torna a medea
 


Per una nuova immagine 
delle donne albanesi

Un progetto
di
Anna Rosa Iraldo e Paola Musarra
Quindicesima parte




Sommario

"Tocca a noi donne"
di
Anna Rosa Iraldo

Una delle prime donne albanesi che ho incontrato è stata Jolanda. L'ho rivista molte volte, siamo diventate amiche, ho seguito i cambiamenti della sua vita in questo periodo.

Jolanda: capelli corti e cervello lungo...

Rileggendo il materiale raccolto nel suo ufficio quasi due anni fa, ho sentito il bisogno di ricontrollarlo con lei e mi sono resa conto di quanto la sua testimonianza sia ancora attuale, anche se nel frattempo la sua vita è in parte cambiata: è riuscita infatti ad adattarsi a quello che allora era per lei un nuovo lavoro, a comprare una casa più grande ma... continua ad abitare con i suoceri.

E questa casa nuova, nella quale prosegue una convivenza dettata non solo da necessità, ma da una consuetudine radicata nelle famiglie albanesi, mi sembra il simbolo dell'intreccio strettissimo fra cambiamento e tradizione che si sente in tutto il discorso di Jolanda.

Con lei parleremo anche di uomini (l'avevamo promesso), di lavoro e di suocere (anche questo è un argomento importante tutte le volte che si parla di famiglia, lo vedremo prossimamente su MeDea non solo nella testimonianza di Diana Çuli, attenta osservatrice e protagonista della vita culturale albanese, ma anche nelle parole di alcune studentesse di liceo).

Nella conversazione con Jolanda si intrecciano temi diversi: la carriera, la famiglia, pregi e difetti del passato regime... Ho cercato di separare questi temi, ma ho capito che il groviglio non nasce dalla modalità di narrazione a volte concitata [ndr: si esprime focosamente in italiano] di Jolanda: il groviglio è nella realtà.

La carriera prestigiosa deve fare i conti con l'impegno politico, con la mentalità maschilista dei colleghi, con la suocera, con gli spazi ristretti della casa: al momento dell'intervista Jolanda viveva in un appartamento di 60 mq con il marito i suoceri e due figli, una ragazza di 10 anni e un ragazzino di 8. Avevano due camere, cucina e un solo bagno. I bambini dormivano con la nonna, il nonno di 80 anni dormiva in cucina....





torna su

mise en page: 
pmusarra

torna a medea