|
A Carmen Covito (alcuni titoli dei suoi libri: "La bruttina stagionata", "Del perchè i porcospini attraversano la strada", "Scheletri senza armadio", "Benvenuti in questo ambiente") è stato invece affidato il compito di parlare della sua esperienza di scrittrice che utilizza il mezzo informatico.
Covito è stata infatti una pioniera nell'utilizzare il web; il suo sito risale al '97 ed è stata una vera novità nell'ambito letterario, tuttavia i mezzi tradizionali di informazione non ne hanno segnalato tempestivamente l'esistenza, come invece viene fatto ora con il sito messo in rete da Baricco. Tuttavia, nonostante ora molti autori si siano aggiornati e abbiano messo in rete un proprio sito, il suo rimane una novità in quanto non è concepito come una vetrinetta delle opere pubblicate, dove il visitatore al massimo può trovare un guestbook dove lasciare il suo apprezzamento e da cui molto probabilmente non otterrà alcuna risposta: la pagina web di Carmen invece è il più possibile interattiva. Per lei la cosa interessate di questa nuova tecnologia è proprio la possibilità di entrare in contatto con persone che prima non conosceva e che altrimenti non avrebbe potuto conoscere. Racconta Carmen: "Si dice che quando cerchi qualcosa sul Web, finisci sempre per trovare qualcosa d'altro. Sarà vero, o non sarà anche questo un luogo comune da sfatare? Io non so se quando ho trovato Luisa Carrada stavo cercando proprio lei, ma trovandola ho trovato qualcosa che senza dubbio le appartiene, e appartiene anche a me: il piacere di una scrittura che pur costando fatica non ne produce. Nel suo sito "Il mestiere di scrivere", Luisa spiega che "Tutto è nato con un messaggio nella mia casella di posta. Di messaggio in messaggio, è nata una conversazione telematica sulla scrittura, in cui la scrittrice di narrativa e la redattrice di impresa hanno scoperto di avere parecchio in comune". Io aggiungo che il mio primo messaggio era di complimenti e che la proposta iniziale di uno scambio di link si è trasformata subito in uno scambio di curiosità e poi in un'intervista a doppio specchio." L'intervista è consultabile presso il sito di Carmen Covito, con il titolo "Sotto il segno della leggerezza". Il compito di concludere è toccato a me. Invitata al dibattito in qualità di responsabile dell'Ufficio Stampa della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia , ho preferito presentarmi più semplicemente come user, portando la mia esperienza di utente della rete. Ho tenuto a sottolineare come il mondo delle biblioteche, con l'avvento delle nuove tecnologie, si sia molto trasformato, aprendo orizzonti prima sconosciuti e inimmaginabili. Attraverso SBN, il Servizio Bibliotecario Nazionale, che collega in rete moltissime biblioteche del territorio nazionale è infatti ormai possibile consultare on-line (con l'aiuto di un OPAC, On-line Public Access Catalog) i loro cataloghi, e richiedere in prestito i volumi. Questa rivoluzione "copernicana" ha determinato enormi mutamenti non solo nel modo d'intendere tali istituti, che stanno diventando sempre più luoghi di comunicazione e informazione, oltre che di studio, ma anche e soprattutto nella professionalità di chi ci lavora, che ha dovuto adeguarsi, non sempre in modo indolore, alle nuove esigenze. L'universo bibliotecario è, com'è noto, per la stragrande maggioranza femminile: cogliendo quindi questa opportunità molte donne, come me, si sono avvicinate ad Internet ed hanno imparato a "navigare" prima per necessità poi anche per curiosità ed interessi personali. Dalla catalogazione partecipata a video, quindi, nelle biblioteche si è ben presto passate alla conoscenza della posta elettronica, alla partecipazione di liste di discussione professionali, alla navigazione in Internet, ecc. Lavorando nell'ambito dell'organizzazione e della promozione delle attività culturali della Biblioteca (mostre, convegni, pubblicazioni, ecc.), il mio intervento è stato molto facilitato e amplificato dalla grande rete, che l'ha reso più efficace e più efficiente: pur non essendo un'informatica, utilizzo il computer come uno strumento utile e ormai irrinunciabile di scambio di informazioni. A conclusione del mio intervento, e in assenza di Macri Puricelli, che era stata invitata al dibattito ma non ha potuto parteciparvi per altri impegni, ho voluto ricordare i risultati di un questionario che era stato redatto, diffuso ed elaborato qualche tempo fa dalla stessa Puricelli e da Ermenegilda Uccelli (presenza silenziosa in sala) sulla rivista Info@perla confrontandoli con quelli apparsi in un articolo di Gabriella Alù (assente per motivi geografici!) comparso su MeDea nell'aprile 1999, dai quali emerge che nel giro di soli due anni, la percentuale di donne collegate in rete in Italia è aumentata dal 12% al 39 %, mentre in USA donne e uomini "naviganti" hanno finalmente raggiunto la parità. (luglio 1999)
Medea |