con R. Scholes e Michael Silverman, ipertestualità con George Landow, storia americana ed etnicità con Richard A. Meckel, in parte si discosta dall'area prettamente letteraria, avvicinandosi a quello della linguistica applicata supportata dalle nuove tecnologie, subito dopo un semestre come esperto di lingua italiana all'Università di Mogadiscio (Somalia), nell'ultima parte 1984.

foto archivio Cocchi: Lele e i suoi studenti a Mogadiscio

Dal 1985, assieme a Vanio Preti, inizia una lunga collaborazione con la Commodore Business Machine producendo vari programmi di analisi linguistico-statistiche con particolare interesse all'applicazione fonetica, utilizzando e riadattando la sintesi vocale dell'OS dell'Amiga.
Partendo da queste ricerche, nel 1991-92 il Cocchi diviene responsabile del gruppo bolognese di un progetto strategico europeo del CNR guidato da Sergio Zoppi (Univ. di Torino), che si arricchisce della collaborazione di Francesco Boschini e Marcello Soffritti.

foto archivio Cocchi: da sinistra Boschini, Cocchi, Preti

Allo stesso tempo diventa responsabile dell'informatica del Dipartimento di L.L.S.M. e, assieme al gruppo suddetto, fonda ed organizza il centro informatico, l'Intranet e il sito del dipartimento, e tutti i laboratori che attualmente sono gestiti dalla facoltà, ma per questi impegni e' costretto ad interrompere le ricerche sull'analisi linguistica e la produzione di software. Nel 1998, rimanendo solo, perché Vanio Preti (ora responsabile tecnico del CLIFO) e gli altri tecnici a contratto non furono confermati, mentre lo stesso Soffritti era diventato Preside della SSLiMIT (Polo di Forlì), il Cocchi si dimette da responsabile dell'informatica dopo un decennio, e da allora in poi si dedica senza alcun supporto tecnico istituzionale alla costruzione di siti Internet sia linguistici sia letterario-culturali orientati all'e-learning, che si diramano dalla sua home page http://raffaele.cocchi.name.

Oltre al suo impegno accademico, e' membro dell'Associazione Italiana di Linguistica Applicata (AiTLA), del Comitato scientifico di Altreitalie, rivista internazionale di studi sulle popolazioni di origine italiana nel mondo, della Fondazione Giovanni Agnelli, del direttivo del Centro Interfacoltà per le Tecnologie Didattico-Educative Teleaudiovisive "G. Marconi" (CITAM).

  



San Giovanni in Persiceto:Piazzetta degli Inganni, affrescata dallo scenografo cinematografico Gino Pellegrini
( Persiceto: piazzetta degli Inganni)
                      

Lele ed io siamo amici dai tempi di Mogadiscio. Ivi e altrove e qui in italia abbiamo condiviso lotte, idee, grandi mangiate, bevute e zingarate. Non riesco a parlare di lui al passato, anche se fisicamente non c'e' piu' dal 24 marzo di questo anno, virtualmente e' vivo e posso raggiungerlo navigando nei suoi siti sparsi per il Web.
Chissa' se noi amici riusciremo ad aiutarlo a realizzare il suo progetto finale di compattarli insieme in un unico mega-sito!


Il 29 novembre sono andato a trovare a Persiceto sua mamma e c'era pure la Linda sua zia che vive in Texas, e mi hanno dato un fascicoletto prezioso, "Le donne che hanno fatto la Merica", che Lele scrisse anni fa e di cui io mi ero completamente dimenticato.
il giorno dopo il 30 ero a Bologna per lo Sciopero Generale. Sono andato con la Roberta (collega mia e di Lele a Mogadiscio) alla manifestazione in piazza Maggiore a scattare fotografie. Quelle venute meglio ve le propongo su Medea
in
questa piccola raccolta che ho composto in omaggio a Bologna e alla sua meravigliosa gente, ma sopratutto e' un presente che faccio a Lele che a questa manifestazione senz'altro avrebbe partecipato.


foto di b. flores: cena all'osteria dei poeti

Di sera poi ci siamo ritrovati a cena con gli amici all'osteria dei Poeti.
L'imbarazzo di non riuscire a controllare la commozione e' durato alcuni momenti,
l'eco della risata di lele fragorosa e dirompente ci ha coinvolto tutti.

foto archivio Cocchi: Lele al Gargano


Il giorno dopo Silvia scrive a tutti noi

"Sto ancora pensando alla serata di ieri. Ho qui sulla scrivania i libri di Lele,
nelle orecchie, come al solito, la sua risata - penso che quest'anno,
per la prima volta in 25 anni, o forse più, non mi chiamerà per gli auguri di Natale,
e mi è venuta di getto
questa poesia.
Può sembrare una roba da professori, piena di riferimenti letterari.
Però io i poeti beat li ho davvero conosciuti attraverso di lui,
e spero che adesso lui dov'è li abbia ritrovati."


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