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Per una nuova immagine 
delle donne albanesi

Un progetto
di
Anna Rosa Iraldo e Paola Musarra
Undecima parte





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Sommario

L'evento
di
Anna Rosa Iraldo
e
Giovanna Petta

Anna Rosa Adesso ti raccontiamo tutto per bene, Paola, come piace a te. Comincia tu, Giovanna!

Giovanna Dunque... il 5 aprile alla Biblioteca Nazionale di Tirana si sono svolte due cerimonie. Alle 11 c'è stata la presentazione del libro di Paolo, tradotto in albanese dall'Ambasciatore Xhufi [pron. giùfi]...

Anna Rosa ... è l'attuale Ambasciatore albanese in Italia...

Giovanna Hanno parlato Despoti d'Epiro e principi di Macedoniail direttore della Biblioteca, Aurel Plasari, il direttore dell'Istituto Italiano di cultura...

Anna Rosa ... che si chiama Attilio De Gasperis... e anche una rappresentante della casa editrice albanese... e poi...

Giovanna E poi, "proditoriamente" hanno fatto parlare anche me!

Anna Rosa Devi sapere che hanno preso Giovanna alla sprovvista, pregandola di fare lei un piccolo discorso al posto di Xhufi, che per un malinteso è arrivato in ritardo... comunque te la sei cavata benissimo, Giovanna, sei stata come sempre sobria e concisa.

Giovanna Poi c'è stata - e questa era la seconda cerimonia - l'inaugurazione di una sala della biblioteca dedicata alla memoria di Paolo.

Anna Rosa Che emozione quando abbiamo visto arrivare la targa! C'era scritto: SALLA PAOLO PETTA. Un colpo al cuore: non sarà mica un errore? E invece no, "sala" si scrive "salla" in albanese...

Giovanna Bisogna dire che questa parte della cerimonia si è svolta alla presenza di alte autorità albanesi e italiane: c'era il Presidente della Repubblica albanese Meidani, il Ministro albanese della cultura... Da parte italiana sono arrivati puntualissimi alle 12 il Presidente del Senato, il Segretario Generale Damiano Nocilla e altri funzionari: Carlo Guelfi, Antonio Maraschi e Daniele Ravenna. Forse dobbiamo chiarire a Paola perché c'erano i rappresentanti del Senato. Sono loro in realtà che hanno voluto lanciare un'iniziativa in ricordo di Paolo che ricopriva presso il Senato l'incarico di direttore del servizio per la redazione e la revisione dei testi legislativi.

Anna Rosa C'era poi l'Ambasciatore italiano in Albania Mario Bova, con la moglie Anna e la dottoressa Lucia Cenerini, che ha diretto l'Istituto Italiano di Cultura fino al settembre 2001...

Giovanna ...c'era... naturalmente, c'era Anna Rosa, c'era mia figlia Silvia e c'ero io!

Anna Rosa E poi è arrivato anche Berisha! Ma diciamo qualcosa sul pubblico...

Giovanna Tu li vedevi meglio, forse, io ero lì davanti, tu invece in mezzo a loro...

Anna Rosa Beh guarda: la sala era gremita: c'erano alcuni professori universitari albanesi, alcuni lettori italiani, gente di una certa età con interessi, credo, anche non istituzionali... ma soprattutto c'erano anche diversi studenti, in fondo alla sala...

Giovanna Passiamo adesso ai discorsi ufficiali...

Anna Rosa Ognuno parlava nella sua lingua, senza traduzione simultanea, a parte un interprete che sussurrava la traduzione dall'albanese al Presidente del Senato. Il direttore della Biblioteca ha cominciato con un intervento in albanese in cui ha praticamente riassunto il libro di Paolo.

Giovanna E tu come lo hai capito?

Anna Rosa Dài, non è che io abbia tradotto mentalmente con esattezza il suo discorso, però ho "acchiappato" alcuni nomi di famiglie albanesi emigrate in Italia, l'allusione ai soldati... e così ho capito che stava riassumendo il contenuto del volume! Il realtà il pubblico al quale erano rivolti gli interventi era albanese, e quindi in grado di comprendere le due lingue. Va detto che i colleghi di Paolo sono stati molto... direi affettuosi, anche nei discorsi ufficiali, vero Giovanna?

Giovanna Sì, il Presidente non aveva conosciuto personalmente Paolo, comunque ha voluto incontrare me e Silvia prima della cerimonia e ha personalizzato il suo intervento rivolgendosi a noi.
Molto commovente e commosso mi è sembrato il discorso di Damiano Nocilla. Sai, Nocilla, come lui stesso ha ricordato, era spesso in disaccordo con Paolo per motivi di lavoro, ma ha saputo dire parole bellissime su di lui, lodando la sua coscienza critica e la sua dirittura morale. Ora che Paolo non c'è più, sente la mancanza dei suoi lucidi interventi...

Anna Rosa Nell'ultimo periodo della sua vita Paolo aveva un po' tralasciato gli studi giuridici per dedicarsi agli studi storici, rievocando le sue radici familiari, che erano venete per parte di madre e albanesi per parte di padre... il tutto sempre con grande rigore scientifico, naturalmente.

Giovanna Ma sai, anche i suoi studi giuridici non erano stati mai, diciamo così, "asettici" e spersonalizzati. Si è sempre occupato di argomenti di attualità e di grande interesse politico, con una particolare attenzione per le classi subalterne, come nei suoi lavori sulla "legge Scelba" (1974) o sulle ideologie costituzionali della sinistra italiana (Savelli, 1975). Poi, negli anni Novanta, il suo interesse si è orientato verso gli albanesi: così vicini, così lontani (1994)...

Anna Rosa Credo che Paolo avrebbe apprezzato l'iniziativa di Tirana e le testimonianze d'affetto.

Giovanna Si sono prodigati in molti perché restasse questo ricordo... Tu, per esempio, Anna Rosa, quando sei andata per la prima volta in Albania nel 1999 e hai preso i primi contatti...

Anna Rosa Debbo dire che ho trovato persone molto disponibili, come per esempio Lucia Cenerini... All'inizio sono state fatte varie ipotesi, poi però si è pensato che la dedica di una sala nella Biblioteca Nazionale di Tirana fosse il miglior ricordo per una persona così amante dei libri e della cultura.

Giovanna Sì, lui avrebbe certamente approvato questa iniziativa che migliora le possibilitÓ di accesso allo studio per i giovani, mettendo a loro disposizione libri vicini alla loro storia...

Anna Rosa ... storia dei Balcani, storia dell'Albania, storia dei rapporti tra l'Italia e l'Albania: sono questi i libri che sono stati messi a disposizione degli studenti e degli studiosi, in una sala che... io l'ho trovata molto bella, è stata realizzata dall'architetto Marin Bišoku.

Giovanna Sono due ambienti, separati da un'ampia apertura, ristrutturati rispettando il contesto architettonico. Le pareti sono verdoline e gli scaffali sono neri con il fondo a specchio che da' luce e moltiplica lo spazio. Il direttore della biblioteca ha voluto che gli scaffali fossero aperti, e l'accesso è libero. Ci sono poi dei tavoli quadrati, con delle sedie anch'esse di bella linea.

Anna Rosa E poi - dulcis in fundo - ci sono due tavoli con due computer...

Giovanna ... con l'augurio che non manchi mai la luce!

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