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Vele, acqua, vento - Ricordando Emi

di
Luigi Candela

montaggio: Paola Musarra


Brenzone, giugno 2011

Cara Paola, ti avevo promesso - ricordi? - che ti avrei parlato delle derive...
Poi Emi ci ha lasciato.
Sono rimasto a lungo davanti alla
Homepage di MeDea senza riuscire a scrivere. Adesso devo rompere il mio silenzio doloroso.

Con Emi

Ho conosciuto Emi nel 1982. Io avevo un problema dal quale lei mi aveva tirato fuori, con la sua capacità d'inquadrare le situazioni a colpo d'occhio.

Ci contagiammo subito reciprocamente con le passioni comuni di quel momento. Io ecologia, vela, fotografia, studi di scienze politiche – lei fotografia, femminismo, studi di scienze politiche. Io ancora al terzo anno di scienze politiche, lei al secondo anno della stessa facoltà, dopo una laurea alla Bocconi di Milano.

Il suo percorso di vita ha abbracciato tante discipline sempre legate da un filo che ne diventava la chiave di lettura: la vela sin dall'inizio era il fondale del teatro dove tutte queste discipline si muovevano come attori.

l' FJ di Luigi ed Emi in navigazione

Con lei ho condiviso tutto in un modo mai superficiale ma sempre intelligente e approfondito. In ogni contesto, anche quando la diversità di opinione e cultura erano profonde, lei sapeva sempre stabilire relazioni autentiche: e sempre autentica era lei, nel suo sforzo di avvicinarsi agli altri senza mai rinunciare alle proprie opinioni.

Chi si è occupato di fotografia, cinema, femminismo, impegno politico, arte contemporanea, ecologia e sport ha ricevuto un segno indelebile da Emi: soprattutto il movimento delle donne e lo sport velico hanno ricevuto maggiormente i suoi contributi.

L'avventura iniziata nel 1989 con la costituzione della Compagnia delle Derive Fitzcarraldo ha man mano cominciato a condensare tutta la sua esperienza.

Nella vela aveva trovato qualcosa di autentico che amava sintetizzare con una citazione dal libro di Erik Tabarly Memorie dal largo:
“il mestiere di marinaio è un mestiere d'umiltà che richiede un lungo tirocinio. Il mare punisce gli spacconi. Navigare è un'attività che non è fatta per gli impostori. In molte professioni si può illudere e bluffare rimanendo impuniti. In barca o si è capaci o no. Disgrazia agli imbroglioni. L'oceano è senza pietà.”

Il rapporto tra due caratteri molto indipendenti come i nostri non è stato sempre lineare e semplice. Sì, non è stato semplice, ma la prima regata fatta insieme alla fine del 1982 ci fece capire una cosa importante: avevamo scoperto una nuova dimensione comune dove mettere in comunicazione le nostre anime.

E' difficile spiegarlo.
“La terra (la natura) ci fornisce, sul nostro conto, più insegnamenti di tutti i libri. Perché ci oppone resistenza. Misurandosi con l'ostacolo l'uomo scopre se stesso. Ma per riuscirci gli occorre uno strumento. Gli occorre una pialla, o un aratro. Il contadino, nell'arare, strappa a poco a poco alcuni segreti alla natura, e la verità ch'egli estrae è universale. Non diversamente l'aeroplano (o una barca a vela) strumento di navigazione, coinvolge l'uomo in tutti gli antichi problemi.” (da Terra degli uomini di Antoine de Saint-Exupéry).

L'esperienza organizzativa di sei Fitzcarraldo Cup e il suo successo hanno avuto l'effetto di mettere in risalto tutte le capacità di Emi, tutte collegate,da quella estetica a quella politica, con il rifiuto, ad esempio, di promuovere barche prodotte dalle multinazionali.

La Compagnia delle Derive, il nostro circolo velico, si trasformò gradualmente nel luogo dove si poteva - o si sarebbe potuta - condensare tutta l'esperienza di vita fatta insieme: lo sguardo all'arte, ai diritti delle donne, allo sport, alla natura.

Mi fermo qui per ora. Voglio lasciare i ricordi liberi di riaffiorare...

Luigi Candela

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