Diavolini d'argento

di
Rosanna Angelelli
...diavolini...


Roma, aprile 2017

Paola Musarra, parlando di sua madre e della memoria del pesciolino rosso (permanente?), ci ha stimolato a tirar fuori i nostri ricordi.

Da bambina la "parola "permanente" mi colpiva molto, quando mia madre la richiedeva alla sua parrucchiera.

In realtà, la permanente arricciava i capelli, e quindi non faceva "permanere" lo stato dei suoi capelli "normali", che erano piuttosto lisci, e questa per me era una oscura incongruenza. Poi mi creava un altro imbarazzo: dopo un paio di mesi la permanente non permaneva più...

Lo so, è un ricordo stupidino, però forse lo sconcerto dell'impermanenza e della memoria combinate insieme evidentemente mi ha stuzzicato.

Mia mamma mi colpiva anche perché chiedeva alla parrucchiera: "Fammi bene la permanente, come quella di quattro mesi fa, questa non è durata niente...". E l'altra (che secondo me non si ricordava di nulla) rispondeva sorniona: "Ma sa, signora Iside, può darsi il tempo (leggi: l'umidità, la neve), la salute (le mestruazioni erano un periodo "no" per i capelli)...".

Mia madre rispondeva (a sua volta immemore): "Eh, sì, forse" e scuoteva diplomaticamente la testa piena di diavolini di carta argentata.

Forse anche la rosa di stoffa in mano alla mamma di Paola era un tentativo di rendere permanente la vita caduca di un fiore.

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