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Per una nuova immagine 
delle donne albanesi

Un progetto
di
Anna Rosa Iraldo e Paola Musarra
Settima parte




Sommario

Zamira: "Ho scelto di restare"

di
Anna Rosa Iraldo


Prima parte: il percorso professionale

Ho conosciuto Zamira nel corso del mio primo soggiorno a Tirana, ma ho raccolto la sua testimonianza solo molto più tardi, incuriosita da questa figura di donna determinata e fragile allo stesso tempo, che nel corso di conversazioni con amiche comuni mi aveva accennato al suo percorso di giornalista, risalendo ai tempi in cui era praticamente impossibile per una ragazza - come per chiunque - scegliere la facoltà universitaria.

Come nel caso di Lirì, nel presentarvi il racconto di Zamira mi spiace che manchi alla pagina scritta la suggestione e il calore della voce, che per Zamira è uno strumento di lavoro ed è (ed è stata) una componente della sua notorietà. Lei stessa dice di sé:
"Io sono stata la sola giornalista donna in voce in questi anni [del regime], una donna che faceva un lavoro un po' importante, e così mi conoscevano tutti. Una volta, quando sono stata a Valona per la prima volta, andavo per le strade e mi dicevano: 'Tu sei Zamira Koleci, con questa voce, e poi... così piccola!' [ride] Pensavano a una donna... non so.... quasi un uomo!"

Ma, andando con ordine, vediamo la sua storia professionale e, soprattutto, la sua storia di crescita nella consapevolezza del suo ruolo:
"Da più di venticinque anni faccio giornalismo. Ho studiato all'Università di Tirana, e non era facile prendere questa strada. Quando ho finito la media superiore, ho fatto la richiesta di studiare giornalismo, ma mi hanno detto: 'Tu devi andare a studiare lingua albanese a Scutari'".

Ricordiamo che durante il regime i posti all'università venivano assegnati in relazione con la disponibilità dei posti di lavoro. Ma ascoltiamo Zamira:
"Ti mandavano dove avevano bisogno. Io non ho accettato perché avevo chiesto di studiare in altre facoltà. Prima di tutto volevo fare giornalismo, poi medicina... perché c'erano tre opzioni a cui avevi diritto. E così ho fatto un anno di riposo, non ho studiato per un anno."

Poi, approfittando di una riforma varata proprio quell'anno sulla durata della scuola superiore, Zamira ha partecipato ad un concorso:
"Ho fatto un piccolo concorso, semplice, non era granché, e ho vinto per la facoltà di giornalismo. Ho studiato tre anni a Tirana. Ho avuto un po' di fortuna.."

Zamira al lavoro

Quale è stato il percorso professionale di Zamira?
"Dopo che ho finito l'università, sono andata a Radio Tirana direttamente, ho fatto anche un anno di stage, poi mi hanno nominato giornalista.
In Radio Tirana ho lavorato ventiquattro anni durante il regime; poi, anche quando ci sono stati tutti questi cambiamenti, io ho sempre lavorato...
Ho lavorato con l'ex-dittatore Hoxha, e poi con i dirigenti dopo l'arrivo del pluralismo in Albania.
Durante tutto questo periodo, io penso che la cosa più importante che ho imparato è 'dare la notizia'.
Nel vecchio regime non è che potevi scrivere le cose come ti pareva, ma era un'abitudine, e io pensavo che facevo il mio lavoro, così, senza pensare troppo a 'come ho fatto...'.
Non avevi lo spazio di pensare queste cose. E poi... mano a mano, quando ci sono stati questi cambiamenti, ci siamo resi conto che quasi non abbiamo fatto niente...
[ride, un po' amara] Non abbiamo trasmesso le notizie alla gente."

E in che modo vive ora Zamira questa sua consapevolezza? Come si pone nei confronti della sua professione?
"Abbiamo anche noi la nostra colpa, diciamo. Perché in una società in cui era tutto previsto, con direzioni precise, sai, non è che si poteva fare gran che... Io penso che solo una cosa abbiamo capito bene, e che adesso secondo me manca: non c'è responsabilità nel fare le cose.
Noi abbiamo avuto questa responsabilità: se tu sbagliavi, ti mandavano via, sai, non avevi altra scelta: 'Hai sbagliato, devi andare in fabbrica a fare un lavoro da operaio.' Dovevi sempre stare attento a non sbagliare. E' stata una educazione alla responsabilità."

Ma responsabilità nei confronti di chi? Zamira continua le sue riflessioni quasi pensando a voce alta:
"E' stata una educazione alla responsabilità... per me stessa, sai. Per gli ascoltatori, non è che abbiamo fatto qualcosa, perché c'era il sistema... E' una cosa che voi non vi potete immaginare... Adesso, quando riascolto le mie cronache, i miei servizi che sono in archivio in Radio Tirana, mi viene da ridere, sai, perché... perché è una cosa non vera, quello che abbiamo trasmesso.
Adesso ho una responsabilità nei confronti degli ascoltatori. Adesso si sente che c'è un altro che ti ascolta. Prima invece pensavo sempre che mi ascoltavano LORO. Degli altri non me ne fregava niente. Ero costretta a pensare così.
Anche per gli scrittori, sai: dovevi scrivere che... 'Questo libro è stato scritto per l'onore della nostra patria, del nostro partito, ecc.'
Noi, per esempio, dovevamo cominciare le notizie con 'Sotto la guida del partito, in questa fabbrica hanno avuto questi successi...'
Non potevi mai criticare. Un'altra vita. Adesso, paragonando, vivendo anche questa situazione di libertà, sei in grado di capire bene le cose e di capire bene la responsabilità di fronte a quelli che ti ascoltano."

Adesso Zamira lavora a Top Albania Radio, una radio privata che trasmette soprattutto musica e notizie flash. E' nel suo ufficio nella sede della radio che l'ho fotografata e ho raccolto la sua testimonianza.

la Piramide di Tirana

La sede della radio si trova all'ultimo piano della Piramide, edificio simbolo di Tirana, ora adibito a centro congressi, manifestazioni culturali, ecc... (La prima immagine che ho negli occhi di questo edificio è quella dei bambini profughi kossovari che giocavano sui suoi lati marmorei levigatissimi utilizzandoli come scivoli, inconsapevoli della dissacrazione che stavano compiendo!).
Secondo pareri che ho raccolto, Top Albania Radio è considerata responsabile dell'americanizzazione della cultura dei giovani albanesi, per il tipo di musica che trasmette. Ma della musica e dei giovani riparleremo... Ascoltiamo ancora Zamira:
"Sono passata a Top Albania Radio nel 1998. Facevo un lavoro come direttrice a Radio Tirana. Era in atto un cambiamento politico, sono venuti al potere i socialisti. Io facevo parte dei democratici, loro mi hanno dato l'incarico della redazione delle notizie. Non ero più io che dirigevo la redazione, e così ho avuto questa possibilità: mi occupo della redazione delle notizie."

Zamira racconta le sue esperienze un po' sottotono, con un apparente distacco, con un po' di ironia, sdrammatizzando anche le sue scelte.
E se come giornalista ha fatto questo percorso, quanto ha inciso il suo essere donna sulle sue scelte, sulla sua carriera?.

Lo vedremo la prossima volta.

(continua: la quotidianità, la scelta di restare)




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foto: A.R. Iraldo
mise en page: 

pmusarra

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