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Per una nuova immagine 
delle donne albanesi

Un progetto
di
Anna Rosa Iraldo e Paola Musarra
Sesta parte


Sommario

Da Tirana che cambia
testi e foto di
Anna Rosa Iraldo


Nella puntata di settembre, "Riflessi di un cambiamento", vi abbiamo presentato Lirì come testimone di una serie di cambiamenti profondi che l'Albania ha vissuto nel corso degli ultimi sessant'anni.

Ritornando a Tirana proprio alla fine di settembre, mi sono resa conto che i cambiamenti continuano a ritmo incalzante.

Parlo dei cambiamenti immediatamente evidenti, che si vedono e si sentono, che incidono sul ritmo e sulla qualità della vita quotidiana, malgrado il permanere di gravi difficoltà legate al razionamento di acqua e luce (ve ne abbiamo parlato su MeDea ad aprile).

Parlo delle nuove o rinnovate strade di grande comunicazione che accorciano - quasi dimezzano - i tempi di percorrenza tra Tirana e altre città come Durazzo e Valona ( per le città pił a Nord i problemi rimangono) e delle pił importanti strade del centro cittadino ripulite, con le facciate delle case restaurate nel giro di tre mesi con colori squillanti che mettono allegria.

I nuovi colori di Tirana

Parlo dei marciapiedi divelti non pił per vandalismo, ma, una volta tanto, per lavori in corso, parlo del parco centrale di Tirana completamente recuperato, tanto da indurmi a mandare a Paola, appena arrivata, il messaggio "là dove c'era una città, ora c'è l'erba".

Sarà la suggestione che pezzi di letteratura (le canzoni non sono forse letteratura?) a lungo sedimentati nel linguaggio comune portano con sé, ma mi pareva che questo capovolgimento di una frase ormai famosa esprimesse nel modo più sintetico la mia sorpresa, e non solo la mia.

Là dove c'era la città, ora c'è l'erba


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mise en page: 
pmusarra

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