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Per una nuova immagine
delle donne albanesi

Un progetto
di
Anna Rosa Iraldo e Paola Musarra
Sesta parte




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Sommario

Kozeta e le donne emergenti
testi e foto di
Anna Rosa Iraldo


Kozeta Zavalani


Koseta Zavalani è una giornalista della radio televisione di stato. Attualmente è anche direttrice responsabile del mensile dell'associazione delle donne professioniste; l'associazione ha circa cinquecento iscritte e offre corsi di training in amministrazione e gestione aziendale.

Nel marzo 2000 Kozeta ha pubblicato un libro che raccoglie quaranta interviste-biografie di donne di successo in Albania e ne sta preparando un altro. Kozeta usa il cognome di suo marito per il suo lavoro e le sue pubblicazioni. Perché?

"Perché quando mi sono sposata mi hanno chiesto di scegliere e io ho scelto di usare il suo cognome."

L'ho incontrata al Centro Minerva (la sede del Forum delle donne albanesi di cui è presidente Diana Çuli) dove abbiamo chiacchierato per un'ora.

Forse non si può dire che abbiamo chiacchierato, se per chiacchierare si intende il ricorso ad una lingua rispettando turni conversazionali ben ritmati e strutturati.

Direi che abbiamo efficacemente comunicato parlando italiano, con l'aiuto di qualche parola inglese, perché Kozeta capisce l'italiano, ma ha problemi a parlarlo. Per questo la nostra conversazione è stata essenziale, pur toccando temi importanti.

Quale è stato il percorso di Kozeta per diventare giornalista?

"Ho studiato economia, non perché mi piacesse, ma perché questa era stata la decisione del regime negli anni in cui le scelte universitarie erano dettate dalla programmazione di regime. A me sarebbe piaciuto fare giornalismo. Dopo la laurea nel 1981 ho seguito un corso di giornalismo fino all'85. Intanto, come laureata in economia, ho lavorato in un ufficio statale per 10 anni.
Nel frattempo scrivevo poesie e racconti che leggevo a Radio Tirana, dove facevo anche la speaker.
Quando mi sono sposata sono stata posta davanti ad una scelta. Mio marito appartiene ad una famiglia borghese; suo cugino si era ribellato al regime e lavorava come speaker alla BBC. Sotto il regime mio marito ha avuto vita dura. Era medico ed era stato mandato a lavorare in un paese vicino a Korche
[nel centro sud dell'Albania, non lontano dal confine macedone].
Quando mi sono fidanzata con lui, a Radio Tirana mi hanno detto "o il fidanzato o la radio"; ho scelto il fidanzato, ma ho continuato a scrivere poesie e racconti che venivano letti da altri con uno pseudonimo."

E che cosa è successo negli anni del cambiamento?

"Nel '92 ho ricominciato a lavorare a Radio Tirana, cinque anni in TV, adesso solo radio. Perché non tutto il cambiamento è stato fatto. Non apertamente, sento ancora il peso del passato. Adesso lavoro part time , solo per le news. Una mattina sì e una no faccio le news e le leggo. La sera invece lavoro tutti i giorni per mezz'ora."

E la famiglia? Come la concilia con gli impegni di lavoro?

"Ho due figli, di dieci e tredici anni. Mio marito è il traduttore dei miei libri . Mi aiuta anche nei lavori di casa. E' difficile per lui, ma ha imparato. D'altra parte è necessario, perché io viaggio molto, partecipo alla conferenze delle donne. Per esempio sono stata in America, a Washington, alla conferenza Emerging International Women nel giugno del 2000. Per il mio libro, sono stata ispirata da un libro di Hillary Clinton.
In Italia collaboro con Christine Ingwing del Women International Networking.
A Palermo ho contatti con ISIDA."

Nella breve, ma densa conversazione con Kozeta si possono forse trovare spunti di risposta a quell'esigenza espressa in tutto l'articolo di Piro Misha: un'esigenza di comprensione e rispetto nei confronti dell'Albania.

Dice Kozeta parlando del suo lavoro:

"Con queste esperienze il mio sguardo si allarga. L'immagine che gli altri, all'estero, hanno di noi non mi soddisfa. In Albania la vita è difficile, manca la luce, manca l'acqua... All'estero si sorprendono a vedermi così "normale". E' proprio per far conoscere le donne albanesi che ho scelto di scrivere questo libro sulle donne di successo: basta con le prostitute, con la descrizione degli aspetti negativi.
Lo scopo di questo libro è far vedere che ci sono donne che hanno successo nella vita, donne di diverso colore politico. Ho stampato cinquecento copie del libro, grazie all'aiuto finanziario della mia associazione, e tutte le copie sono state immediatamente vendute..."


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mise en page: 
pmusarra

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