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Vele, acqua, vento - Terza parte

di
Luigi Candela

montaggio: Paola Musarra


Prima di cominciare vi consigliamo di rileggere la Prima e la Seconda parte di questa "conversazione marina".

Il cambiamento sociale degli anni '70

"In alcune nazioni del mondo occidentale lo sport velico si sviluppa all'incirca due secoli prima che in Italia. Ti meravigli, Paola?

"I fattori che incoraggiarono tale sviluppo furono religiosi ed economici. Si tratta di due fattori, secondo la tesi del sociologo Weber, strettamente correlati... sì, hai indovinato: sto parlando della riforma protestante e dello sviluppo industriale.

"Dove si sviluppò una classe media agiata nacque anche la necessità di "curare" i mali che essa stessa creava....

stabilimento balneare

"L'Italia? Beh, l'Italia fino al secondo dopoguerra fu un paese che basò la sua economia prevalentemente sull'agrcoltura. La cosiddetta "classe agiata" era veramente una élite concentrata in poche città.

"Dal libro I 70 anni della Federazione Italiana Vela di Franco Belloni (dal quale sono tratte queste illustrazioni) emerge chiaramente come le prime rare società sportive della vela della seconda metà dell'800 fossero frutto dell'attività delle élite industriali e commerciali.

I 70 anni della Federazione Italiana Vela, di Franco Belloni

"Il proletariato agrario e urbano, gà stanco per un sistema di lavoro che gli risucchiava tutte le energie, non aveva certo bisogno di "curare lo spleen", ma sognava l'ozio.

"Va detto che una situazione simile a quella italiana si ripeteva in tutto il bacino del Mediterraneo occidentale.

"Negli anni '70 le migliori condizioni economiche italiane e una notevole mobilità sociale creano le premesse per il boom della vela. Questo fenomeno però, ancora oggi "acerbo", registra sia il consolidamento delle vecchie classi agiate arroccate nei propri club esclusivi, sia la nascita di nuove società formate dai nuovi ricchi o anche, sempre più spesso, dalla piccola borghesia e dal proletariato.

Regio Yacht Club

"Questa è un'immagine dei frequentatori del Regio Yacht Club... a proposito di club esclusivi!

"E' importante tener presente alcuni tratti storici per capire il particolare fenomeno italiano. Un paese circondato dall'acqua con un clima mediterraneo vede oggi in attività "sportiva" una flotta di imbarcazioni a motore (soprattutto) e a vela di grosse dimensioni... Sì, le nuove classi agiate ricercano soprattutto l'edonismo. La memoria storica delle nuove classi vuole dimenticare il passato - ancora troppo recente - di povertà, e quindi ha bisogno di ostentare il recente benessere raggiunto.

"Insomma: nei paesi dell'area "weberiana", che si affacciano tra la Manica, il mare del Nord, il Baltico e parte dell'Atlantico, si veleggia tutto l'anno perché è formativo, o meglio, perché è un'attività che fa parte del percorso formativo di una persona.

"Invece nel bacino del Mediterraneo si cerca la massima comodità e il massimo comfort. Solo negli ultimi anni si stanno sviluppando attività organizzate invernali, a conferma di una classe di velisti che inizia a puntare alla propria formazione e... alla cura del proprio spleen!

Società Alfredo Cappellini

"La prossima volta ti parlerò delle "derive"...

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redazione e mise en page: 
pmusarra

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